Ci fu un tempo dove gli esseri umani conoscevano bene l'infelicità. Al posto degli occhi non avevano che lacrime e celato nel cuore non avevano altro che il terrore e l'oscurità.
Un flagello li minacciava dal cielo, ed essi al cielo sacrificavano ciò che di più caro loro appartenesse.
Venivano donate tre fanciulle dal sangue puro ogni diciassette lune, in questo modo l'ira del cielo poteva placarsi e salva sarebbe stata la vita a coloro a cui non desinata sorte orribile.
La tradizione prevedeva che le fanciulle predestinate, non dovessero mai sapere del loro terribile destino sino al fatidico giorno. Le ragazze venivano prese, dai loro letti ancora caldi, e portate dagli uomini più forti del villaggio in tenda cerimoniale; in questo modo non potevano ribellarsi o peggio fuggire dalla loro sorte.
Cambiate e arricchite di gioielli nella tenda, venivano ancora una volta portate a strattoni al centro del paese. Qui alle sponde del piccolo lago chiamato dal popolo Balaan ,che sfociava nel grande mare Orth, avveniva la preparazione finale. Le amate venivano issate dalle loro madri su delle scialuppe e cosparse da esse di biancospino e sorbo, simboli anomali per la situazione visto che essi stanno a significare speranza e fortuna; ma non è cosi : solo una ragazza sarebbe stata presa , le altre avrebbero avuto salva la vita.
Un canto maledetto riecheggiava nelle orecchie di tutti i presenti, un canto che aveva un sapore di rimorso e rammarico per ciò che da li a poco sarebbe accaduto ad una delle ragazze lí, in mezzo al lago.
Un ombra scura planò dal cielo con due grosse ali nere e, cosi come arrivò se ne andò, ma non più da sola.
In tutto questo ci fu un uomo che fu più forte della paura. Giurò di combattere per riprendersi la sua amata. Vagabondò per terre inesplorate e per mari impietosi per trovare il drago; purtroppo però quando arrivò al suo covo fu troppo tardi, la sua amata era ormai perduta.
La furia, il dolore si fusero insieme e in un istante si scagliò contro il mostro; ogni colpo era un passo verso la vittoria e la sconfitta dell'essere che lo aveva privato dell'amore.
Il cavaliere liberò il popolo dalla paura e, da quell'istante, la gente lo soprannominò il cacciatore di draghi.
Passarono gli anni e dimenticato il terribile evento , la tradizione passò col diventare una cerimonia matrimoniale tra una principessa e il suo promesso sposo, nipote del famoso cacciatore di draghi.
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Let me touch your fire
FantasyVi ricordate quando da bambini i nostri genitori, dopo averci messo nei nostri lettini, ci raccontavano quelle favole che parlavano di principi, principesse e mostri spaventosi da cui stare lontani? Io me lo ricordo; ricordo una storia in particolar...
