Questa non è una comune storia d'amore e sapete perchè? Perchè a raccontarla sarò io, giustamente vi starete chiedendo chi io sia, bhe lo scoprirete più avanti, per ora questo non è importante, per ora la cosa importante è solamente questa storia. Era il 10 novembre, e faceva un freddo glaciale e come al solito io non ero coperto, cavoli ogni volta che c'è freddo sempre la stessa storia! Ero in ospedale (più o meno) ma non preoccupatevi nulla di grave, ci sto spesso qui, quasi sempre in realtà, anzi togliete il quasi, io vivo qui e non perchè io sia malato, ma perchè... perchè... ahhh non ve lo dico altrimenti mi scoprireste, e per ora non voglio che si sappia la mia identità!
Come dicevo era il 10 novembre e come al solito mi trovavo in ospedale, quel giorno arrivò una ragazza al reparto di oncologia, era una ragazza bella indubbiamente ma un po'ambigua: alta, magra, (anche fin troppo magra), pallida come la neve, aveva i capelli nero corvino, neri come la notte che disturba i pensieri delle persone e neri come la sua anima in quel momento, già perchè le si leggeva in viso che aveva qualcosa che non andava. Azzurra, questo era il suo nome, stanza 153 camera singola, doveva essere una di quelle ricche snob che non voleva la compagnia di altre persone solo perchè malate, che poi dico a bella svegliate che se stai li è perchè sei come loro, malata, e non esistono malati di serie A o di serie B ma semplicemente malati.
Comunque le giornate passavano, e vedevo che l'anima di azzurra era sempre più nera,sempre più triste sempre più del colore di quei capelli che mano a mano cadevano giù proprio come le foglie in autunno. Il suo viso, ormai inespressivo non lasciava nulla all'immaginazione, tutti noi, in cuor nostro sapevamo che forse non ce l'avrebbe fatta eppure io sentivo che nell'aria c'era odore di novità, sentivo che di lì a breve sarebbe successo qualcosa, cosa non sò, ma sicuramente sarebbe stato qualcosa che avrebbe scosso il cuore della ragazza e bhe forse chi sa anche il mio...
