Alice
Continuavo a rigirarmi nel letto, l'insogna mi stava facendo impazzire e come se non fosse abbastanza quella sera faceva freddo, troppo freddo.
Stavo perdendo qualsiasi speranza, più chiudevo gli occhi più il mio cervello rifiutava il riposo.
Mentre cambiavo nuovamente la mia posizione sentii d'un tratto delle mani che mi strinsero per la vita, un caldo respiro mi scaldava il collo, girai la testa di scatto per vedere chi fosse così sfrontato da entrare nel mio letto a notte inoltrata.
Prima che i miei occhi potessero distinguere bene i lineamenti di quel voto, il mio cervello fu invaso da una cascata di arancione che associai subito ad un unica persona, Tarrant.
Non riuscivo a crederci, com'era possibile?
- Cappellaio, com'é poss...?-
Mise un indice sulle mie labbra
- mia dolce Alice non rovinare tutto ora-
Tarrant mi scostó una ciocca di capelli dal viso, i nostri sguardi si persero tra loro e le nostre labbra si trovarono ad unirsi lentamente per poi socchiudersi e creare il bacio più bello e passionale che avessi mai provato.
Entrambi ci lasciammo prendere dalla passione, le mie mani cominciarono a togliergli la maglietta e lui fece altrettanto con la mia camicia da notte.
- Alice, Alice.... ALICE SVEGLIATI!-
Aprii gli occhi,ci misi qualche minuto a rendermi conto che mia madre mi stava chiamando ed aveva appena interrotto il sogno più bello della mia vita.
- Alice!!!-
- mmm... si madre arrivo, perché avete tutta questa fretta?-
- Alice preparati subito, è venuta a trovarmi una vecchia amica e voglio presentartela-
- devo proprio madre?-
- si tesoro e non accetto scuse.-
- come volete, ora scendo-
Alzandomi da letto cominciai a tremare, il mio corpo ricordava il sogno che stavo facendo come se tutto ciò fosse accaduto realmente. Quanto avrei voluto fosse così.
Senza rendermene conto cominciai a pensare, chissà cosa succedeva a sottomondo, forse mancavo a tutti i miei amici come loro mancavano a me? O magari non si davano tanta pena per una ragazza che aveva scelto di tornare in un mondo che detestava senza dare spiegazioni. Però, la domanda che mi opprimeva senza sosta era se Tarrant sentisse la mia mancanza.
Cercai di riprendermi, dovevo prepararmi altrimenti mia madre sarebbe andata su tutte le furie.
Dovevo fare in fretta così mi lavai il viso per togliere la stanchezza che appesantiva i miei occhi, anche se avrei avuto bisogno di un miracolo.
Misi un vestido verde, adatto per il the, era un po' scollato ma era stata mia madre a regalarmelo quindi sarebbe andato benissimo. Abbinai delle scarpe con cinque centimetri di tacco bianche e mi legai i ricci in uno schignon un tantino spettinato.
Scesi di corsa le scale per arrivare in salotto dove mia madre stava attendendo impaziente che arrivassi.
- Alice, finalmente, stavo per chiamare le guardi, pensavo ti avessero rapita-
- spiritosa come sempre madre-
- non cominciare Alice, abbiamo ospiti. Comunque avresti potuto truccarti un pochino, le tue occhiaie arrivano agli zigomi-
- grazie madre siete sempre molto gentile, ma sto bene così-
- fa come vuoi, ora muoviamoci che ci stanno aspettando un giardino-.
