Come sempre quando ero in ansia, il mio piede si muoveva per scaricare la tensione. Non era nemmeno una cosa così grande, ma io ero capace di agitarmi per qualsiasi piccola cosa, era sempre stato un mio difetto.
Le pareti grigie intorno a me mi risultavano ormai familiari e il silenzio presente in quel corridoio mi aiutarono a calmarmi, anche se non del tutto.
"Jones?" Al pronunciare del mio cognome alzai la testa e mi alzai in piedi.
"Prego, mi segua." La donna davanti a me mi sorrise indicandomi una porta.
L'interno era esattamente come me lo ricordavo, non era cambiato assolutamente nulla, eccetto la persona seduta dietro la scrivania.
"Buongiorno, si accomodi pure." Io sorrisi di rimando e mi sedetti davanti a lei; avrà avuto una trentina d'anni e i capelli legati in uno chignon perfetto la facevano risultare molto professionale.
"Scusi, dov'è la dottoressa Whitehall?"
"Ma cara, la dottoressa Whitehall non lavora più qui. È stata trasferita in una clinica a Phoenix." La mia gamba, che fino a quel momento si muoveva nervosa, si fermò. Il silenzio regnava nello studio ed ero certa che non sarei stata io a romperlo. Mi aveva abbandonata, senza nemmeno spiegare o darmi preavviso. Mi aveva abbandonata nel momento in cui avevo più bisogno di lei.
"Prenderò io il suo posto." I miei occhi allora si spostarono dal pavimento ai suoi.
"Non mi interessa." Mi alzai e uscii il più velocemente possibile. Non riuscii nemmeno ad uscire dalla clinica; il respiro divenne affannato e sentii quella sensazione di paura fin troppo familiare.
Non riuscii a dire nulla, ma mi lasciai cadere contro al muro.
La tipica sensazione delle braccia e gambe paralizzate mi invase all'improvviso, il caldo e il battito accelerato.
Lo supererò anche stavolta, come sempre.
Certo, ma prova a dirlo alla mia testa.
Solamente vari minuti dopo e in seguito ad aver ingurgitato una delle mie dipendenze maggiori, riuscii ad alzarmi e a dirigermi lentamente verso il banco al quale era seduta la solita segretaria.
Ma in realtà non era così; due occhi celesti mi fissavano confusi.
"Puoi cancellare tutti i miei appuntamenti, non verro più." Dissi subito ignorando il fatto che non lo conoscessi nemmeno.
"Come mai vuoi smettere di venire?" Chiese senza spostarsi di un millimetro.
"Non sono cazzi tuoi. Cancellali."
"Sai, l'ansia e il panico non si combattono così." I pugni si strinsero nelle mie tasche e cercai di calmarmi prima di esplodere di rabbia davanti ad uno sconosciuto.
"Cosa ne sai tu?"
"Niente, sto solo facendo conversazione." Disse alzandosi e andando verso l'archivio.
"Non puoi giudicare una persona senza conoscerla, non te l'hanno insegnato?" Lo seguii infastidita.
"Certo, non ho insinuato niente. Stavo solo dicendo, in generale."
"Prendi la mia cartella e strappala." Sbottai infine stufa della conversazione.
"Devi dirmi il tuo cognome."
"Jones."
"E il tuo nome?"
"A cosa ti serve?"
"Semplice curiosità." Continuò a cercare sotto la lettera J per poi tirar fuori un fascicolo.
"Tieni, Andrea." Con sguardo di fuoco presi la mia cartella facendola in mille pezzi prima di uscire da quel posto in cui non avevo intenzione di mettere più piede.
Mai più.
O almeno, così credevo...
È CORTO I KNOW, MA È SOLO UN CAPITOLO DI "INIZIO" PRESENTAZIONE
VVB SE VI PIACE VOTATE E FATEMI SAPERE NEI COMMENTI SE VOLETE IL SEGUITO💘
