Titolo della parte

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C'era una volta, tantissimo tempo fa, in un altro mondo un villaggio dove viveva una popolazione chiamata Manicatù, era un villaggio, come del resto tutto quel mondo, interamente popolato da maghi e streghe, tutto era fatto con la magia, ovviamente c'erano tantissime leggi che regolavano la vita e questo fece sempre si, o quasi, che la vita di quel mondo fosse rigogliosa e prospera.
Come in ogni popolazione ovviamente, non esistono solo cose belle, e non sempre l'apparenza va di pari passo con il vero essere..
Nel villaggio dei Manicatù in un tempo oramai quasi dimenticato, in una mattina di primavera nacque Olivia, da una famiglia piuttosto agiata, di solito uno sprazzo di magia si manifesta già al primo vagito dei neonati, ma, non essendo sempre così si aspettò.
Ma la bambina non mostrava alcun segno di magia, tutti i migliori medici, guaritori e stregoni più potenti avevano visto Olivia, ma in essa non vi era traccia di qualsivoglia magia.
Ogni persona che la visitò disse ai genitori di aspettare il quarto anno di età, se neanche allora si fosse presentata qualche capacità allora la bambina sarebbe stata una Nopè, ed era una cosa bruttissima.
I nopè sono coloro che nascono senza poteri magici, e in quel mondo erano mal visti, e venivano cacciati e lasciati allo sbando dalle proprie stesse famiglie. Nascere senza magia equivaleva ad un sacrilegio e in quel mondo essere senza magia non era ammesso.
Al compimento del quarto anno, Olivia rimase la stessa di prima, nulla si palesò in lei, ed i genitori, senza pensarci su due volte la cacciarono di casa lasciandola al proprio destino.
Ma Olivia era una bambina scaltra che non si perdeva di animo, e se pur senza magia decise che avrebbe cercato di sopravvivere, da sola anche in un piccolo angolo remoto.
Un giorno si addormentò stremata in riva ad un ruscello, e si sveglio solo quando si sentì beccare una mano, quando si svegliò l'uccello davanti a lei fece una capriola per lo spavento.
Troky, così si chiamava, ed era un martin pescatore, le chiese (oh si gli animali parlano in questo mondo) come mai fosse lì tutta sola e soprattutto se aveva intenzione, come tutti gli altri di quel mondo, di ucciderlo e mangiarlo, lei rispose che stava viaggiando per scappare dai Manicatù, e che no non l'avrebbe né ucciso né tantomeno mangiato, primo perché era una Nopè e quindi non poteva usare la magia per fare queste cose e secondo perché a prescindere non lo avrebbe fatto.
Troky fu un po' restio a crederle ma alla fine si fidò, e fu cosi l'inizio di una splendida amicizia.
Cominciarono a viaggiare insieme in quel mondo, a volte si imbattevano in alcuni maghi o streghe viaggiatori e allora si nascondevano.
Per fortuna gli alberi da frutto erano rigogliosi anche nelle zone meno popolate, e fu così che Olivia riuscì a sopravvivere, Dove non arrivava lei c'era sempre Troky pronto ad aiutarla, e quando lui era stanco di volare si appollaiava sulla spalla di lei e si riposava un po'.
Troky per Olivia aveva abbandonato la possibilità di mettere su famiglia ma non se ne era mai pentito, perché oramai la reputava la sua migliore amica.
Riuscirono insieme a superare inverni molto rigidi, trovando sempre rifugio in qualche vecchia casa abbandonata dove, se avevano fortuna vi erano anche delle coperte malconce lasciate dai vecchi padroni.
Insieme ad Olivia cresceva la sua caparbietà e la sua voglia di costruirsi una sua vita stabile, e così con l'aiuto, più morale che altro, di Troky, piano piano, in mesi e mesi si costruì una casetta, lo fece lontano dalle strade, in modo che nessuno passando la potesse vedere ma anche abbastanza vicino all'acqua da poter fare scorte.
Troky però in questo fu di aiuto, non poteva fare molto, ma era pur sempre un martin pescatore, e anche se piccoli procurava sempre un bel bottino di pesci per lui e Olivia. Lui li mangiava crudi così come erano mentre Olivia li puliva e li cucinava su un fuocherello, che aveva imparato ad accendere nel corso degli anni e perfezionato.
