Sempre tutto una tortura

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"Rispondi, ti prego..." penso fra me e me. Se non mi richiama entro cinque minuti farò a pezzi tutto quello che ho intorno.
Non è da me voler prendere qualcosa o qualcuno a botte..
La rabbia, ma sopratutto la delusione stanno prendendo sempre di più il mio cervello, o quello che in gran parte cerca di funzionare; visto che mi sembra di non sentirlo mai "vivo" dentro di me.
Finalmente dopo cinque minuti esatti mi richiama; lei, proprio lei, la mia migliore amica. L'unica in grado di capirmi, l'unica che c'è sempre e che mi consola quando la maggior parte delle volte sta male anche lei. La maggior parte delle volte che stiamo male, quando proviamo a consolarci, finiamo sempre per intossicare il nostro telefono di lacrime.
"Ei, ma cosa succede!? Tutto ok?" mi chiede con un tono più preoccupato del solito... sembra leggermi nel pensiero.
"No, non e tutto ok.. ho litigato di nuovo con quelli che dichiaro "amici".
Non voglio rimanere a casa, posso venire da te? Solo per una notte..." sospiro. Ho le lacrime agli occhi, di nuovo.
"Si va bene. Ti aspetto; non rompere niente in qualunque parte tu ti trova. Va bene?"
"Si tranquilla, a dopo."
Devo assolutamente muovermi se non voglio arrivare per le undici; detto fra noi ho anche paura. E non è la prima volta che vado da lei, in treno.. però mi spaventa; è come se fosse sempre una prima volta incontrarla.
Prendo lo zaino e ci metto dentro le cuffie, un diario e una felpa in caso dovessi avere freddo.
Non avviso nemmeno mia madre che esco e vado a dormire altrove, tanto nemmeno si preoccuperebbe. Sembra così "persa" in questi ultimi tempi... sarà per causa mia e dei miei fratelli di sicuro.
"Stai attenta cogliona!" mi ringhia una ragazza che avrà avuto la mia età.
Le ero andata solo addosso con lo zaino e, sembrava fosse cascato il mondo.
Per fortuna non l'ho presa a pugni, sto cercando di trattenermi il più possibile, e non voglio che poi Denise si arrabbi.
Finalmente dopo almeno dieci minuti che sto aspettando arriva il treno; salgo e mi dirigo subito a sedere.
Tiro fuori dallo zaino le cuffie e il telefono e comincio ad ascoltare i Linkin Park. Quanto mi manca Chester; ogni sera ripenso a quando ho letto la notizia di un giornale su internet che, si era suicidato.. Lì ero andata in panico, non riuscivo più a respirare. Non ci credevo.
Il treno si ferma, vedo poi scritto "Mestre". Mi alzo subito e scendo; corro subito dalla mia migliore amica e la abbraccio fortissimo quasi da toglierle il respiro.
"Andiamo, si sta facendo tardi. Mio padre ci sta aspettando in macchina." mi conferma.
Salgo in macchina e saluto suo padre. Questi minuti mi sembrano così lunghi, tristi... sento che manca qualcosa, ma non so cosa...

    ***
È così bella quando dorme.
Mi chiedo come mai nessun ragazzo le corre dietro; è stupenda in tutto, nel modo di fare, nel carattere e anche di aspetto.
Cerco di fare il meno rumore possibile e mi dirigo in bagno. Entro e mi chiudo a chiave.
Accendo la luce. Non riesco nemmeno a guardarmi allo specchio quindi lascio perdere perché so che poi non la farò più vinta con me stessa e finirò a farmi del male, visto che mi vedo orribile. Sia dentro che fuori.
Non so nemmeno il motivo per cui sono venuta in bagno, forse mi annoiavo a dormire. Beh ultimamente mi annoia tutto. Decido quindi di ritornare in camera e provare a prendere sonno.
Come pensavo; non ci riesco.
Non voglio alzarmi di nuovo e farmi il giro della casa, avrei paura a svegliarla.
Decido di rimanere buttata con la speranza di riuscire ad addormentarmi.
"NOOOOO!! SMETTILA. VOGLIO CHIUDERLA CON TE." mi dichiara, le lacrime scendono e scendono... non si fermano...
"Mi dispiace; ho sbagliato lo so, sbaglio sempre. Ma io ti amo!" dico. Non ci credo. Tutto questo non è vero.
Sbaglio sempre; sono solo un errore.
*Driiiinnn!!*
Mi sveglio di colpo, sono tutta sudata, ho pianto lo sento. Per fortuna era solo un sogno.
