Come onde nel mare

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(Waves – Dean Lewis)

There is a swelling storm
And I'm caught up in the middle of it all
And it takes control
Of the person that I thought I was
The boy I used to know

Erano mesi ormai che non si dava pace. La guerra era finita, e tutte le ansie, tutte le paure, tutte le lacrime versate in silenzio, avrebbero potuto finalmente abbandonare il suo corpo.

Eppure lui non riusciva a darsi pace.

Camminava imperterrito per i corridoi deserti del castello, che da cinque mesi a questa parte era tornato ai massimi splendori di una volta. Hogwarts era stato il luogo in cui si era sentito più protetto e vulnerabile allo stesso tempo.

A 11 anni percorreva quei corridoi con la testa sempre alta e fiera, dopo tutto un Malfoy non aveva niente di cui vergognarsi. A 17, invece, quegli stessi corridoi neanche li guardava più, la testa sempre bassa verso il pavimento, per paura di incrociare qualche sguardo sprezzante, perché adesso un Malfoy aveva tutto di cui vergognarsi.

Eppure in mezzo a tutta quella vergogna, a tutti gli attacchi di panico che gli mozzavano sempre il respiro, in mezzo a tutto quello schifo, uno scoglio a cui aggrapparsi l'aveva trovato.

Ci si era stretto forte, anche se con molta fatica. Quella tempesta, che era la sua vita, però continuava ad allontanarlo dalla sua àncora di salvataggio. Tutte le volte che pensava di aver stretto bene la presa, fino ad avere le mani arrossate per lo sforzo, ecco che l'ennesima onda impazzita lo stordiva, staccandolo dall'unico appiglio che riusciva a tenerlo in vita.

Quella sera era più stanco del solito, le aveva provate tutte ma niente sembrava andare mai per il verso giusto. Lo stava perdendo. Quell'unico spiraglio di salvezza lo stava inesorabilmente perdendo e ormai si sentiva come se l'acqua salata, del mare in cui stava affogando, bruciasse nella gola e stesse arrivando fino ai polmoni.

Si ritrovò sulla Torre di Astronomia senza rendersene conto, i suoi piedi lo avevano portato lì mentre lui, come al solito, si era perso nei suoi tormenti più profondi. Non riusciva neanche a guardarsi intorno, il ricordo di quella maledetta notte gli martellava la testa con violenza.

"Draco, tu non sei un assassino".

Le parole di Silente rimbombavano ancora in quelle pareti fredde in pietra. Per un attimo ci aveva anche creduto. Per un micro nanosecondo si era convinto che in fondo quel vecchio preside non avesse torto.

Lui non era un assassino.

Non era dalla sua bacchetta che era uscita quella luce verde della più crudele delle maledizioni senza perdono. In più, tempo prima aveva persino finto di non riconoscere l'eroe del mondo magico, Harry Potter, per salvarlo dalle grinfie di quella pazza di sua zia.

Vedere Silente morire davanti i suoi occhi, lo aveva riportato subito alla realtà dei fatti. Magari non era un assassino nel vero significato del termine, ma di sicuro dentro la sua anima dannata si sentiva colpevole, come se quell'Avada kedavra fosse uscito dalla sua bocca.

Non aveva avuto scelta.

Non era mai stato libero di pensare e agire per conto suo. Aveva passato tutta la vita sottomesso alle volontà di una famiglia che teneva di più alla purezza del sangue. Loro non si preoccupavano che un ragazzo, di appena sedici anni, potesse macchiarsi per sempre le mani, con quel sangue che ritenevano sporco.

Eppure anche in quella occasione, il suo scoglio restò fermo lì, solido, permettendogli di aggrapparsi in silenzio. Piangeva forte, lo ancorava a sé e continuava a piangere di disperazione mista a stanchezza. Era colpa sua se era uscito in mare durate quella tempesta, pensava di essersela cercata dopo tutto. Più si colpevolizzava di ogni cosa e più gli offriva un riparo sicuro dove appigliarsi.

Come onde nel mare || DRAMIONE One Shot ||Stories to obsess over. Discover now