La casa era un po' rudimentale ma con il tempo Olivia la rese sempre più comoda, confortevole e funzionale per lei e Troky.
Fu così che passarono tanti anni e Olivia ne compì ben 17. Un giorno lei e Troky uscirono a fare una bella passeggiata, in una splendida mattina estiva, Troky volava alto nel cielo ed Olivia si divertiva a vederlo girare, poi planare e risalire di nuovo, invidiava quella sua capacità di volare ma allo stesso tempo anche lei aveva la sua libertà lontana da certe consuetudini primitive.
Ripensò vagamente al suo villaggio, ma i suoi pensieri vennero interrotti dal suo amico che volò verso di lei tutto eccitato e in affanno, Olivia lo fece appoggiare sulle sue mani per fargli riprendere fiato, lo fece bere dalla borraccia ed infine lo ascoltò parlare. Là infondo verso dove tutte le mattine sorge il sole c'erano delle strane cose, che si muovevano in modo particolare ma erano ferme allo stesso tempo, le disse che lui ci era volato davanti e dall'altra parte si vedevano delle cose che mai aveva visto in vita sua.
Olivia si fece portare in quel luogo, rimase ammaliata da questi strani "oggetti", erano sei, in ogni uno al di la si vedeva una cosa diversa, fu attratta da uno in particolare, che era simile al suo mondo eppure diverso in qualcosa, anche se non capiva cosa. Con coraggio mise una mano dentro, a parte una sensazione di freddo non percepì dolore, fu così che agguantato Troky senza pensarci due volte attraversò quella strana parete... e si ritrovò nel nostro mondo.
Perché si, quello era un portale, come del resto gli altri cinque, ma lei aveva scelto quello dove vi aveva trovato più somiglianza con il suo.
Dopo un attimo di smarrimento si girò verso il portale ma, esso era sparito, Troky gridava al sacrilegio e allo scandalo, come avrebbero fatto ora a tornare a casa? Ma Olivia invece pensò di poter chiedere a qualcuno, ma a chi? Non si vedeva anima viva. Camminarono un po' fino a che crollarono dalla stanchezza. Furono trovati la sera da un ragazzo di nome Jonas, lei gli raccontò della sua avventura, ma il ragazzo pensò che fosse impazzita. Un altro mondo? Cosa sono i Manicatù? E i Nopè?
Ma fu così che giorno dopo giorno i due ragazzi passavano del tempo insieme, Olivia tornava ogni giorno nel luogo del portale ma esso non compariva mai.
Allora si rassegnò a rimanere in quello strano mondo dove la gente sembrava non credere alla magia se non come storia da raccontare ai propri figli, quindi in realtà erano più simili a lei di quanto pensasse.
Decisero che Troky non avrebbe parlato davanti a Jonas, dopo che una volta lo videro svenire e al suo risveglio farfugliava di un uccello parlante, ma gli animali in quel mondo non parlano! Olivia gli disse che aveva preso troppo sole e doveva solo riposare ma che no gli uccelli non parlano.
Jonas aiutò Olivia a costruire una casa per lei e Troky, le fece vedere il proprio villaggio e conoscere persone nuove, finalmente si sentiva accettata,  magari era un po' strana perché se ne andava in giro con un martin pescatore sulla spalla, ma infondo chi non ha le proprie stranezze?
Una volta costruita la casa, Jonas le chiese di sposarlo, Olivia che aveva imparato ad amarlo disse di si, andarono quindi a vivere insieme nella nuova casa.
Il giorno del suo diciottesimo compleanno, senza il minimo preavviso, ad Olivia si presentò, la magia, aveva quasi dimenticato la sua natura e il suo villaggio.. e adesso? Con il tempo i suoi poteri aumentarono, così con calma decise di dirlo a Jonas, all'inizio ne fu spiazzato ma poi capì molte cose che erano per lui strane nei racconti di lei, e accettò di buon grado e finalmente Troky poté parlare!
Quando ebbero dei figli, essi subito manifestarono la magia, ed è in questo modo che nel nostro mondo nacquero maghi e streghe.
Olivia e Troky non cercarono mai più il portale, perché lì erano felici.

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⏰ Terakhir diperbarui: Mar 05, 2018 ⏰

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Olivia e TrokyTempat cerita menjadi hidup. Temukan sekarang