Il ragazzo dagli occhi verdi osservò il suo volto nello specchio del bagno. Ciò che vide non era per niente ordinario: labbra arrossate, diversamente dal rosa pallido che le caratterizzava; capelli scompigliati, gli occhiali calati sul naso, occhi accesi e una grossa, terribilmente visibile macchia violacea sul collo. Harry vi ci passò l'indice sopra, osservandola con un piccolo sorriso. L'artefice di tutto ciò? Il suo nemico giurato all'interno della scuola: Draco Malfoy. Non sapeva esattamente come fosse iniziata quella storia, ricordava solo di aver visto il biondo arrivare nella Sala Grande il primo giorno di lezione, iniziando subito a punzecchiarlo. Nonostante questo, sembrava assente, come se stesse facendo un qualcosa di meccanico. Ora che ci pensava, quando mai i due non si erano infastiditi? Certo, dal terzo anno erano passati anche alle mani, ma offendersi era abitudinario. Ovviamente Harry aveva risposto a tono, portano la scaramuccia nel giardino di Hogwarts. Subito si erano tolti il mantello, ma Draco, invece di temporeggiare come faceva sempre, gli si era avventato contro.
In un attimo, Harry si era ritrovato contro il muro di pietra, il corpo dell'altro premuto contro il suo. Aveva le mani bloccate dal biondo, e ciò gli aveva provocato una strana sensazione allo stomaco. Harry si era divincolato dalla stretta di Draco e lo aveva buttato a terra, mettendosi a cavalcioni su di lui; le mani del biondo, stranamente, erano finite sulle sue cosce, mentre gli mordeva il collo. Fu un rigirarsi nell'erba, tra gli schiamazzi divertiti degli alunni che avevano circondato i ragazzi. In quella prima volta, stranamente, nessuno dei due ritrovò lividi o aveva muscoli doloranti, al rientro nei dormitori. Il moro aveva solo tanti segni di morsi e una piccola, timida macchia vicina alla clavicola.
Erano passati tre mesi da quel primo settembre estremamente caldo. Le vacanze di Natale erano alle porte e, come al solito, Harry aveva deciso di restare a scuola. Non avrebbe avuto l'appoggio di Ron e di Hermione, che avevano deciso di tornare dalle loro famiglie. L'unica pecca? Anche Malfoy sarebbe rimasto a scuola. A dir la verità, anche se Harry non lo avrebbe mai ammesso ad alta voce, era felice che la sua nemesi non andasse via. Bramava da mesi poter avere un incontro con lui senza occhi indiscreti. Ogni giorno i due si vedevano nella Sala Grande, dopo pranzo e iniziavano a darsi contro. Sembrava un taciturno accordo: se tu mi infastidisci finiremo alle mani e allora potremo toccarci. Harry aspettava sempre con ansia quel momento della giornata. Ormai non si ritrovava più lividi, occhi neri, labbra spaccate o qualche costola rotta, perfino. Aveva segni di unghie sulla schiena, la camicia strappata ogni santo giorno, segni di dita sulla pelle e succhiotti sul collo. Le labbra dei due erano sempre terribilmente gonfie dopo i loro incontri, da tanti erano i morsi e i baci che si davano di nascosto sul collo o sul petto. Ovviamente, un'erezione dopo le "lotte" era inevitabile, ma Harry aveva imparato a farci l'abitudine.
Il ragazzo si asciugò il viso, poi scese per pranzare. Si era svegliato insolitamente tardi quel sabato, perciò aveva saltato la colazione. Entrato in Sala Grande, si sedette al tavolo dei Grifondoro, assieme ai suoi due migliori amici. Quasi a non accorgersene, il suo sguardo ricadde sul biondo al tavolo delle Serpi che, a sua volta, lo stava guardando. Per Harry era palese che tra i due ci fosse una forte attrazione sessuale, ma era più che certo che si trattasse solo di quello. Non pensava di essere gay, in fondo provava il desiderio di toccare e di essere toccato solo per Malfoy. Si guardavano, negli occhi, quasi a dirsi "Anche oggi dobbiamo mettere in scena il teatrino". O almeno era quello che Harry pensava. Tornò a mangiare e a parlare con i suoi amici, nonostante sentisse bruciare addosso lo sguardo del biondo.
Finito il pranzo, Harry si alzò, convinto di veder arrivare Malfoy, con i suoi impeccabili completi neri, i suoi capelli perfettamente pettinati e le sue frecciatine. Stranamente, il Serpeverde era schizzato fuori dalla Sala Grande come un fulmine. Harry lo guardò esterrefatto, non pensava che ciò potesse accadere. Congedando Hermione e Ron con poche parole, seguì Malfoy.
Angolo autrice
Ciao personcine pazze. Niente, questo é il primo capitolo della storia, spero che vi piaccia.
Pace e amore,
-A
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Lust |Drarry|
Fanfiction> disse Ron con un sorriso sghembo in volto. Hermione alzò gli occhi al cielo e sbuffò. > sospirò lei, tornando a leggere il suo libro. > terminò Ron, osservando poi il fuoco nel camino. La ragazza non aggiunse niente, semplicemente perché in cuor s...
