Prologo

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Oh santo cielo, dovevo assolutamente correre una volta suonata la campanella. Quella mattina uscire da scuola era uno dei miei pensieri principali, anzi forse era l'unico. Era l'ultimo giorno di scuola. E finalmente non vedevo l'ora di uscire da quel manicomio, per fortuna mancavano pochi secondi al suono della campana. Un altro anno era finito, ora non restava che farsi delle vacanze e poi riprendere per l'ultimo anno. Non vedevo l'ora di passare l'estate rinchiusa in casa. Si la mia vita era abbastanza deprimente, non ostante avessi degli amici, non avevo molta voglia di socializzare con le persone. Spesso preferivo passare le giornate sul divano a mangiare del gustoso gelato alla nocciola mentre guardavo qualche film deprimente. Non avevo una vita sociale molto attiva  ultimamente. 

Guardavo le lancette dell'orologio incessantemente, ero di fretta. Ma non perché fosse appena finita la scuola e sarei corsa a casa a guardare la tv.  No. Non era affatto per quello, anzi non mi sarei minimamente scomodata se fosse stato per quello. Non avevo niente da fare! Il vero motivo per cui avevo fretta era evitare il ragazzo della porta accanto. Il vicino di casa.  Avete presente? Con cui magari ci avevi fatto il bagnetto da piccola. Quello che tutti adoravano perché aveva un bel visino, ma che in realtà era uno stronzo patentato? Ecco proprio lui. Il peggior incubo della mia vita. E non era tanto per dire, era proprio un incubo. Grazie alla mia fortuna i miei genitori e i suoi erano molto amici, sin dai tempi del liceo. Non c'era niente di male se solo non avessero avuto un figlio come lui. Ogni volta mi chiedevo come delle persone così buone avessero creato un tipo come lui. 

Ed eccola li, la campanella prese a suonare  facendo un gran casino. Schizzai fuori dalla classe come un razzo. Schivai diverse persone per il corridoio e in poco tempo mi ritrovai fuori. Finalmente si respirava aria d'estate, tutti che urlavano a destra e a manca o che tiravano via fogli e quaderni, sembrava di essere in high school musical, a differenza che nessuno cantava o ballava. Mi affrettai a raggiungere il cancello dell'uscita principale, ma non appena lo intravidi mi fermai di colpo. Dovevo trovare un modo per non farmi notare. Si trovava li sul muretto che fumava la sua solita sigaretta.  Cercai di nascondermi tra un enorme folla di studenti,ma fu inutile. Si accorse di me e mi raggiunse  con due grandi falcate, mi prese per un braccio e mi trascino fuori da quel turbinio di gente. Mi maledissi mentalmente. Anche questa volta non ero riuscita a scamparmela. Tutti i santi giorni mi chiedevo che diavolo avessi fatto di male per avere uno come lui con il fiato sul collo. Tra tutte le persone del mondo doveva succedere a me.  E giuro che non stavo esagerando, era veramente snervante, non perdeva tempo a prendermi in giro o mettermi in imbarazzo. E per di più mio padre l'aveva praticamente ingaggiato per seguirmi da per tutto. Sapete la parte peggiore della storia? Era stra maledettamente bello, biondo, occhi azzurri alto 1,90 e con un fisico scolpito. Già era il classico belloccio che sapeva di essere affascinante anche da appena sveglio. Questa era la parte peggiore di lui, odiavo il fatto che non avesse nessuna imperfezione e che per di più fosse bravo in tutto.  Ma purtroppo di bello aveva solo il faccino, di carattere era un vero stronzo. Trattava le ragazze come dei trofei, o almeno quelle belle erano dei trofei da sfoggiare agli amici e in pubblico, mentre quelle meno belle erano dei straccetti usa e getta. Avevo perso il conto di quante ragazze si fosse portato a letto. Arrivavo a pensare che avesse una lista, ma spesso mi ricredevo, visto che non sapeva i nomi di nessuna.  Orribile!

<<Dove credi di andare senza di me?>> chiese tirandomi a se. Indovinate un po dove volevo andare?

<<Il più lontano possibile da te>> risposi ovvia. forse questa cosa del starmi lontano, proprio non la capiva. D'accordo, forse mio padre prevaleva su di me, ma almeno la distanza di sicurezza da corpo a corpo poteva almeno comprenderla. 

<<Come siamo spiritose>> fece un sorriso finto, <<sai che sono sempre qui ad aspettarti>> mi ricordò. Appunto per questo correvo via. 

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⏰ Last updated: Dec 19, 2017 ⏰

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