Mark stava camminando da mezz'ora lungo un corridoio lungo e oscuro, illuminato da torce grandi quanto una mano, con all'interno alcuni fuochi fatui. L'oggetto della sua ricerca, però, non sembrava esserci da nessuna parte. Ma partiamo dall'inizio. Mark era un ragazzo di sedici anni, alto, americano e di bell'aspetto. Frequentava il liceo, e ora, all'inizio delle vacanze natalizie, era in un labirinto. Da solo. Sotto un cimitero, e di notte. Fuori infuriava la tempesta, e tutto questo rendeva il tutto ancora più inquietante. Aveva svoltato un angolo, del labirinto, quando, in lontananza, vide una figura. Era una figura alta, con braccia e gambe smisuratamente lunghe, con in testa un cappello a tesa leggermente larga. Aveva la testa fasciata, con un paio di occhiali a lenti nere calati sugli occhi. La figura si muoveva lentamente, scandendo ogni passo come fosse un lungo e lento e respiro, quasi stesse morendo. Indossava un parka verde militare grigiastro, e aveva le mani guantate con guanti neri felpati. Mentre si avvicinava, Mark intuiva con chi stesse per parlare. -Chi sei?- chiese Mark. -Sono il traghettatore. L'Uomo Invisibile, traghettatore di ombre e di morti. Cosa vuoi da me, sporco fillo?- disse tutto questo con una voce bassa, ma comunque ben udibile, dopotutto. -Voglio da te un passaggio. Voglio che mi accompagni dall'altra parte del Labirinto-. -Questo non è possibile. Ci sono leggi precise e rigorose su questo argomento, e chi le trasgredisce viene severamente punito.- disse amaramente l'Uomo Invisibile. -Trasgrediresti le leggi per quattrocento golt?-. Silenzio assoluto. Molto lentamente, l'Uomo Invisibile si avvicinò a Mark, lo prese per un braccio e lo portò dentro a una barca. Una barca piccola, con un piccolo albero maestro e due remi, sempre piccoli. Mark poteva sentire il respiro pesante e affannoso dell'Uomo Invisibile. -Dove vuoi esattamente che io ti porti, sciocco fillo?- chiese "amabilmente" l'Uomo Invisibile. -Quartiere numero 5, vicino al Ponte degli Sguardi.-. -Cosa... cosa ti porta proprio lì? Devi essere davvero disperato per andare da quelle parti. Se ti posso dare un consiglio, dovresti parlare solo con i filli come te. Se c'è sono ancora non lo so, onestamente. Guardati bene dai Gnahk che ci sono... potrebbero non tollerare la presenza di un fillo.-. -Sì, grazie per il consiglio.-. Scivolavano sulla superficie del fiume Ytras da pochi minuti, ma a Mark sembrava un'eternità. Che lì il tempo fosse stregato? Ne dubitava. Per stregare il tempo occorreva magia oscura molto potente, e chi, più di tutti conosceva magia oscura... ora era in prigione. O almeno, secondo quanto credeva Mark prima che il traghettore gli dicesse:- Hai sentito? Lui è evaso! Tutte le guardie di Racinem gli stanno alle costole. Pensano di averlo preso, quando invece... bom! Sparisce nel nulla. Non ha ancora ucciso nessuno, e per fortuna...- disse con voce spaventata l'Uomo Invisibile. -Oh, eccoci, siamo arrivati- e dett questo si fermò in un porticciolo piccolo, nascosto dalla vegetazione magica. Sì, in un labirinto c'è un mondo magico. Basta sapere dove andare, e sei pieno di magia. Bisogna avere studiato parecchio sull'argomento, prima mettersi in cammino sotto il labirinto. Il labirinto era stato costruito duemilacinquecentoottanta anni fa da Giben Desuljr, inventore, matematico, astronomo, scrittore e viaggiatore. -CHI HA OSATO VARCARE LA SOGLIA DEL LABIRINTO? CHI HA OSATO VARCARE LA SOGLIA DEL LABIRINTO?- una voce potente, maestosa come una cattedrale e bassa come il suono di un contrabbasso, risuonò per tutto il sotterraneo magico. L'Uomo Invisibile inprecò in Tregy, la lingua attuale dei popoli pagani. In un battito di ciglia, scomparve. Un suono come quello di mille corni rieccheggiò per il fiume, e una nave enorme, grande quanto una casa, sbucò dal fondo del fiume.
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Il labirinto
FantasyVi dico una cosa... quando leggere questa storia dovrete ricredervi sulle storielle horror inventate.
