prologo

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"Mamma fanculo"esco correndo di casa,con 1000€ in tasca e una valigia piena zeppa di vestiti,non e nemmeno chiusa del tutto,ho un'altro borsone,con scarpe e tutte le mie varie cose,corro in stazione,e appena arrivata con il fiatone prendo un biglietto,e parto per Milano.
Non so precisamente dove andare,e la prima meta che mi e venuta in mente.
Da piccola ho sempre desiderato andare a vivere a Milano
e forse ora e il momento giusto,andro in un B&B per la notte,appena scendo inizio a camminare per la gente,c'é ne molta,cammino ed arrivo vicino un grande palazzo,alto e imponente,resto ferma a fissarlo un po' poi il rumore di un autobus mi distoglie dai miei pensieri,inizio a camminare,a testa bassa,per il freddo che c'é,vedo un supermercato che cerca un'cassiere,domani mattina credo di andare a parlare per il posto,arrivo vicino ad un hotel,entro.
E chiedo una stanza
"Buonasera desideravo una stanza"
"Si per quanti giorni"
"Non so di preciso,devo trovare una sistemazione,per alcuni giorni dovró alloggiare quì"
"Io cerco una conquilina,se vuoi domani possiamo incontrarci ad un bar e parlarne"
"Si grazie,piacere Federica"allungo la mano,lei la stringe
"Piacere Alice"
"Ci vediamo domani Alice"
"Sisi ciao Federica"
"Per gli amici Fede"
"Allora ciao Fede"salgo sull'ascensore,qualcuno mi corre in contro ed entra prima che si chiuda la porta
"Scusami,devo andare al terzo piano tu??"alzo lo sguardo,ed incontro gli occhi del ragazzo che stava parlando,un oceano calmo,che mi osserva,rimango incantata
"A-anche i-o te-terzo"dico balbettando,abbasso ancora lo sguardo
"Tutto okay??"
"Si,emh,no"
"Che succede"all'improvviso le luci dell'ascensore si spengono,e l'ascensore si ferma,non sopporto stare negli spazi chiusi,batto la mani contro l'entrata
"Fatemi uscireeee"urlo
"Hei hei calma"lui mi tira verso di lui,allontanandomi dall'entrata
"Non toccarmi,non ti conosco e per me potresti essere anche un maniaco"
"Volevo solo aiutarti,e inutile fare casino,tanto basta pigiare questo e arrivano"mentre parla pigia un bottone con sopra una cornetta,mi lascio cadere per terra,e la stessa cosa fa lui,tengo la testa tra le mani
"Comunque piacere Riccardo"
"Federica"
"Allora cosa succede??"lo guardo male
"Ma allora puoi farti i cazzi tuoi"
"Ascolta,allora restiamo in silenzio al buio,io volevo solo alleviare la tensione,ma fanculo"prendo il mio telefono
"Perchè non prende"
"Certo che sei proprio una cretina"poi dopo un po' inizia a cantare
"E intanto tremo,tremo,tanto c'è chi non ci crede"ha davvero una bella voce
"Di dove sei??"dico arrendendomi
"Di Milano"
"Allora perchè stavi andando al terzo piano"
"I cazzi tuoi mai??"abbasso lo sguardo,e poi poggio la testa alla parete dell'ascensore
"Stavo andando al terzo piano perchè li c'è la mia ragazza"
"Ha...okay"
"Tu,di dove sei??"
"Roma"
"Perchè sei quí??"
"Ho litigato con i miei,ero stanca di stare lí,voglio cambiare vita"
"Quanti anni hai??"
"19"
"sei ancora piccola"
"Tu quanti ne hai??"
"25"annuisco,e sento di non respirare piú
"apriteee"spingo le pareti
"Calma"mi prende e mi fa sedere accanto a lui,poggio la testa sulla sua spalla,e cerco di respirare,lui mi accarezza i capelli
"Sta calma okay,ci faranno uscire presto"annuisco,come mai e così gentile...
dopo pochi minuti le luci si riaccendono,e l'ascensore parte
"Cazzo si"mi alzo e sistemo la gonna,lui mi guarda le gambe,poi le porte si aprono,e corro via con le mie valigie,entro in stanza e appena chiudo la porta mi butto sul mio letto,guardo l'orologio posizionato sul muro,che segna le due e mezza di notte,sospiro,e vado a farmi una doccia calda,adoro la sensazione delle goccioline di acqua che mi cadono sul corpo,esco e mi guardo allo specchio,sono orribile.
Finalmente sono scappata da quel posto,non ho avuto un'infanzia semplice,da piccola ero un po' grassottella,e i miei mi facevano pesare questa cosa,io vorrei diventare dottoressa,mi e sempre piaciuto studiare,ma i miei genitori mi hanno sempre detto che non diventeró niente nella vita,a 17/18 anni le mie amiche si divertivano,uscivano,andavano in discoteca,a dormire in spiaggia,insomma facevano tutto quello che una ragazza di quella etá farebbe.
Io invece restavo chiusa in camera,a piangere.
Non ne potevo più di stare li,ecco perchè sono scappata,ora sono ''libera'',mi asciugo i capelli,e mi trucco,poi mi vesto e scendo giù per le strade di Milano,inizio a camminare,e mi ritrovo davanti ad una discoteca,da cui proviene una canzone che io adoro,entro e vedo coppie che ballano un lento,quanto vorrei un fidanzato in questo periodo cosí brutto.

-Una nuova vita- ~Rederica~Stories to obsess over. Discover now