"riccioli d'oro"

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Sul ciglio della porta a piedi nudi,riesco persino a sentire la freschezza che mi da un senso di sollievo. Ad ogni passo,si sentono gli scricchioli del vecchio pavimento, di una casa abbandonata in campagna che si trova vicino al paesino in cui vivo. Un posto tranquillo dove passo il tempo, io e il mio pianeta senza identità, lì posso essere me stessa senza essere giudicata,posso sognare ad occhi aperti. Un bel modo per scappare dalla realtà di tutti i giorni. Difronte a me vedo una figura sfocata. Pian piano si definisce, era la piccola "riccioli d'oro", l'ho chiamata così perchè ha i capelli biondo rame, dei boccoli che lì ricadono sulle spalle. Sono mesi che compare nelle mie visioni, ma ultimamente sembrano torturarmi. Aveva un sorriso più grande della sua figura esile, quel sorriso che l'ha sempre distinta. Sale le scale gattonando, non perchè lei non sapesse camminare per la paura di cadere, farsi male e non sapersi rialzare. La vedo avvicinarsi spensierata,sognante, fa dei giri su se stessa mentre stringe al petto una bambola di pezza. Alzo lo sguardo, noto due figure che si tengono per mano e guardano "riccioli d'oro" ,sembravano uniti, nei loro occhi si legge quanto si amino e quanto amino la piccola. Quelle immagini svaniscono. Senza accorgermene "riccioli d'oro" era disegnata sul mio foglio. Avvolte mi faccio trasportare, non mi accorgo di disegnare,mi sembra come se qualcuno si impossessasse di me e disegnasse al posto mio. L'arte mi porta in un'altra dimensione, mi prende fino a consumare la mina della matita,fino a non sentire il polso. Soprattutto mi permette di esprimere i miei sentimenti. Sento delle voci,anzi,delle urla provenire da fuori in giardino,mi affaccio al balcone e noto due figure che sembrano assomigliare alla felice coppietta di prima. Nei loro occhi si legge odio, mentre qualche minuto fa sembravano innamorati,come può tanto amore svanire?
L'apparenza non ci permette di vedere oltre a come la gente si vuole mostrare. Se un attimo fa lì invidiavo ora non vorrei essere nei loro panni. Le loro urla rimbombano per tutta la casa, da far svegliare la piccola che dormiva nella culla. Una lacrima gli percorre il viso, una seconda cade fino alla bocca e la afferra con la lingua, che sapore hanno le lacrime?Sofferenza.
Nessuno si accorge del suo pianto dopo un pò si calmò e il suo sguardo era perso,triste si guardava intorno mentre si asciugava con le mani le lacrime rimanenti. Aveva perso quel sorriso che la caratterizzava. Le due figure fuori in giardino non cerano più. Dove erano andati?Perchè non erano con la bambina?Chi sono?

#spazzio autrice#
Ciao a tutti, questo è il primo libro che scrivo, spero vi sia piaciuto.

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