When you're gone

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La sera si avvicinava e Benjamin ancora camminava per le strade di Modena con una felpa stretta in mano, nel caso iniziasse a fare freddo.
Una lacrima gli rigò il viso a ripensare a ciò che era appena successo, era tutta colpa sua.
Aveva nuovamente litigato con Federico per una cosa futile e non voleva ammettere di aver sbagliato, perché anche se in piccola, ma piccolissima parte era colpa anche di Federico.
Quest'ultimo, invece, si ritrovava in casa disteso sul divano a fissare un punto indefinito del soffitto e ad aspettare che il moro tornasse da lui a chiedergli scusa, ma sapeva non sarebbe successo tanto presto.
Era tentato ad uscire ed andare a cercarlo, ma non era stato lui a sbagliare, anche se Benjamin non stava passando un bel periodo non era affatto giustificato.
Ultimamente il più grande aveva avuto dei problemi in famiglia, era sempre nervoso e anche la minima cosa lo faceva infuriare.
Federico cercava sempre di tranquillizzarlo ma otteneva sempre l'effetto contrario e così si ritrovava a piangere per la maggior parte delle volte a causa sua.
Si preparò un caffè per far passare il tempo e poi accese la tivù, ma non c'era nulla che lo potesse distrarre.
Benjamin, intanto, aveva trovato un bar aperto ed era entrato per prendere qualcosa da bere.
Il barista aveva notato che qualcosa non andava e quando Benjamin gli porse i soldi per pagare lui gli fece un'occhiata come a dire 'Offre la casa'.
Uscì dal locale e iniziò a vagare nuovamente per le stradine illuminate dai lampioni non sapendo dove andare a dormire.
I due ragazzi, infatti, vivevano insieme da qualche mese e Benjamin aveva lasciato la sua vecchia casa per trasferirsi con Federico.
Ma quella era troppo lontana da dove si trovava per raggiungerla, così si affrettò a recarsi al parco più vicino dove magari avrebbe trovato almeno un posto comodo dove riposare.
Il freddo iniziava a farsi sentire e Benjamin indossò la felpa per poi rannicchiarsi su una panchina e socchiudere gli occhi.
Ma non riusciva a trovare una posizione comoda e iniziava anche a tremare per il freddo, così si rannicchio ancora di più su se stesso e si mise a guardare le stelle.
Federico stava iniziando a preoccuparsi e guardava di continuo fuori dalla finestra nella speranza di vederlo arrivare.
Sentiva anche lui il freddo che si stava avvicinando e la sua preoccupazione aumentò.
Le ore passavano ma non voleva cedere, trascorse la notte appoggiato alla finestra finché venne l'alba e anche se stava praticamente dormendo in piedi decise di andare a cercarlo.
Si vestì ed uscì per prendere la macchina.
Non riusciva a stare senza Benjamin e si sentiva anche uno schifo perché era il primo a preoccuparsi degli altri i quali non si preoccupavano quasi mai di lui.
Girovagò per quasi tutta la città chiedendo anche a dei passanti se l'avevano visto, ma niente.
Mentre lui controllava ogni angolo della cittadina, Benjamin si stava alzando dolorante dalla panchina.
Gli faceva male la schiena e probabilmente si era preso anche un raffreddore.
Decise, nonostante ciò, di riprendere a camminare ma verso la casa di Federico.
Si sentiva in colpa per tutto il male che aveva causato al biondo in questi ultimi tempi e si era deciso a chiedergli scusa.
Anche lui non riusciva a stare senza il più piccolo e gli mancava estremamente tanto, si dimenticò del dolore e aumentò il passo per arrivare prima a casa sua.
I raggi del sole che spuntavano dalle nuvole stavano iniziando a scaldarlo e iniziò a sentirsi un po' meglio.
Prese una scorciatoia che passava davanti una fioreria e decise di comprare qualcosa per Federico, magari regalandogli i suoi fiori preferiti lo avrebbe perdonato più facilmente.
Ad accoglierlo vi fu una commessa tutta sorridente.
'Buongiorno, ha bisogno di qualcosa?'
'Un mazzo di rose bianche'
'Dovrebbero essermene rimaste una decina, arrivo'
La signora si era spostata al piano di sopra tornando con dieci splendide rose bianche.
'Potrebbe inserire nel mazzo anche qualche fiore azzurro?'
'Certamente!'
Prese dallo scaffale alla sua destra qualche rametto sull'azzurro con dei piccoli fiori blu sulla cima e li mise tra le rose.
