Porgimi la mano

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Se un giorno mi svegliassi e ti volessi raccontar di me, resteresti ad ascoltarmi? Ti immedesimeresti nella persona che ero? Proveresti a comprendere le mie decisioni?
Resteresti in silenzio, attendendo che io possa finire, o mi interromperesti continuamente?
Perché, prima o poi, vorrei farlo. È importante, per me. Voglio raccontarmi, capisci?
Non voglio più nascondermi nell'ombra, in attesa che qualcuno venga a prendermi. Vorrei raccontarti il dolore che ho provato, non ho più le forze per tenerlo dentro me. Ho bisogno di liberarlo, urlarlo a tutto quanto il mondo.
Ma ho paura.
Ho paura di ciò che potrebbe accader dopo, di quello che potresti pensare. O, forse, di quello che potresti non pensare.
E se non ti interessasse? Se non mi ascoltassi veramente?
Mi chiederesti come mi sono sentita, quanto fossi distrutta? Perché mi piacerebbe sentirmelo chiedere, mi piacerebbe parlare delle mie emozioni.
Capita poche volte, sai? Che dica ciò che ho dentro. Vorrei. Vorrei tanto.
Ma la paura è sempre la stessa: chi mi ascolterebbe? Chi mi chiederebbe "e dopo? Cos'è successo? Come hai affrontato la cosa?".
Chi si interesserebbe a me. Tu? Tu lo faresti?
Non so, non riesco a fidarmi, ma non è colpa tua. Forse sbaglio, ma aprire il mio cuore non è facile.
Mi daresti torto?
Ho solamente paura, nulla di più.
Vuoi aiutarmi a superarla o farai finta di nulla, mettendomi di fronte ad un muro?
Ti prego, aiutami. Porgimi la mano, proverò ad afferrarla. La scelta è tua.
O forse è mia?

Luglio 2017.

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