Prologo

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Il mio villaggio... il mio villaggio è distrutto... in fiamme. I miei genitori... morti. L'attacco è avvenuto mentre dormivano, non c'è stata speranza di difendersi. I razziatori hanno iniziato a bruciare e a uccidere ogni mio compaesano, non c'è stata speranza quasi per nessuno. La mia fortuna, nonché quella della mia famiglia, è stata quella di essere una delle ultime case a cui hanno dato fuoco, così abbiamo avuto il tempo di riuscire a svegliarci e di provare a scappare... ma il destino non è stato tanto clemente con noi, ed i razziatori ci hanno accerchiato poco dopo. Mio padre è riuscito a far salvare solo me creandomi un piccolo varco in quella cerchia di bastardi. Mi sono messo a correre a più non posso, mio padre mi disse di non girarmi ma non ci riuscì e così vidi i miei genitori morire d'avanti ai miei occhi, impotenti accettarono il loro fatidico destino. Mi voltai e le lacrime iniziarono a scendere dai miei occhi

«Io... io li ammazzerò tutti... io purificherò questo mondo così impuro. Lo giuro, sia l'ultima cosa che faccio»

Sono passati quasi trent'anni dall'uccisione dei miei genitori, dalla distruzione del mio villaggio, dalla fine della mia vecchia vita. Dal giorno in cui giurai che avrei purificato questo mondo non mi sono mai fermato e stancato di inseguire il mio obiettivo. In questi trent'anni ho portato a termine già venti campagne militari, ma ho capito che per purificare questo mondo non c'è bisogno di una grande guerra che unisca tutti i popoli come avevo immaginato inizialmente, ma di un vero e proprio sterminio di massa da parte di un'entità maggiore, l'unica soluzione è quella di trovare un Dio disposto a purificare questo mondo. Un'impresa a dir poco impossibile, ma dovrò riuscirci se no tutta la mia vita sarà stata tutta inutile

Ho passato gli ultimi dieci giorni a leggere libri sulla mitologia religiosa del nostro paese e, tra le miriadi di Dei che ho trovato, solo uno di essi è quello che più si avvicina ai miei obiettivi. Il problema ora è provare a trovarlo, ho letto che è un Dio sceso in terra, quindi bisogna solo capire dove esso si trovi o cosa faccia sul mondo terreno. Per rispondere a queste domande dovrò passare a leggere dei libri meno convenzionali, grazie alle mie conoscenze so già come farò ad averli

È ormai passato più di un anno dall'inizio del mio progetto, in quest'anno ho scoperto molte cose tra cui una possibile locazione del Dio che sto cercando. Questa mia ideologia si è espansa ed è riuscita a creare un culto di cui io, ovviamente, sono a capo e che è riuscita a influenzare anche l'alta borghesia tanto che, alcuni re, mi hanno chiesto di poter entrare in essa. Comunque ora il mio obiettivo è quello di trovare del Dio definito dell'apocalisse: l'harvester, o come molti lo chiamano il mietitore

Ci sono voluti dieci giorni per raggiungere un piccolo villaggio sperduto in mezzo alla natura e quasi isolato da tutto e da tutti e di cui, molto probabilmente, a nessuno importava granché. Appena arrivati in città iniziai subito a fare domande ai suoi abitanti in merito al mietitore, ma la maggior parte di loro o non mi seppe rispondere o mi disse di chiedere ai più anziani. Volli ascoltare quei buzzurri poco istruiti e così andai a chiedere a quello che loro definivano il capo del villaggio che, al contrario di tutta quella gentaglia mi raccontò una storia assai strana. Mi disse che circa duecento anni fa questo villaggio fu distrutto da una sola persona, che più che un guerriero sembrava un mostro. Da solo uccise circa cento persone e bruciò tutto ciò che vedeva, fu un vero massacro... sopravvisse solo il suo antenato. Riconobbi subito lo stile purificatorio del mietitore, la storia parve finire qui, ma quel vecchio continuò a raccontare. Aggiunse che, quando ormai era tutto in fiamme e di quella cittadina non rimase quasi nulla, un'altra persona iniziò a combattere contro il mietitore ma non fece molto e fu quasi ucciso. Concluse quel racconto dicendo che, nel mezzo della battaglia, ci fu una forte luce e, dopo che essa fu svanita, il suo antenato notò il mietitore inerme a terra mentre, l'altra persona, era vicino al suo corpo a piangere; di qui quell'anziano signore non raccontò più nulla. Non potevo credere che il mietitore, Dio dell'apocalisse e della distruzione, sia stato battuto da un guerriero qualunque. Chiesi gentilmente se quel villaggio potesse diventare la base mia e della mia setta, che feci passare per esercito. Quel vecchietto mi fissò per un paio di secondi e poi mi rispose con un secco e sonoro no, rifeci la domanda sempre con molta gentilezza ma ricevetti sempre la stessa riposta e così capi che avrei dovuto usare metodi meno gentili. Restammo accampati lì vicino per circa dieci giorni, all'undicesimo giorno arrivarono i rinforzi della setta e, dopo un paio di giorni di riposo, assediammo il villaggio ed uccidemmo la maggior parte dei suoi abitanti. Durante l'attacco pensai che quello che stavamo facendo andava contro i nostri ideali, ma poi ragionandoci su capi che in realtà stavo solo facendo ciò che avrebbe fatto il mietitore al mio posto e ciò mi diede ancora più forza di combattere. In un paio d'ore conquistammo tutto e facemmo di quel villaggio la nostra base.

Sono passati sei mesi da quando ci siamo stanziati in questo villaggio e da quando abbiamo iniziato le ricerche, sa che può essere da ingenui provar a cercare il corpo nascosto di un Dio nel luogo in cui è stato sconfitto, ma alla fine tentar non nuoce pensai... però in sei mesi non abbiamo trovato nulla, nemmeno un indizio, nemmeno un qualcosa... del resto sono passati duecento anni cosa penso di poter trovare.

Sono passai altri venti giorni dall'ultima nota che ho scritto e credo che ci siano dei risultati, almeno una strada su cui camminare senza viaggiare nel buio di ciò che ci è sconosciuto. Alcuni dei miei discepoli sono riusciti a trovare una sorta di antica rovina riempita di trappole non troppo lontana dal villaggio in cui siamo stanziati. Mi sembra una cosa più che plausibile, anche se molto scontata, quella di nascondere il corpo immortale di uno degli Dei più potenti sotto il luogo in cui è stato sconfitto. Un gruppo di discepoli fu mandato in spedizione dentro quelle rovine, inutile scrivere che non sono tornati vivi, morti dopo poco essere entrati.

Sono passati quasi due mesi, due mesi di continue esplorazioni, due mesi di piccoli passi verso la fine di quell'inferno ricreato in terra in cui ho perso anche duemila uomini, i pochi sopravvissuti che ne sono usciti vivi o sono morti nei giorni successivi per le infezioni riportate dalle ferite, o ne sono rimasti profondamente segnati sia psicologicamente che fisicamente... ma per mia fortuna ora la strada dovrebbe essere libera fino al cuore di quella caverna...




Harvester: L'ascesa di un DioStories to obsess over. Discover now