CANTO I

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Da eterni secoli esaltata fosti,

gioventù, che la vita fai apparire

lieve, senza difficoltà o affanni,

ma mai uomo alcun si rese conto

di come tu tanto insidiosa sia.

Di te canterò, e dell'amore forte

tra due giovani in tempi remoti,

e Omero stesso ciò non rimembrava

che a Ilio distrutta preferito

narrare avrebbe certo tali fatti

per gli alti valori in essi presenti.

Tra fogli d'una sperduta raccolta

trovai una storia in greca lingua

di molto antichi arcaismi ricolma

d'anche per me difficile lettura,

dopo un tanto sudato lavorio

giunsi a comprender tali avvenimenti

che dagli occhi non trattennero stille,

e volli condividerli con voi

che da questa storia moral traiate.

Nell'Ellade dei lontani albori

visse una coppia felice d'amanti:

Niceta, dal grande cuor palpitante,

ed Ero, d'indescrivibil bellezza;

lieti trascorrevano la lor vita

lontani dagli anatemi aspri e avversi

di qualche altro giovane spasimante

che in amore era stato sfortunato.

E ancor più sorprendente dell'amore

forte che tra i due caldo spirava,

fu il modo in ci i due s'erano incontrati:

correva per i boschi a cacciar cervi

Niceta, e nel fuggir veloce un ramo

cader lo fece e al suolo stramazzare,

più e più volte s'infransero le membra

sulle copiose rocce in terra sparse

aprendo sul suo corpo ferite

sprizzanti sangue, di terriccio sporche.

Il giovane pel dolor delirante

per pulirsi cercar volle una fonte

e presso di sé aveva un fresco rivo;

immergendosi nelle limpide acque

vide ciò che uomo non potè mirare:

morbidi cadevano i bei biondi

capelli in trecce sulle bianche spalle,

e riprendeva quel candore il viso

ch'egli di profilo scorgeva,

e quasi come un curioso contrasto

rosse erano le guance ancor fanciulle;

a Niceta una dea parea aver visto,

e così sporco e ferito provava

un aspro e intenso senso di vergogna

nonostante privo di sfregi il volto.

Immersa era Ero nell'acqua lucente

e percependo l'increspar dell'onde

si voltò per veder chi s'apprestava

e al vedere il viso a lei ancora ignoto

dimenticò che il corpo era ferito

per ammirar le belle chiome brune

ricce esaltare quella pelle scura,

dal sole di tanti anni eburnea resa.

Di nudità nessuno fece caso

che bastava la fisica bellezza

a soddisfar le carnali passioni,

e muti e lenti s'andarono incontro

per sentire in sé un unico calore.

E appena si toccarono i tizzoni

capiron che per felicità avere

separar non si sarebber dovuti,

e il Fato ch'essi credevano avverso,

poiché orfani erano entrambi rimasti,

apparve ai due amanti quale un Nume

perché lor non avevano a dar conto

né a famiglia né ad alcun genitore.

In villaggi vivevano distanti-

ma di essi non ci è pervenuto il nome-

e Niceta con piacer decise

di lasciare la casa per amore;

presto furon le nozze celebrate

perché potessero vivere insieme.

Com'era dolce il conviver per loro

che appena ad uno qualcosa occorreva

perveniva pronto all'opera l'altro,

si chiamavan con melliflue parole.

Lieti scorrevano i pesanti giorni

che se una qualche asperità incombeva

il cuore d'Ero era vicino a quello

dell'amato Niceta con ricambio

e per tutto il villaggio erano noti

per il lor caldo e fortissimo amore.

Oh, amore, quanto la gioventù allieti,

di quante gioie riempi le giornate

e rendi fuggitivi i lunghi giorni !

senza te cosa sarebbe la gente

o come si creerebbero le stirpi?

Raccontami, amore, come nascesti?

Come fosti dal cielo generato?

Infondimi nel cuore sentimenti

perché capir possa l'essenza tua,

come possa viverti in giusto modo...

Compreser come sei i nostri amanti

poiché vissero tra loro felici?

Si scambiavan furtivi e casti baci

con il cuor traboccante di passione

ma accettando che da contenere era

ciò ch'era nella carne imprigionato

che se da esso tutto fosse dipeso

il connubio avrebbe perso valore.

Così trascorrevano i loro giorni

tra i quotidiani e ripetuti impegni,

guadagnando del lor lavoro il frutto

per poi nelle necessità usarlo,

e nulla in lor lasciava trasparire

la disgrazia che sarebbe accaduta

nella letizia di quella famiglia.

NICETA poemetto tragicoHistorias para obsesionarse. Descúbrelo ahora