Ultimamente continuo a pensare a lui più del solito; mi ero promessa di dimenticarlo ma, non sta funzionando.
Mi rende felice ma anche triste e questo non lo riesco ad ammettere a me stessa. Non ci riuscirò mai a dimenticarlo, proprio ora che manca solo un anno e lui si trasferirà qua..
Mi alzo dal letto "Sono già le 9:30, merda!" urlo.
Sveglio Denise, sbuffa e dice qualcosa che non riesco a capire. "Svegliati, per me è già tardi. Vorrei andare a fare un giro." le dico.
Si rigira nel letto per almeno dieci volte di fila e poi, decide di alzarsi.
"Cinque minuti che mi vesto."
"Fai presto." e iniziamo entrambe a ridere.
Decido di vestirmi anch'io, le solite cose di ieri: jeans neri a vita alta e una polo a maniche lunghe.
Resto struccata visto che ho dimenticato il mio beauty a casa dalla troppa fretta, non che mi dispiaccia.
"Possiamo andare, sono pronta." mi annuncia.
Usciamo di casa e ci dirigiamo verso la fermata del bus. Denise intanto mi racconta del suo buffo sogno che ha fatto sta notte; parlava di donne in motocicletta che cercavano di ammazzarla. Ridiamo entrambe e le sono grata che non abbia capito che io ho avuto un incubo.
Arriva il bus e saliamo. Paghiamo il biglietto, ovviamente sale lei per prima e paga anche per me, come sempre. Quindi equivale a dire che decide lei dove andare; anche se a me va sempre bene.
"Siamo dirette per il centro commerciale, lo so che volevi andarci!!" mi dice finché ci stiamo sedendo.
Scoppiamo a ridere entrambe.
Appena entriamo al centro commerciale, mi sento osservata anche se nessuno mi sta fissando. Cerco di andarmene ma Denise mi tira per il braccio e mi dice "Andiamo daii. Nessuno ti mangia, tranquilla" mi rassicura. Solo lei ci riesce bene, a rassicurarmi come desidero.
Facciamo il giro di tutti i negozi, mi fanno male le gambe da quanto ho camminato, non ne sono abituata.
Decidiamo di fermarci a mangiare al 'Burger King'; ho una fame che divorerei tutto quello che c'è nel menù.
Dopo mezz'ora che abbiamo finito di mangiare e di aver parlato del più e del meno, un ragazzo con capelli castani, occhi scuri, si avvicina a noi.
Continua a girarsi alle sue spalle, subito non capivo il perché ma poi l'ho capito. Stava con una compagnia di amici, di sicuro sarà venuto per farci qualche scherzo.
"Buongiorno bellissime, potrei avere il vostro numero?" ci dice.
"Bah. Ma veramente? Se vuoi provarci hai sbagliato persone." parlo anche per Denise, non vorrei, ma non sa cosa dire e credo di averla salvata.
Prendiamo entrambe il vassoio e andiamo al cestino.Ci dirigiamo poi all'uscita e lui, ha il coraggio di inseguirci. Chiamerei la guardia ma, mi dichiaro troppo gentile e quindi non lo faccio.
"Io mi fermo voglio sapere che altro vuole da noi. Se vuoi esci ma io resto qui." sembra arrabbiata anzi, lo è.
"Resto anch'io."
Si avvicina a noi "Scusate per prima, mi hanno costretto i miei amici a chiedervi il numero. Lo so sono stronzi. Comunque scusate ancora." ci dice e poi se ne va. È molto deluso. Riesco a recepirlo che sta malissimo per quello che è appena successo, che non voleva farlo...
Delle volte mi sembra proprio di avere un sesto senso. Magari.
"Pensavo peggio." dico, rallegrata.
"Andiamo a casa dai." comincia a ridere. È sempre così tremendamente bellissima con quel sorriso, quando è con me ogni nostra preoccupazione sparisce, siamo più felici insieme. Potessi vivrei con lei per sempre. Quanto le voglio bene.
Torniamo a casa, accendo il telefono, prima di andare al centro commerciale l'avevo spento per non avere più preoccupazioni o tormenti di "insulti" dai miei "amici" e, mi compare un messaggio da mia madre «Non sono arrabbiata, però mi sono preoccupata di dove tu potessi essere e, sono arrivata alla conclusione che sei da Denise. L'ho capito perché con lei stai meglio che con qualcun altro. Quando torni a casa?»
Mi ha tolto un peso, per la prima volta mi comprende. Le rispondo subito «Grazie mamma. Torno per le 6..»
