《
1 Aprile 1939
Lower Slaughter, Regno Unito
Per qualche sconosciuto motivo finii in questo mondo.
Non so cosa feci di sbagliato per meritarmi un passato così ingiusto.
Continuo a non capire se fossi io ad essere sbagliato o fosse proprio questo mondo ad esserlo.
Mi ricordo ancora di quella sera in qui tutto cominciò:
-"Shannon, non possiamo tenercelo!"
Disse quella voce col tono un po' rude e fermo.
-"No...non posso... non posso abbandonarlo.."
Disse una voce femminile piena di malinconia.
-"Shannon, lo so che gli vuoi bene ma..."
Da quel punto non mi ricordai più nulla, ne di quella conversazione ne del nome che avevo in passato.
L'unica cosa di cui mi ricordai era lei, Shannon, quella donna disperata che appare spesso nei miei sogni con i suoi bellissimi capelli mossi color castano chiaro.
Sarà che mi fossi addormentato in quel momento dove non non mi ricordai più nulla, fatto sta che il giorno seguente mi risvegliai sulla soglia di una porta di una casa enorme che accoglieva bambini come me, senza un riparo ne parenti: l'orfanotrofio della signora Moretz.
La signora Moretz è una giovane donna sterile che decise di dedicare la sua vita ai bambini orfani che vagavano nella città nutrendosi della prima cosa che ritrovavano per calmare la loro fame, come se la fame fosse un mostro, qualcosa che pur di calmarlo almeno per un po' di tempo faresti qualunque cosa.
E così, quei poveri bambini che non ebbero la mia stessa fortuna morirono e muoiono tuttora di malattie o semplicemente del freddo gelo che domina le strade inglesi nelle notti d'inverno.
Che triste destino aspetta a quelle creature rannicchiate in un angolo cercando in tutti i modi del calore che gli riscaldi il corpo e anche la loro anima ferita. Probabilmente pensano a quei genitori a cui non ebbero il tempo ne di amarli ne di essere amati da loro, e già che quest'ultimi li abbandonano a questa triste realtà.
Io sono stato più favorito dalla sorte di essere abbandonato a 4 anni ad una donna che ha potuto darmi tutto l'amore che necessitavo, e il nome che non avevo perchè l'ho dimenticato. Lei é la madre che non ho potuto ricordare.
La signora Moretz si prese cura di me e mi fece crescere come se fossi il suo proprio figlio, anzi trattandoci tutti come i suoi propri figli, perché anche altri bambini dovevano condividere una stessa cosa in comune con me: l'essere orfani.
Da piccolo odiavo lo sguardo pietoso che mi dava la gente quando dicevo che ero "un po' diverso dagli altri", odiavo i sussurri della gente dicendo "povero ragazzino... i suoi lo hanno abbandonato".
Odiavo la gente.
Io non sono solo un povero ragazzino dimenticato da Dio, anzi Dio veglia sempre su di me proteggendomi da tutto il male, e mi dice sempre "tu non sei solo questo, puoi essere molto di più, anzi lo sei già", io posseggo una cosa che i bambini di solito non hanno nella loro infanzia o addolescenza: io posseggo la coscienza della realtà, quella cosiddetta maturità.
In quella grande casa crebbi con tutti come se fossimo fratelli e sorelle, tranne...
》
-"William Green, cosa scrivi su quel diario?"
Dice una ragazza dagli occhi blu mare e i capelli biondi, spuntando davanti alla faccia di quel ragazzo seduto sotto a quell'albero in piena fioritura, così spaventandolo.
-"Rosemary! N-nulla..."
Risponde sobbalzando alla bionda e chiudendo quel diario cosicché lei non lo legga.
-"Mi hai spaventato.... prossima volta fa' più rumore"
Continua.
-"Scusami... sono appena ritornata dalla base militare"
Spiega lei siedendosi accanto a lui ancora con l'uniforme addosso.
-"Mi sei mancata... Sono quasi 6 mesi che non ci vediamo più."
Dichiara il giovane William abbracciandola.
Rosemary fa una piccola risatina sussurrando un piccolo "sì...é vero..." imbarazzata ricambiando il suo abbraccio.
Autrice:
Hey!
Ho deciso di scrivere un romanzo romantico/action... spero vi piaccia!😄😄
Tutto qui per ora.
YOU ARE READING
Il Gusto Della Pace
RomanceLa storia di due ragazzi che assistono alle atrocità della Seconda Guerra mondiale, che portò a più di 60 milioni di morti in tutto il mondo. Nonostante ciò, l'amore riuscì a fiorire tra di loro in mezzo a quella orribile guerra, riuscendo così ad...
