...e così scappò via come il vento, non gli importava del futuro, non gli importava di Ops! Scusami non sei arrivato fino a qui! Ricominciamo da capo...
Era un freddo inverno quella sera a Santville.
La zia di Dario si catapultò in carrozza incastrandosi all' entrata mentre agitava le sue gambe, esclamando:
"Oh, ma chi è che progetta queste porte così piccole!"
Sapendo che era la donna meno in forma della famiglia (pesava all' incirca centosessanta chili).
Una volta che il maggiordomo Arcibald gli diede una decina di spinte e la spinse bruscamente dentro, lei gridò:
"Arcibald un po' di delicatezza, per cortesia!"
"Mi scusi madame" con una voce piuttosto calma per essere in ritardo di mezz' ora al matrimonio.
"Avanti Dariuccio! Faremo tardi al matrimonio se non ti sbrighi!", come se non lo stessero già facendo...
Il giovane scese di fretta le scale della villa mentre si stava ancora aggiustando la cravatta.
"Si eccomi zia!"
Salì sulla carrozza e lei: "Avanti cocchiere!"
Si sentirono degli schiocchi di frusta poi la carrozza iniziò a muoversi con suon di zoccoli.
"Oh, ma guarda come sei conciato!" disse con sguardo preoccupato mentre gli aggiustava i capelli...
"Scusa zia se mi son preparato in ritardo"
"è il giorno più importante della tua vita e bisogna pianificarlo nei minimi dettagli, compresa la preparazione, soprattutto la preparazione!"
"Ma certo zia!"
Una volta arrivati in chiesa spalancarono le porte in un silenzio tombale, mentre la zia si conduceva ai posti con un sorrisetto alla "Non guardatemi, per favore", Dario vide prima la faccia del prete deluso e incazzato nero, che lo fissava manco gli avesse rubato l'ostia, poi tutte le altre facce degli altri familiari che lo fissavano intensamente con sguardi anch' essi incazzati neri.
L' unica che gli sorrideva in quel paesaggio era la sua sposa, addirittura arrivata prima di lui.
Lo sposo andò all' altare con un sorriso ricambiato solo dalla sua amata.
Il prete stava per leggere l' introduzione, quando Lucia gli chiese con voce chiara:
"Ehm mi scusi può passare direttamente alla parte finale? Abbiamo fretta"
Dario gli bisbigliò: "Ehmm, amore non è meglio se..."
Prima che potesse finire, il prete, ancora più incazzato, girò velocemente le pagine del libro guardando con occhiate veloci, una volta loro e una volta le pagine che stava sfogliando.
Arrivato alla parte interessata, li fisso per un' attimo con la testa in su, poi iniziò a dire la cerimonia. Entrambi risposero col fatidico SI, poi si aprirono nuovamente le porte i due amati comminarono lungo la navata con lanci di riso e di fori, finalmente il loro sogno era realtà.
Tutti si diressero immediatamente alla tavolata, persino più rapidamente degli sposi stessi, come se avessero atteso quel momento dall' inizio della giornata (e per molti era così) pur sapendo che dovevano aspettare gli sposi per iniziare. Qualcuno guardava il piatto con occhi spalancati, altri si godevano l' odore delle varie pietanze prelibate, altri ancora, guardavano gli sposi come a dire " 'O ma questi che hanno da sbaciucchiarsi, ma non sentono pure loro fame!?"
Una volta arrivati gli sposi che enunciarono il buon appetito come se fosse un discorso elettorale, tutti si misero a mangiare facendo un sacco di chiasso in un mare di chiacchiere.
Lo sposo si trattenne dal mangiare come loro anche se sentiva una fame che era più grande di quella dei familiari; ma all' improvviso posò lo sguardo di Lucia dall' altra parte della tavolata; il mondo rallentò, i rumori intorno si ovattarono e vedeva solo lei con gli occhi drogati dall' amore.
Questa fantastica visione paradisiaca venne interrotta dal ruggire del suo stomaco, spalancò gli occhi con lo sguardo fisso ancora su di lei, poi lo abbassò verso il piatto, era ancora tutto lì e lo mangiò con eccessiva fretta.
Alla fine del pranzo erano tutti stanchi, spaparanzati sulle sedie come trichechi, in un nuovo silenzio.
Silenzio che fu bruscamente interrotto da Dario che tintillò il suo bicchiere con una forchetta, alzandosi e chiedendo un attimo di attenzione per il suo discorso, tutti lo guardavano come a dire "Ma mi stai prendendo in giro?", tranne la sposa che si alzò insieme a lui.
Finito il suo discorso, lungo più del sermone del prete la domenica mattina, tutti uscirono, salutando con falsi sorrisi, e prendendo le loro auto sfrecciando via come se avessero appena assistito a un attentato terroristico.
Gli sposi invece restarono lì, a parlare di com' era stato il loro matrimonio e dei loro progetti futuri.
Dopo di che, vennero accompagnati dai rispettivi maggiordomi alle loro case.
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Lo sposo
HumorIl romanzo racconta in maniera ironica e surreale la vita di un neo-sposo che incontra tutte le difficoltà del mestiere, e che si rende conto della preziosità del suo amore solo quando lo sta per perdere. Il racconto è molto breve. (Sopra troverete...