Sono solamente le 4:50 e non sappiamo cosa fare. Mi consiglia dieci film ma li rifiuto tutti. Non mi va proprio, non so come mai ma, ripensando al sogno che più ad un sogno per me era un incubo, che ho fatto sta notte mi è passata l'allegria.
Tutto la felicità che avevo acquisito oggi è magicamente scomparsa. Non riesco a riprenderla. So che sta notando la mia tristezza ma non ha il coraggio di chiedermi che cosa non va dentro di me...
Poi mi faccio coraggio: "Andava tutto alla perfezione fino a quando mi hai mostrato le varie opzioni di film che potevamo vedere." Sospiro, delusa aggiungo "non volevo finisse così ma non ce la faccio. È più forte di me. Mi manca Clark, più di ogni altra cosa. Non riesco a dimenticarlo" cerco di respingere le lacrime che vogliono scendere...
"Amore mi dispiace... manca solo un anno e poi potrai vederlo, lo convincerai a vederti. Per ora però non dovresti fargli capire che ti manca, secondo me lui se la prenderebbe troppo comoda e poi avrebbe paura e vergogna nel vederti per la prima volta." mi consola. Ha ragione.
"Già... Mi dispiace non volevo finisse così."
"Non importa, va tutto bene." mi rassicura.
"Devo tornare a casa sono le 5:30, scusami." dico.
"Tranquilla, ci sentiamo dopo." mi abbraccia forte e poi mi saluta.
Prendo lo zaino da sopra il divano ed esco. Mi dirigo alla stazione, e aspetto che arrivi il treno.
Come sempre mi metto le cuffie nelle orecchie e comincio ad ascoltare la musica.

                                 ***
Tornata a casa mia mamma mi abbraccia calorosamente, sembra che non mi veda da giorni, quasi avesse l'astinenza di me.
"Cosa vuoi per cena?" domanda.
"Non ho tanta fame scusami." e me ne torno in camera prima che lei possa rispondermi.
Mi tolgo le scarpe e i vestiti, decido di mettermi il pigiama. Mi butto a letto, è stata una giornata bellissima ma allo stesso tempo mi ha sfinita.
Rimetto le cuffie ed inizio ad ascoltare i Linkin Park; mi appare un messaggio è da Clark, non ci credo. «Mi manchi, veramente tanto. Sta notte ti ho sognata cazzo se eri bellissima.»
Non so che rispondere, sto andando in panico, da un lato non ci credo e sono contenta mi abbia scritto, dall'altro vorrei non l'avesse mai fatto. Mi sta confondendo ancora di più di quello che non sono già.
Invio uno screen a Denise, risponde subito «Scrivigli: Non pensavo di mancarti, dopo tutto quello che è successo. Sai ci sono rimasta troppo delusa, non sembrava vero e invece! Puff lo era. Sai manchi anche a me e, non dovrei confessartelo, ma voglio che tu lo sappia.» la ringrazio e glielo invio a Clark.
«Mi dispiace veramente tanto; so che non funzionerà c'è troppa distanza. Ma ti prometto che fra un anno che sarò lì da te ti renderò felice.»
Non so che dire quindi gli do la buonanotte e lui ricambia. Mi addormento subito.
*Driiinn!!*
Un altro giorno traumatico inizia, non ne ho proprio voglia.
Rimango cinque minuti a fissare il soffitto e a pensare se andare o no a scuola. Decido poi di andarci e di superarlo.
Scendo le scale e mi dirigo in cucina, bevo del latte e subito dopo ritorno in camera, mi vesto e preparo la cartella.
Esco di casa, fa un po' freddo; quindi spero che la mia vicina di casa si muovi a portare me e sua figlia Charlotte alla fermata del bus.
Non parliamo più da diversi anni, io e Charlotte, abbiamo perso i rapporti da quando anche io ho in cominciato la prima liceo. Ci salutiamo semplicemente in macchina. Un po' mi manca, eravamo molto legate ma, poi come tutti ci siamo divise anche noi.
Salgo in macchina e come ogni giorno ringrazio sua madre.
Entro in classe e, cominciano a fissarmi. Non capisco il perché fino a quando un ragazzo mi urla di guardare dietro di me , la lavagna.
"E anche oggi ti dobbiamo sopportare? Vattene per favore nessuno ti baderà." non so che dire.
Mi sento sbiancare, non ce la faccio più; ogni giorno continuano a fare così e non capisco il perché. Pensavo cambiasse qualcosa quando avessi iniziato questa scuola. Invece è come ritornare al punto di partenza, come quando ero in prima media.
Ma non importa, faccio finta di niente e mi siedo al mio posto.

With YouTempat cerita menjadi hidup. Temukan sekarang