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Ricordi

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E' qui di fronte a me, la porta nella stanza buia, aperta di qualche centimetro, poco, ma quello che basta per immaginare. Siamo noi a creare i nostri mostri, quelli che ci perseguitano, che non ci fanno dormire, che non ci fanno mai sentire totalmente soli. Dietro quella porta, poteva esserci qualsiasi cosa, non l'umido sgabuzzino dove una volta mia madre conservava le scope, che sono ancora li nella posizione esatta in cui lei le lasciava. Nessuno di noi ha mai avuto il coraggio di spostarle da quando lei se n'è andata.

Questa casa abbandonata, non sembra più quella in cui da bambino ridevo e giocavo con i miei fratelli. La polvere in tutti gli angoli fa sentire in bocca quel sapore di vecchio, il sapore di una cosa che ti apparteneva e che ora è sparita, qualcosa che hai perso. Quel poco di oscuro che si intravede dietro la porta, quel poco che basta per far rabbrividire.

La testa si annebbia, il pensiero non è più lucido. Stavo li fermo sul divano di pelle bucato e sporco, a fissare immobile quell'orribile fessura nera dietro quella porta. Cosa potrebbe nascondersi li? Forse ancora mia madre, li, in piedi, a lavorare per mantenere pulita una casa piccola, che noi rispettavamo ben poco. Faceva di tutto per educarci al meglio, e sperava per noi qualcosa di meglio di quello che era spettato a lei dalla vita. Se n'è andata improvvisamente, non abbiamo avuto il tempo di dirle grazie, per tutti i sacrifici che faceva per noi.

Forse è ancora li. Perché la mia testa dice di andare a controllare? Perché le mie gambe vogliono che io mi alzi? Perché? Lei non c'è più, non serve andare a vedere dietro la porta. Ma vedo degli occhi. Li vedo. C'è qualcosa! Forse è solo la mia immaginazione. La puzza di polvere, l'oscurità, i ricordi mi stanno annebbiando la mente. Ma ci sono, li vedo.

Sarà mia madre? Sarà forse la sua anima? Ma cosa dico, non può essere. Voglio alzarmi. Voglio vedere cosa c'è dietro la porta. Tutto è grigio qui dentro, tranne quelle due fessure dietro la porta. Saranno davvero degli occhi? Chi è? Mi alzo. Le vecchie tavole sotto i miei piedi scricchiolano ai miei passi, e la porta si avvicina sempre di più. Sento la nuvola di polvere che ha rilasciato il divano nelle narici. Continuo ad avanzare, la porta è a pochi passi, le fessure sono più chiare, sembrano davvero degli occhi da così vicino.Il cuore mi batte come mai prima d'ora, tremo tutto. La mia mano tentenna ad allungarsi sulla maniglia. Ma l'afferro, sospiro, apro.

Non vi è nessun essere umano, nessuna anima. Due fessure, a forma quasi di occhi, si aprono al di fuori della casa. Una casa antica, con pareti sottili. La luce gialla di un lampione illumina quelle due fessure, facendo sembrare lo sgabuzzino ancora più tetro. Le vecchie scope di mia madre, ancora li, come lei adorava sistemarle. Molte rovinate dal tempo e dal lavoro di mia madre. Una lacrima scende solcandomi il viso. Il ricordo di mia madre, il senso di colpa per non averla mai ringraziata abbastanza. Asciugo la lacrima ed esco. Guardo al cielo.

Grazie di tutto mamma.

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⏰ Last updated: Oct 24, 2017 ⏰

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