Capitolo uno, l'inizio

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Ciao, sono Michela e ho 14 anni.
Oggi è il mio compleanno, ne faccio quattordici oggi ma dettagli shhhhh, e per festeggiare io, Alessia, Marco, Lucrezia e Simone andremo a Bergamo.
Perché Bergamo?
Perché una settimana fa, mentre aiutavo Marco ad esercitarsi per la gara di ginnastica artistica, caddi mentre cercavo di stare sulle punte, finendo addosso a Marco che perse l'equilibrio e sbattè la testa vicino alla scritta "Bergamo" attaccata sul muro.
È cosi che scelsi di andare a Bergamo.
Quindi mi ritrovo stamani a correre per la mia stanza alla disperata ricerca dei miei occhiali da sole mentre lego i miei ricci biondi.
A già mi manca da finire metà della valigia.
"Muoviti che sei in ritardo, ti conviene correre io e tuo padre non ti accompagniamo" stridula mia mamma.
Corro, corro troppo veloce e, con i jeans corti ancora sbottonati corro in cucina prendo il pranzo a sacco,e tanto altro cibo, le chiavi e, salutando tutti, corro al punto di ritrovo

Sto correndo e non so nemmeno io come mai non sia già morta.
Ah se vi state chiedendo perché mi porti dietro una valigia è perché staremo li per tre giorni.
"MICHELAAAA SEMPRE IN RITARDOOO"
Sento questa fastidiosa canzoncina e accelero saltando addosso a Simone e cade.
"Ah i tuoi abbracci i migliori" dice e ride
"Sempre"
Abbraccio Lucrezia e Marco e andiamo verso la stazione.
"Raga facciamo subito i biglietti sennò finisce come l'ultima volta" dice Lucrezia.
"Massí abbiamo aspettato il treno dopo solamente per un ora cosa vuoi che sia" ironizza Marco
"Tranquilla li facciamo ora" le dico.

Stiamo aspettando il treno.
Mi annoio.
Marco e Lucrezia parlano (Marco ha una cotta per Lucrezia ma shhh) e Simone è al bar.
Massí vado a fare una passeggiata tanto il mio treno dovrebbe arrivare tra mezzora.
Quello che amo di questa ferrovia è che è completamente all'aperto, e le ferrovie circondate dagli alberi sono il mio panorama preferito.
Tra l'altro è qui che i miei si sono conosciuti.
Eccomi qui, al centro delle rottaie  mentre fisso il panorama stupendo che tanto adoro.
Sono persa...
Sento solo gli uccelli e il vento che sposta delicatamente i miei ricci.

*fischio...*

Ora sento un vuoto.
Mi fa male il fianco, come se avessi ricevuto un calcio sul fianco come a karate.
Chiudo gli occhi, faccio un grandissimo respiro mi alzo e li riapro.
Inizialmente vedo un ciuffo nero che mi copre gli occhi. Lo sposto e fisso due grandi occhi color nocciola che mi guardano.
Deduco sia un ragazzo.
Lo sposto da me, non si sa mai.
"Stai bene?"
Dovrei essere io quella spaventata, visto che stavo per passar a miglior vita, ma lui l'ho è più di me.
È bianco, sta tremando e a male pena è seduto.
Meglio che mi alzi.
"Si grazie, sto benissimo.
Ti ringrazio davvero tanto per avermi salvata"
Finalmente si sta alzando e prende colore.
"D-di niente, ma fai attenzione la prossima volta per favore ok?"
"Ok"
Un attimo perché si sta avvicinando? Spero non si aspetti un bacio.
"Ok, vado addio"
Meglio che me ne vado va.
"MICHELAAA"
Sento Simone che mi chiama, corro.
"Ok eccomi"
"Guarda arriva il nostro treno"
"Allora si parte"
"SI PARTEE"
Tipico nostro grido.
Finalmente salgo.
"Sediamoci lì" indica quattro posti Marco mentre tira Lucrezia.
E ci sediamo.
Ma sbaglio o quello che è appena entrato è il tipo di prima?
Oh si è lui e si e seduto un posto dopo il mio.
Che ansia, ma non ci farò caso, ora è solo uno sconosciuto.

Ormai è passata un ora.
"Raga io vado in bagno" avverto.
Perché anche lui si è alzato?
Ma, sarà una coincidenza.
Le porte sono davvero strette ma almeno il bagno e ragionevole.
Aiuto!
Sento qualcuno che mi afferra da dietro appena alla soglia della porta.
Mi giro di scatto.
Cazzo è lui.
Cammina in avanti e sono costretta a indietreggiare.
"Ehy"
"Levati maniaco"
Strige i polsi meglio che mi liberi.
*lui si abbassa e si avvicina alle sue labbra baciandola*
Aiuto, ora basta.
Questo non è un bacio mi sta divorando.
AH NO GIÙ LE MANI.
*Michela si libera i polsi, indietreggia con la testa e li tira una testata seguita da un calcio*
Sbatte contro la porta.
Simone corre e apre la porta.
Salto sopra al ragazzo e mi butto su Simone.
"Cosa è successo" mi chiede preoccupato.
"Niente tranquillo, dai andiamo".
Alla fine sono costretta a raccontare tutto ai miei amici.
"Cosa ha fatto? E non lo vuoi denunciare?"
Dice Lucrezia.
"Nha, racconterò tutto al direttore del treno che, fortunatamente, oggi è qui e ci farò cambiare vagone"
Così fu.

Ormai sono passate tre ore.
Mi annoio.
Ah no, siamo arrivati.
Cammino, cammino, cammino, scendo, scendo e scendo.
"BERGAMO BABY" grido.
"Mio zio arriverà presto aspettiamo seduti in quella panchina dai" dice Simone.
Devo andare in bagno.
"Raga vado in bagno"
"Stai attenta" mi recitano in coro.
"Ovvio"
Ecco un bagno libero, entro.
Chiudo a chiave ma la porta si riapre.
NO E CHE CAZZO, ANCORA LUI.
"Ehy, ehy ferma.
Ti chiedo scusa per la scenata sul treno, e che sei bellissima..."
Freno i pugni.
Però le sue mani sui i miei fianchi non mi piacciono.
"Tieni ti ho preso dei fiori, tutti per te.
Perdonami"
Ok sono bellissimi ma preferirei che uscisse.
Aspetta.
Perché ci siamo invertiti.
*lui si siede e la spinge a se*
Aiuto, non riesco a muovermi, non so perché.
Non so se andarmene o restare.
E niente...
Mi ha baciata.
È così delicato, io rimango ferma e continuo.
Si è staccato, vorrei solo scappare ma sono ferma.
"Ti amo"
Ma chi sei?
Non ci conosciamo neanche e dice di amarmi.
Sento che scende con la sinistra ma capisco che sta solo mettendo qualcosa dentro la mia tasca.
Mi bacia a stampo, o almeno ci prova perché lo allontano.
Mi solleva, mi alzo e lui se ne va.
Devo correre.
Abbraccio Simone.
"Ancora lui?"
"Si Simo, la prossima volta lo uccido davvero"
Il trauma mi passa subito, sono qui per divertirmi e basta.

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⏰ Dernière mise à jour : Nov 08, 2019 ⏰

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