Part. 1

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Mi giro e mi rigiro nel letto. Credo sia ora di alzarsi, anche se il mio corpo non risponde ai miei comandi. Mi alzo, e appena tocco il pavimento gelido, le mie gambe cedono e cado a terra. Mi ritrovo con il sedere a terra, la mia testa continua girare, ripeto a me stessa che sono solo  i residui della serata di ieri. Mi trascino fino in bagno, apro l'acqua della doccia e mi sfilo i vestiti. Faccio scorrere il getto d'acqua su tutto il mio corpo. Una ferita attira la mia attenzione. Si trova sulla mia coscia destra, appena sopra il mio tatuaggio. E' un taglio abbastanza profondo, lo sciacquo. Ormai, non sento più nessun dolore. Esco dalla doccia, indossando un pantaloncino in jeans e una t-shirt bianca. In casa come al solito, non c'è nessuno. Bevo il mio caffè, e metto qualcosa sotto i denti. La casa è piccola, e da quando ci abitiamo solo io e mio fratello sembra essere diventata una stalla. Ci sono carte ovunque, i muri sono pieni di umidità, le tende non sono mai state cambiate da quando la mamma se n'è andata. ogni mensola, è piena di bottiglie di birra vuote, i letti sono sempre in disordine. Per non parlare del frigorifero sempre vuoto. I primi giorni, da quando la mamma è andata, riuscivo mantenere un po' di ordine, sperando in un suo ritorno. Quando la speranza morì, io iniziai a morire anche io. Il suono del campanello, mi riporta alla cruda realtà. Non aspettavo nessuno, ma magari mio fratello, Dario, avrà dimenticato qualcosa. Mi alzo, e corro ad aprire. Fortunatamente è il mio migliore amico, Angelo. 

- Buongiorno, bella addormentata, avevo bisogno di te ieri sera. Ti avrò scritto una decina di messaggi e non mi ha neanche risposto a uno- Mi guarda fisso negli occhi, con il suo sorriso bellissimo. Ha i capelli raccolti in una chioma bionda, e i suoi baffi sempre in ordine. E' un bel tipo, e mi è stato acconto nei giorni più bui. Rimango a fissarlo, con la bocca aperta. 

-Allora Fede, mi fai entrare o no?- Ride. La sua risata rimbomba nelle scale del mio condominio. Indossa una camicia bianca, e dei pantaloni strappati sul ginocchio. Mi faccio da parte e lo lascio entrare senza proferire parola. Stamattina non mi sono svegliata molto bene, in bocca ho ancora il retro gusto di alcool, e sinceramente ricordo ben poco di ieri sera. Angelo, si siede sul divano, e gli porgo una tazza di caffè. Mi siedo di fianco a lui, mi guarda come se non mi avesse mai visto.

-Beh allora?- Abbaio. Non sono dell'umore giusto, e lui è piombato di prima mattina nel mio appartamento, parlandomi già di ieri sera.

- Fede... Non voglio vederti ridotta così e lo sai. Ieri sera hai esagerato, e pensi che ti dia ancora qualcosa? pensi che sono venuto qui, dalla mia migliore amica per farla stare male ancora peggio? i problemi non si risolvono così. Affrontali, guarda avanti.- Mi da una bacio sulla fronte, e mi accarezza il viso. Ormai non mi fanno effetto neanche le più le sue carezze. Mi alzo di scatto, allontanandomi dal suo tocco. 

- Vattene, se non hai nulla per me è inutile che tu stia qui a farmi la solita romanzina del cazzo. La mia vita è questa, nessuno tornerà indietro. Nessuno mi ridarà la forza di sorridere e tanto meno tu!, ora vattene- Gli apro la porta di casa, lui mi guarda infuriato. 

-Io ti ho sempre aiutato Fede, sia a te che a Dario. E voi mi state chiudendo la porta in faccia per la seconda volta. Ricordartelo.- Mi dice a un millimetro di distanza. Se ne va sbattendo forte la porto, mi ributto sul divano e crollo in un sonno profondo. 

Il rumore della porta mi fa svegliare, mi siedo e vedo Dario spuntare dall'ingresso, e dietro di lui anche Davide e Diana. Mi salutano tutti con un sorriso.

- Prendi un piatto e prepara- Dario mi lancia addosso una bustina con dentro polvere di stelle. come mi ha chiesto lui, mi alzo e inizio a preparare. Mi sento gli occhi di Davide addosso, so che mi sta guardando, di solito dopo essere fatti ci sfoghiamo scopando. La maggior parte delle volte siamo in casa, Dario è all'occorente di tutto,  lui si fa la sua vita e io la mia. Non si è mai intromesso nelle mie questione, ho sempre saputo risolvere le cose da sola. 

-Pronto- Indico il piatto con la polvere di stelle. Tutto questo me lo ha insegnato Dario. So che è una cosa sbagliata, ma è l'unico modo che resta per dimenticare il nostro passato. Ci sediamo tutti intorno al tavolo, Diana è bellissima come sempre, anche lei ha un rapporto con mio fratello come quello che ho io con Davide. Ma a differenza nostra, quei due hanno perso la testa l'una per l'altra ma non vogliono ammetterlo. Davide tira fuori una banconota e l'arrotola su stessa. Ognuno si fa la propria striscia e quando arriva il mio turno, mi porto la banconota alla narice e inspiro, portandomi la testa all'indietro. Quello che sento è inspiegabile. Non sento nulla, le pupille mi si dilatano e le mie gambe cedono. Nessuno dice una parola, ognuno è nel proprio mondo. Mi alzo, cercando in ogni parte del mio corpo le forze. Mi sdraio sul divano e sento loro ridere. In realtà tutto questo non fa ridere, tutto ciò succede ogni mattina, di ogni giorno. Chiudo gli occhi. Sento dei rumori fortissimi provenire dalle scale, non so gli altri dove siano, ma probabilmente avranno affari da risolvere. Io invece sto qui, a sentire tutti quei strani rumori. fisso la parete del soffitto. Ormai gialla per il troppo fumo. I rumori continuano, decido di alzarmi. Apro la porta e vedo persone che trasportano mobili. Vicini nuovi. Un ragazzo, che sembra avere la mia età mi sorride e io a quel punto sbotto.

- Invece di sorridermi, ti sembra normale traslocare a quest'ora del mattino?- Lo guardo infuriata. 

-Beh scusami tanto, magari ti ho disturbato. Ma sai, sono le due del pomeriggio, e non mi sembra un orario così eclatante- Mi sorride, e infuriata gli chiudo la porta in faccia. Sono le due del pomeriggio? Quanto ho dormito? Guardo il cellulare e mi trovo solo un messaggio di Dario che mi chiede se stavo bene. Gli rispondo che va tutto bene e lo infilo in tasca. Vado a farmi una passeggiata fuori, per poter prendere aria. 


Una grande donna.Stories to obsess over. Discover now