Sentii un rumore alquanto fastidioso, tanto da svegliarmi. Piano piano intanto che prendevo contatto con la realtà mi accorsi che era la nuova sveglia comprata qualche giorno prima.
Appoggiai i piedi sul pavimento freddo, la spensi e rabbrividendo tirai fuori le ciabatte da sotto il letto.
Sbuffai nel sentire il frastuono provenire dal piano di sotto in cucina. Mia madre abituata ai cassetti di casa vecchia non si ricordava ancora che questi, nuovi, non avevano gli ammortizzatori e quindi se ci mettevi forza sbattevano facendo un gran botto.
Misi le ciabatte e corsi giù per le scale.
- Buongiorno a tutti! - dissi con ironia, prendendo un biscotto al cioccolato dal tavolo.
- I tuoi capelli assomigliano ad uno dei cespugli che abbiamo fuori scuola - disse il mio fratellino Stefan, osservandomi.
- Quando ti vengo a prendere a scuola me lo fai vedere quel cespuglio, così ci facciamo un selfie tutti e tre - risposi arruffando i suoi di capelli, morbidi e biondi.
Lui si alzo in piedi saltando e urlando - Sì! -
Mia madre sorrise, sembrava più felice ora, ma non si sapeva mai se stare davvero tranquilli, lui sarebbe potuto tornare e rapire il bambino fuori da scuola.
La sera quando chiudo gli occhi lo vedo, mio padre ed il suo declino, per colpa sua e dei suo affari loschi ci ha messo alle strette e quando tornava a casa se la prendeva sempre con mamma che finiva per piangere.
Ancora Stefan non era nato. Ha 6 anni, ed ha appena iniziato la scuola elementare. Non so se abbia capito quale atmosfera regni qua, nonostante cerchiamo di non farglielo percepire.
- Vi renderò la vita impossibile che lo vogliate o no - furono le sue ultime parole prima di essere arrestato.
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Ecco il primo capitolo, sono consapevole del fatto che sia corto ma mano a mano saranno più lunghi.
Spero che ti sia piaciuto leggerlo e ti abbia coinvolto in qualche modo.
Ho già scritto altri capitoli.
Mi farebbe piacere che tu mi dessi una mano per correggere eventuali errori, grazie.
