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L'altra metà di te

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La settimana era cominciata proprio alla grande: stanza insieme. Avevano provato a convincere Andreas a dormire con Ale e Michi sarebbe andato nella doppia con Adriano, visto che Gianluca sarebbe arrivato solo il giorno dopo ma quel bastardo del suo amico aveva tirato fuori mille scuse e alla fine si era ritrovato solo in stanza con lui: quello che aveva pregato con tutte le sue forze non accadesse si stava realizzando, già condividere la sua stessa aria per una settimana intera lo stava mandando fuori di testa perché si conosceva, per quanto si sforzasse prima o poi avrebbe ceduto e non poteva, figuriamoci la stessa camera d'albergo.  Aveva iniziato a disfare le valige mentre Ale si era avviato in piscina con gli altri - il solito maniaco dell'ordine, Ale lo prendeva sempre in giro per questo. Ecco: Ale, Ale, Ale. Qualsiasi cosa facesse, nonostante facesse di tutto per non pensarci, c'era sempre qualcosa che glielo ricordava e quella città non lo aiutava per niente. Si sedette sul letto e  iniziarono a scorrergli davanti tutti i ricordi dello scorso anno, quando sembrava che niente li avrebbe mai potuti dividere: lontani da tutto e tutti, finalmente potevano viversi liberamente per una settimana e nonostante fosse stato il periodo in cui avevano dovuto lottare di più per restare insieme erano felici e il loro amore cresceva sempre di più. 

Gli mancava l'aria, senza nemmeno rendersene conto si era ritrovato il viso rigato di lacrime e non riusciva a smettere, doveva uscire da quella stanza dove ogni cosa gli ricordava la persona che più amava al mondo. Uscì di fretta e andò a sbattere contro qualcosa, anzi qualcuno: l'ultima persona che avrebbe voluto vedere in quel momento, il centro dei suoi pensieri. 

"Dove vai? Michi hai pianto? " gli chiese Ale sfiorandogli il viso con la mano" 

 " no, mi è andato lo shampoo negli occhi, sai che mi si irritano subito. Vado da Andre, é in piscina giusto? " gli rispose Michi scostandosi subito anche se appena Ale aveva poggiato la mano sulla sua guancia il cuore stava per uscirgli dal petto " non le sai dire le bugie, che è successo? " " tu invece sei diventato esperto "  

" Michi aspetta " 

" che c'è? " 

" dopo parliamo un po'? " 

" di cosa? " 

" di noi " 

" non esiste più da mesi, non c'è più nessun noi " " ti prego, ti chiedo solo di ascoltarmi, ti darò tutto il tempo che ti serve però ti prego ho bisogno di te, dammi una possibilità, lasciami risolvere tutto " " Ale " 

" tornerai a fidarti di me, siamo legati "gli disse Ale prendendo le sue mani   " non guardarmi così "

 " non posso farci niente, sei bellissimo e sai che ti guarderò sempre come fossi la cosa più bella del mondo " " smettila per favore " 

" mai, è incredibile ancora dopo un anno e mezzo ti imbarazzi nel sentirtelo dire e diventi ancora più bello "

 " Ale' te meno " 

" si certo " " non mi sfidare, te le meriteresti tutte " non nascondendo un sorriso  " touche'" 

 "meglio che vado" e senza dare il tempo a Michi di fare o dire niente gli lasciò un bacio sulla guancia ed entro' nella loro stanza. Michi rimase lì fuori immobile per circa cinque minuti, continuando a toccarsi il punto in cui Ale lo aveva baciato e sentendosi andare a fuoco. 

Ale invece appena fu dentro la camera si senti' invadere dal profumo di Michi: gli era mancato da morire, da settimane non faceva altro che pensare ai giorni che avrebbero trascorso in Puglia e si era ripromesso che sarebbero tornati insieme, dovevano risolvere una volta per tutte perché non poteva più stare senza il suo Michelino. 

Avrò cura di tuttoMga kuwentong kahuhumalingan mo. Tumuklas ngayon