CAPITOLO I

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Nel momento stesso in cui Olivia Rivers mise piedi fuori dalľ aereo ľ autunno cominciava pian piano a lasciare posto  al gelido inverno Newyorkese , cosa che subito percepì. La luna, stagliata alta e fiera sulľ aeroporto della metropoli, sembrò alla ragazza la cosa più bella mai vista da già troppo tempo. Ovviamente non aveva modo di soffermarsi su certi dettagli ma chissà quanto avrebbe voluto. Scese la scalinata fino alla pista di atterraggio, avvolta nel morbido maglione che le cadeva soffice fino a metà coscia. Le sembrò tutto così surreale: i grattacieli, ľ empire state building alľ orizzonte e tutte quelle costruzioni monumentali la facevano sentire così piccola davanti a quel meraviglioso skyline americano, icona di qualsiasi sogno adolescenziale . Quei pochi capelli di media lunghezza che le erano sfuggiti alla raccolta di una disordinata coda di cavallo cominciarono a staccarsi lentamente dal volto prima sudato e, nonostante fosse tutť altro che sano, il repentino passaggio di temperatura le provocò uno strano senso di benessere. Tutto questo mentre andava a raggiungere ľ interno delľ aeroporto. Superò egregiamente i controlli, non che avesse nulla da nascondere, arrivando così alľ uscita. Ormai il sudore era completamente sparito. Uscì insieme ad un' enorme folla trovandosi improvvisamente sola sul desolato marciapiede. Sola e con una miriade di pensieri e timori per la testa: cosa ne sarebbe stato di lei? Cosa ľ aspettava? Avrebbe superato le prove che la sua nuova vita le avrebbe parato davanti?

Si portò davanti agli occhi ľ orologio da polso che segnava la bellezza di due ore dalla mezzanotte.
"E se si fosse dimenticata?" Mormorò tra se e se perlustrando con sguardo perplesso il parcheggio vuoto.
 Il freddo, quello vero, stava raggiungendo le sue ossa portandola a tremare quando un clacson la fece sobbalzare e per un attimo facendole immaginare il peggio.
Non si era dimenticata e la vettura di fronte a lei ne era la prova.
 Il cuore le si riempì improvvisamente di gioia e la speranza stava tornando. Una stupenda ragazza dai lunghi boccoli corvini sbucò fuori appoggiandosi al tettuccio "Olivia! Vuoi rimanere lì a congelare?" Esclamò con il suo adorabile accento della Georgia. Ed Olivia cosa poteva fare se non fiondarsi da lei? Un attimo prima la valiga cadde a terra ed un attimo dopo si ritrovò con le braccia al collo delľ amica "Grace! Non puoi capire quanto tu mi sia mancata" e tale frase, nonostante la banalità, era forse la prima cosa che le era venuta in mente. Il corpo caldo delľ amica ľavvolse tra le sue braccia dove si sentiva finalmente a casa. Ogni minimo timore, ogni paura o incertezza riguardanti il futuro che ľ aspettava sembrò svanire una volta salita sulla cara e vecchia cadilac facendole riaffiorare alla mente ricordi di un passato già lontano sotto al chiaro di quella splendida luna.

Under the moonlight Where stories live. Discover now