Il risultato era molto bello e quando porse il mazzo a Benjamin questo lo annusò e pensò che a Federico sarebbe piaciuto di sicuro.
Dopo aver pagato salutò e uscì.
Si rimise poi in cammino verso la casa del biondo tutto contento.
Federico continuava a cercarlo, ignaro del fatto che lui stava andando a casa sua.
Dopo un'ora, stanco e esausto sostò in un bar per fare colazione.
Ordinò un caffè e una brioche vuota.
Dopo aver mangiato rimase per un po' ad osservare ciò che succedeva fuori tramite le grandi vetrate.
Passò una coppia di fidanzati che si tenevano per mano sorridendosi e scambiandosi qualche bacio.
Federico pensò che avrebbe tanto voluto anche lui avere lo stesso tipo di relazione con Benjamin, quei due sembravano tanto felici e sereni e senza alcun problema che turbasse il loro rapporto.
Gli occhi gli si fecero lucidi così uscì dal locale per paura che qualcuno lo vedesse e risalì in macchina.
Lasciò che numerose lacrime gli rigarono il viso e chiuse gli occhi per un po'.
Benjamin era finalmente arrivato alla casa e stava per suonare il campanello quando si accorse che la porta era socchiusa.
Preoccupato entrò notando che all'interno non vi era nessuno.
Prese il telefono e chiamò Federico senza neanche pensarci che rispose subito.
'Benjamin?'
Si accorse che Federico aveva appena pianto e si sentì di nuovo in colpa, ma rimase comunque in silenzio non sapendo cosa dire.
'Dove sei?'
'Davanti casa tua'
Udì un sospiro di sollievo da parte del biondo che riattaccò subito e un piccolo sorriso illuminò il suo volto.
Federico si sentiva felice da una parte, ma anche nervoso dall'altra.
Si asciugò le lacrime, mise subito in moto la macchina e si diresse a casa sua più in fretta che poté.
Benjamin era seduto sullo scalino della porta con il mazzo di rose tra le mani e lo sguardo perso nel vuoto.
Quando sentì arrivare Federico sollevò la testa e gli occhi gli si illuminarono.
Si alzò e andò incontro alla macchina da dove il biondo non era ancora sceso.
Quest'ultimo aprì lo sportello e si fiondò tra le sue braccia stringendolo forte a se.
Benjamin fece lo stesso cercando di non rovinare le rose.
Quando si staccarono si sorrisero a vicenda e il moro porse i fiori a Federico un po' imbarazzato.
'Sono per te'
Il sorriso del biondo si allargò ancora di più.
'Sono meravigliose Benjamin, non dovevi'
Federico appoggiò il mazzo sulla macchina e prese delicatamente il viso del moro tra le sue mani.
Lo guardò negli occhi per qualche secondo che per il più grande sembrarono un'eternità per poi avvicinare le loro labbra fino a farle toccare.
Benjamin poggiò le sue mani attorno alla vita di Federico e chiuse gli occhi.
Iniziarono a baciarsi con più passione ed entrambi sentirono qualcosa rinascere dentro di loro.
Le mani di Benjamin si muovevano lentamente attorno al bacino di Federico e ciò faceva impazzire quest'ultimo.
Le loro lingue si muovevano insieme e tutto sembrava perfetto.
Si staccarono dopo qualche minuto, Federico prese i fiori e si diressero all'interno della casa dove li mise sopra il tavolo.
'Mi eri mancato tanto, biondino'
Il più piccolo abbassò per un attimo la testa.
'Mi dispiace per tutto quello che ho causato in quest'ultimo periodo'
Federico lo guardò negli occhi e notò che si stavano arrossando.
'Dispiace anche a me'
Gli prese nuovamente il viso tra le mani.
'L'importante è che ora siamo qui, di nuovo insieme e spero per sempre'
Benjamin sorrise e lo stesso fece lui.
'Voglio fare l'amore con te'
'Mi eri mancato tanto anche tu'
Risero entrambi, poi Federico prese la mano di Benjamin e si diressero in camera da letto.
Finalmente si era tutto chiarito tra loro o almeno per ora, ma entrambi sapevano che nonostante tutto ci saranno sempre l'uno per l'altro, Federico sarà sempre pronto a supportare Benjamin e lui farà lo stesso con Federico, entrambi sanno che qualunque cosa accada nulla potrà mai separarli.
Perché Benjamin non è Benjamin senza Federico e Federico non è Federico senza Benjamin.

When You're Gone || One Shot FenjiGeschichten, die süchtig machen. Entdecke jetzt