Che disordine in questa camera... ma gli elfi si sono estinti? No, dico! È un tale disordine. Un caos. Sembra che qui si siano scontrati Potter e Voldemort, pensai entrando nella mia camera (totalmente sottosopra) per riposare dopo il viaggio stancante.
La guerra era finita e tornai a scuola regolarmente, come tuttu. Le Casate erano più unite e i serpeverde erano meno razzisti. Anche io senti o di essere cambiato. Il razzismo mi fece solo del male.
Iniziai col mettere in ordine i vestiti messi in disordine il 31 agosto per cercare qualcosa di decente da mettere.
Raccolsi diversi pantaloni neri e bianchi, due gilet, tante cravatte, forse tutte quelle che aveva e le camicie. Erano tutti puliti però alcuni finirono sotto il letto e fui costretto a metterli a lavare. Ispezionai la camera per vedere se in giro ci fossero altri vesti e trovò un album dalla copertina di cartone doppio federato in pelle bordeaux legato con dei lacci di cuoio nero. Le pagine sembravano essere doppie e ricche di colla.
《Non ci credo! Non è stato buttato via! Se rileggo mi rendo conto di quanto patetico fossi. Forse è meglio lasciare il piccolo Draco tra quelle pagine》. Dissi sottovoce quando rividi quell'album che probabilmente usava come diario. Chissà quando ho smesso di scriverlo. Lo osservai con ancora con senso di nostalgia e lo misi sul tavolo accanto la sua finestra. Continuai a riordinare senza distogliere il pensiero di quel Diario. Pensavo a cosa aveva scritto. Me lo ricordavo. Ricordavo ogni cosa, non volevo quei ricordi fossero smossi. Erano lì. In un angolo del mio cervello e facevano la polvere. Solo uno era sempre nella mia mente: la bellissima riccia intelligente come una corvonero, astuta come una serpeverde, fiduciosa come una tassorosso e coraggiosa come una grifondoro. La trattavo male e quei ricordi mi frustavano l'anima ogni volta che la vedevo. Anche quando parlava a lezione. Continuavo a non sopportarla, ma quella volta non era per cattiveria, ma per rabbia per averla trattata peggio di un cane con la rogna.
Rifece il letto e si occupò di togliere la polvere e le ragnatele.
《Finito! Finalmente. Sono distrutto. E solo. Però devo ammettere che è meglio stare soli davvero che stare in mezzo a tanta gente ed essere soli comunque. Qui almeno non alludi a nulla》 tirai un sospiro di stanchezza e tristezza. I miei occhi cominciarono ad inumidirsi. Il mio pensiero si rivolse di nuovo a quel Diario.
"Sono troppo pigro per alzarmi" ma mi mise in piedi e andai a prendere quel librone bordeaux. Saltai le prime pagine. C'erano solo delle scritte. Arrivai alle foto. Erano foto scattate furtivamente a Potter. A Potter? E sì, proprio a lui. Ne ero pazzamente innamorato. Non sapevo bene il perché. I ragazzi non mi attraevano, solo lui e le ragazze. E quanto mi piacevano. Persi la verginità con Pansy. Era nostro solito fare sesso quasi ogni sera. Mi stancai di lei e ne scelsi un'altra. Duravano un mese, o al massimo due poi cambiavano. Non avevo detto mai a nessuna che quella era una relazione eppure loro lo raccontavano in giro. Però mi faceva comodo. Tanto le cambiavo come si cambiano le tende in una casa.
Ma quando passava Potter... fu tutta un'altra storia. Avevo le palpitazioni alla gola. Facevo il diffidente e l'odioso, ma in realtà lo amavo. Anche quando ci lanciavamo fatture potenti speravo che non facesse mai nulla di grave. Una volta però rischiai di morire. Potter mi scagliò un Sextumsempra. Mi ritrovai il corpo pieno di ferite inferte da un incantesimo che mk aveva tagliuzzato come fosse stato una spada a ridurmi così. L'unico pensiero che riuscii ad avere fu crudele. Pensai di volerlo cruciare fino a renderlo pazzo. E lo stavo quasi per fare dopo essermi rimesso, ma Hermione gridò un Expelliarmus e mi disarmò prima che potessi pronunciare la maledizione cruciatus.
Le foto riguardavano sempre Potter...
Potter sulla scopa,
Potter con gli amici,
Potter con la Chang,
Potter con la Weasly,
Potter nel treno... "Oh qui al sesto anno avrei potuto farti molto male, mio caro Potter, ti è andata bene che ti ho solo dato un calcio..."
Potter in mutande. 《IN MUTANDE? COSA MI È SALTATO IN MENTE? A CHI L'HO RUBATA?》 Non ricordavo di aver scattato quella foto. Quando l'avevo fatto?
Staccai la foto attaccata con una gomma e dietro lessi la dedica di qualcuno.
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POST WAR LOVE
FanfictionMa Potter mi afferrò il braccio. <<che fai?>> dissi voltandomi ritrovando i suoi occhi verdi. <<voglio baciarti>>
