Capitolo 1

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"Guarda,Avril.Va ancora in giro con quei vestiti.Non avevi detto che era ricca?"mi sussurra Veronica.Guardo verso il punto che indica il suo dito e mi sale il disgusto.Era Caroline Nate vestita come una bambina di 6 anni.

Stava entrando in classe e indossava una maglietta gialla con delle piccole fatine sopra un gigantesco girasole.Le maniche erano piuttosto rovinate e i jeans ,sotto la maglia,avevano qualche macchia di pittura.

"È lei che non ha gusto.Ed è pure tonta.Hai visto la sua casa no?È una mega villa.Il padre lavora in una azienda famosa e la madre in un'ambasciata;inoltre a casa sua ho visto un mare di gioielli"rispondo a Veronica.

Ma Caroline smetterà mai di essere così ridicola?A scuola tutti ridono di lei,ed è conosciuta come "la strambossa ".Non solo sembra che i suoi vestiti vengono comprati in un negozio per neonati;ma si comporta anche in modo scontroso e brusco.
L'altro giorno ha cominciato a picchiare il ragazzo di Veronica.
Da quel giorno la bionda sta tormentando la rossa.
Ieri, Veronica ha addirittura versato la coca cola sugli abiti di Caroline.

I corridoi erano pieni di studenti che felici o no dovevano recarsi in classe.
Ci misi un po' prima di individuare la mia preda:Ben Morris.
Quel ragazzo magrolino e dal ciuffo moro ribelle; mi stava ancora arrecando problemi.

Mi avvicinai pericolosamente,con Veronica a fianco,a Ben e al suo armadietto.
Chiudi l'armadietto di scatto,mentre Morris prendeva i libri.
Ovviamente molte persone ci stavano guardando,ma nessuno si sarebbe schierato con lui.

Lui non era niente.
Zero.

"Hai ripreso a fare lo stolker eh?"gli dico.

I suoi occhi si socchiudono per un attimo,ma riprende subito la lucidità.
"Io non ho fatto niente"mi risponde cercando di assumere un'aria indifferente.
"Oh il caro stolker ha qualche problema di memoria?"gli dissi sorridendo.
La gente si era fermata a guardare lo spettacolo;e il povero Ben si sarebbe di nuovo ridicolizzato davanti a tutti.
"Ieri,appena sono tornata a casa,mi sono affacciata alla finestra e ti ho visto.Mi hai seguito eh?Se lo farai ancora una volta,ti farò pentire di essere nato"gli sussurrai all'orecchio.
Non gli lascio nemmeno il tempo di rispondere,che vado in bagno con fare altezzoso.
Appena mi assicuro che non c'è nessuno e chiudo la porta,posso finalmente perdere il controllo.
Appoggio le mani sul lavandino e guardo lo specchio.

"Okey Avril è andato tutto bene...Non ti ha vista...Hai tu il controllo"dico a me stessa mentre respiro affannosamente.
"Le persone ti adorano e staranno dalla tua parte...".
Sto cercando di convincermi da sola.
Sono una pazza.
E se lui mi avesse seguito anche al cimitero?Non posso far sapere a tutti che Avril Clace ogni sera si reca al cimitero a piangere.

"Perché non vuoi farlo sapere?Hai paura che la gente pensi che sei umana?"mi sussurrò all'orecchio una voce squillante.
Mi girai ma niente...Solo aria.

Di chi è quella voce?Ho controllato tutti i bagni e non c'era nessuno.

"Chi c'è?"urlo al vuoto.

Ora sto diventando anche pazza?

"No non sei pazza.Idiota si,ma pazza no"mi dice una ragazza che stava uscendo dai bagni.

Era una ragazza minuta con i capelli argentati,gli occhi di un colore simile al ghiaccio,il naso all'insù è una bocca a cuore.
Indossava un vestito che toccava terra,color panna,con corpetto a cuore e una cintura sulla vita con qualche pietra.
Il vestito risaltava il suo seno e la sua vita piccola.
Aveva un sorriso divertito in faccia,o Dio come avrei voluto strapparglielo.
Ma come andava in giro?Sa che non è Halloween?

"Forse hai confuso il bagn-aspetta come hai fatto a sentire quello che ho pensato prima?"le dico io,appena mi accorgo di non aver detto a voce alta i miei pensieri.
"Sai,un privilegio della morte è questo"mi dice lei avvicinandosi a me.
"Tu sei completamente pazza" le dico io indietreggiando.

"Perché indietreggi?Non mi dire che Avril Clace ha paura di me.Oh che onore"mi sussurra mentre mi accarezza la guancia con la mano.
"Cosa vuoi?"le dico scocciata.
Ero stanca,volevo andare in classe e lasciare lì quell'idiota.
Aspetta...Oh no!Le lezioni dovrebbero essere già cominciate e sono in ritardo.
"No cara stai tranquilla:a quello ci ho pensato io.Non è stato difficile bloccare il tempo"risponde la sconosciuta ai miei pensieri.
"Mi dici come fai a leggere nei miei pensieri!?"
"Te l'ho già detto,ora soffri di memoria a breve termine?"mi risponde divertita.
Mi stava facendo perdere la calma.
"Quella ti sembra una spiegazione!?Dimmi il trucco,forza!"le urlo io.
Come si permette di leggere i miei pensieri.
"Non c'è un trucco;lo riesco a fare perché sono morta,sono riuscita a bloccare il tempo perché sono morta,sono riuscita a farti diventare trasparente perché sono morta".
"Ah certo tu sei morta e io sto parlando con te,ma-aspetta cosa hai detto?"
Guardò la mia mano e mi rendo conto che sta sparendo come il resto del mio corpo.
"Ora mi credi?".

Giù la mascheraDove le storie prendono vita. Scoprilo ora