ATTENZIONE!!QUESTA STORIA NON È MIA!!
*Prima settimana*
Sono a pezzi,non sentite?
Non ci vedo,
Danzo solo,prego
che il tuo cuore si volti(More than this)
Ma che cosa ci faccio io qui,a migliaia di chilometri lontano da casa?
E pensare che questa poteva essere la migliore vacanza della mia vita.
È luglio,il cielo é grigio come l'asfalto e diluvia.Come se non bastasse,si é sollevato un vento freddo che fa cadere le gocce fitte e sottili in diagonale,rendendo assolutamente inutile il mio ombrello.D'altronde,c'era solo da aspettarselo.una delle poche cose che so per certo dell'Inghilterra é che l'estate é una reinterpretazione dell'autunno.Mi stringo addosso la giacca troppo leggera nel disperato tentativo di proteggermi dal freddo e sollevo la valigia ormai grondante.Ma cos'ho fatto per meritarmi tutto questo?
Semaforo verde:attraverso la strada di corsa ,per evitare di inzupparmi di piú di quanto già non abbia fatto.Un tuono sovrasta il rumore del traffico e l'unica macchia di colore é un enorme autobus rosso a due piani che inchioda davanti alle strisce pedonali per farmi passare.
Londra sarà anche una città incredibilmente viva e alla moda,eppure a me in questo momento sembra solo troppo grande,ostile e incasinata.Sono sbarcata dall'aereo a Heathrow due ore fa,ho già rischiato di perdermi un paio di volte e solo per un incredibile colpo di fortuna sono riuscita a trovare il treno rapido per arrivare in centro.Ho dovuto cambiare due volte la linea della metropolitana,lottando per non farmi schiacciare dalla folla stipata nel vagone e rischiando di non riuscire a scendere alla mia fermata per colpa di una vecchia signora in piedi davanti alla porta e decisa a non spostarsi di un millimetro.Anche se ce l'ho fatta e sono arrivata a King's cross-e non so bene neanche io come-continuo a sentirmi persa tra strade e volti sconosciuti di persone che parlano una lingua di cui io non capisco quasi nulla.
Ho freddo!
Non mi metto a piangere solo perché non ho tempo:devo muovermi,se non voglio perdere il treno diretto verso nord.
Come conferma del fatto che oggi non me ne va bene una,non becco l'uscita giusta,non becco l'uscita giusta della subway e sbuco a ben due strade di distanza dall'ingresso della stazione.Mi tocca correre sotto la pioggia battente.Rivoli d'acqua gelida mi colano dai capelli e scivolano lungo il collo,nonostante il bavero alzato della giacca.
Con un balzo entro nell'ingresso grande e affollato,trascinando a fatica la valigiab.Faccio appena in tempo a riprendere fiato,che un'occhiata al tabellone luminoso mi fa scattare di nuovo:il mio treno é in partenza dal binario tredici,che si trova...ad almeno mezzo chilometro da dove sono io!
Niente piano B,nel caso lo perda.Non conosco nessuno a Londra,non so sse ci sono altri treni in partenza,non ho la piú pallida idea di come trovarmi un hotel per la notte e la sola idea di dover vagare per le strade della città alla ricerca di un posto dove dormire mi sembra un incubo.
Sono sola e nessuno e nessuno può aiutarmi.
Per un attiml sento lo stomaco stringersi,ma riprendo la mia corsa disperata,perché in questo momento un attacco di panico é un lusso che non posso permettermi.Mentre avanzo tra la folla mi tornano in mente le parole di mio padre che,accompagnandomi all'aereoporto,mi ha ripetuto per la centesima volta:<<Vedrai che questa esperienza ti sarà preziosa!È ora che tu impari a cavartela da sola!>>
Vorrei che potesse vedermi ora,per scoprire se il suo spirito paterno gli suggerirebbe almeno un po' di pietà nei miei confronti.
Appena raggiungo il binario,il capotreno fischia per annunciare la partenza;rischio di inciampare,poi finisco contro una signora che mi fulmina con uno sguardo severo.Mi scuso con un veloce "Sorry!"e comincio a fare segnali agitando il braccio libero in direzione dell'uomo in divisa,con la speranza che mi vada e mi aspetti.
Riesco miracolosamente a saltare sull'ultima carrozza appena un secondo prima che le porte metalliche si chiudano con un rumore sordo.
Mi accascio sul primo sedile libero che trovo,con i capelli spettinati,il fiato corto,le scarpe di tela fradicie,sconvolta e con il morale a pezzi.
Un signore mi lancia un'occhiata perplessa da sopra il giornale prima di riprendere la lettura.
Vorrei essere trasparente,sparire.Odio questo posto!Non mi resta che affondare nel sedile,recuperare l'Ipod dalla valigia e lasciare che Harry,Liam,Zayn,Louis e Niall mi facciank dimenticare questa giornata orrenda portandomi sul pianeta 1D,dove riesco a ritagliarmi un attimo di felicità nonostante tutto,mentre il treno attraversa la campagna inglese,diretto verso nord.
*spaziome*
Ehilà!!come va???Innanzitutto volevo ricordarvi che questa storia non é mia!
Comunque...come inizio non é un gran che ma aspettate di vedere i prossimi capitoli!Sono bellissimi!!
Buona lettura e bacioni
Ale♥
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Direzione One Direction
FanfictionATTENZIONE!!!!!QUESTA STORIA NON È MIA!!!!!! Azzurra ha una gran voglia di una vacanza speciale ,quest'estate.Un mese al mare con la zia,giornalista di moda,tra sole,feste e vip.E l'immancabile colonna sonora...
