I rombi dei motori mi svegliano di soprassalto. Riesco a capire solo dopo un po' che non mi trovo nel giardino sul retro del ranch di famiglia e che invece sono schiacciata contro lo sporco finestrino di un maledetto aereo, con i caplli incollati alla faccia e l'odore disgustoso di patatine al formaggio che una signora troppo grossa sta sgranocchiando di fianco a me. Da piccola adoravo volare, oggi invece mi sto allontanando sempre di piú da casa ed é terribile. Mi stiracchio le braccia, mentre le hostess annunciano l'imminente decollo con un sorriso di cortesia. Ho sette ore di tempo per porre fine a questo capitolo della mia vita, e cominciare a capire come iniziarne un altro. Partiró da qui, da questo scomodo sedile in turistica, con la mente sconvolta, i pensieri in subbuglio e un cuore infranto. Ho un unico obiettivo: trovare la colla piú potente su mercato e aggiustare i pezzi della mia anima, sempre che ne esista ancora una, e lasciarmi tutto alle spalle. Come primo passo, proveró a riallacciare i rapporti con una delle persone che avrebbe dovuto amarmi piú di qualsiasi altra ma che invece mi ha abbandonato, mia madre.
Accendo il mio IPhone e ricevo una notifica da Siri: mi augura buon viaggio. Che cosa patetica: l'unica che si ricorda della mia partenza é una voce metallica di un cellulare. Buon viaggio a me, porca puttana. E pensare che solo due settimane fa ero completamente diversa: non mi preoccupavo di fare le valigie o riempire scatoloni. C'era soltanto lo scricchiolio delle foglie secche in autunno, il profumo di pancake appena sfornati e il soffio del vento che mi scompigliava i capelli quando sfioravo la volta celeste con il palmo della mano dalla mia vecchia altalena gialla.
Certe volte l'universo ti tira davvero delle palle curve, e non puoi far altro che stare lí, a gambe all'aria, a cercare di capire cosa sia successo alla ragazza che faceva le capovolte sui morbidi fili d'erba.
Infilo le cuffiette e faccio partire la shuffle, con la speranza che un po' di buona musica riesca ad alleviare il peso che sento nel petto. Mentre l'aereoplano stacca le ruote da terra, scorgo per l'ultima volta le mie amate praterie verdeggianti e ammiro il cielo azzurro, scolcato da soffici nubi bianche. Come se non bastasse, un altro pensiero mi frulla vorticosamente nella testa. non vedo Bethany Foster da quando avevo sei mesi o poco piú; non so nemmeno che faccia abbia e, cosa piú preoccupante, non so quale sia la sua etichetta. Madre, o donatrice di ovuli e mia futura turtice legale?
ESTÁS LEYENDO
Come Scintille di Follia
FanfictionVi siete mai chiesti cosa si prova a perdere una persona? Avete mai provato sulla vostra pelle quel dolore che vi fa desiderare di non svegliarvi ancora una volta al mattino? Ecco cosa ha stravolto la vita di Candice, solare, maschiaccio e terribilm...
