Oggi è il mio primo giorno di lavoro! Ho passato due ore a scegliere il vestito, ho optato per un abito con gonna viola. Ho trovato un lavoro come assistente alle comunicazioni per la Impresa Blair. Una delle filiali dell'azienda gestisce centinai di eventi a New York ogni anno. Ho appena finito i miei studi. Ho fatto un lungo viaggio per venire fin qui! Spero di incontrare persone, e forse anche il grande amore...chi lo sa? È da tre anni che sono single. Insomma...alcune mie relazioni si sono limitate ad amori in vacanza o alle feste. Sono qui solo da pochi giorni. Sono stata molto fortunata a trovare un lavoro così in fretta! Sono certa di esser partita in orario, ma sono bloccata nel traffico della città e quindi sono già in ritardo per il mio primo giorno di lavoro!
Accidenti! Nessuno mi risponde!
Quando scendo dal taxi, perdo il respiro. L'edificio è immenso ed imponente nel suo grande involucro di vetro. Fatico a vedere la fine! Su un'insegna si può leggere una scritta in gigante: IMPRESA BLAIR. Avanzo lentamente verso l'entrata ma, all'improvviso, qualcosa colpisce violentemente la mia spalla! Riesco a capire a malapena costa sta succedendo, che finisco col sedere per terra!
«Ahi! Ehi...! Ma...?!»
Non ci credo! Mi ha rubato la borsa! Mi alzo rapidamente, decidendo di desistere all'inseguimento del ladro che è già sparito. Sono ancora in ritardo! Oltre a perdere la mia borsa, potrei pure perdere il lavoro...un lavoro che non è nemmeno iniziato! Decido di reprimere i miei desideri di vendetta. Scuoto le mie mani alle mie natiche, doloranti per la caduta. Dannato ladro! Presa dal panico, cerco nelle mie tasche in cerca del cellulare. È qui! Rappresenta la mia vita! Le persone attorno a me sembrano totalmente disinteressate ai miei problemi. Come se fossi trasparente. Mi ci vuole qualche minuto per ritrovare il mio spirito...sistemando i miei vestiti, mi avvicino di nuovo all'entrata. Entro nell'edificio e mi muovo verso la scrivania della segretaria. Una ragazza alta e bionda, con perfetti make-up e capelli, mi si para davanti. La sua espressione è molto dolce, come i suoi occhi che mi guardano con benevolenza.
«Buongiorno signorina, posso aiutarla?»
«Buongiorno, inizierò oggi nelle Comunicazioni.»
«Sì, qual è il suo nome?»
«Sono Juanita Delgado.»
La segreteria guarda lo schermo del suo computer per qualche momento...
«Ah sì! Signorina Delgado! Benvenuta alla Impresa Blair! Un momento.»la segretaria preme un bottone in una scatola nera ed aspetta per qualche istante«Sono stata informata che il Signor Diaz è in riunione. Sarà un po' in ritardo. Le posso offrire qualcosa da bere?»
«Sì, con piacere!»
«The? Caffè?»
«Caffè, grazie!»
La segretaria si alza con un sorriso. Faccio qualche passo per vedere dei dipinti disposti in linea sullo sfondo del muro. Vedo uomini stringersi la mano, decido di avvicinarmi per leggere la descrizione del dipinto...
«Ecco a lei! Verrò a cercarla tra qualche minuto. Può stare qui mentre aspetta.»
La segretaria mi mostra un'area in moquette con qualche sedia di cuoio nero.
«Grazie.»
Lei si volta con grazia per sedersi di nuovo alla sua scrivania ed accogliere i prossimi visitatori. In ogni suo movimento, sembra perfetta. Vedo molte persone in giro, donne ed uomini. Tutti impeccabili. Quante persone lavorano qui? Quest'universo non ha niente a che vedere con i piccoli lavori che ho fatto per pagare i miei studi. Sono un po' intimidita! Fisso l'orologio. Spero che il Signor Diaz non abbia modificato i suoi appuntamenti in funzione al mio ritardo...continuo nervosamente ad accavallare le gambe l'un l'altra. Non mi sento completa senza la mia borsa...un look senza borsa non è possibile! Ti fa sembrare come il tipo di persona che si mostra al suo primo giorno di lavoro con le mani nelle tasche. Tipo: "Ehi, sono io! Passavo per caso ed ho visto una luce, così sono entrata.". Avevo tutto preparato! Mi sento nuda senza la mia fedele borsa, e tutti possono vedermi! Inoltre, noi ragazze abbiamo delle cose assolutamente essenziali nelle nostre borse. Posso solo provare a dimenticare la mia disavventura e concentrarmi sul mio primo giorno di lavoro! Respira, Juanita. Respira! Mi sistemo i capelli mentre do un'occhiata in giro. La mia gola è secca a causa dello stress! Un sorso mi farà bene. Mi passano davanti tante persone ad una velocità impressionante. Sono tutti di fretta o molto occupati! Immagino che questo Signor Diaz non rompa le regole. Persa nei miei pensieri, la tazza manca la mia bocca e faccio cadere del liquido sul pavimento immacolato! Accidenti! Che stupida! Quando arriva la segretaria, lei mi guarda con un'aria divertita anche se io sono completamente agitata, non sapendo cosa fare per rimediare.
«Dia a me. Non si preoccupi, pulirò in modo che nessuno lo noti.»
O è molto gentile, o prova pena per me...preferisco la prima opzione. Non ho un buon presentimento per questa giornata! Prende la mia tazza e mi fa segno di seguirla. Camminiamo per un lungo corridoio, superando alcune sale per riunioni. Vedo persone entrare ed uscire. Non ho mai visto uffici così lussuosi. Attraverso i muri vetrati, le stanze sembrano immense! Posso vedere la città tramite le finestre.
«Quante persone lavorano qui?!»
Le parole scappano dalla mia bocca, e la segretaria mi guarda con uno sguardo divertito nei suoi occhi. Non sembra essere abituata a vedere gente come me.
«Impressionante, vero?»annuisco«Impresa Blair è una delle più grandi aziende della città. Abbiamo più di 2000 dipendenti i questo edificio. Ma abbiamo anche filiali a Tokyo e Parigi, ognuna con circa lo stesso numero di dipendenti.»sono completamente stupefatta da questi numeri, mi sento come una piccola formica in un formicaio immenso...la segretaria mi invita a prendere l'ascensore. Penso di non aver mai visto un ascensore così spazioso. Senza esagerare, è quasi grande quanto il mio salone! Le pareti sono di un acciaio brillante. Al pavimento, una moquette color grigio scuro. La cosa incredibile è che profuma bene. Ogni minimo dettaglio è stato studiato per avvicinarsi alla perfezione! Di fronte alla mia aria stupefatta, la segretaria mi parla con dolcezza«Sei nuova in città?»
«Sì! Mi sono trasferita da poche settimane. Sono molto fortunata ad aver trovato un lavoro così in fretta!»
«Vedrai, è una città molto attiva!»preme rapidamente i bottoni del pannello di controllo. Si parte«Il suo ufficio è al 42esimo piano.»grazie al cielo non bisogna salire le scale! Beh, però mi motiverebbe a restare in forma. Le porte si aprono su un grande spazio di moquette«Mi segua...»usciamo dall'ascensore e la segretaria si ferma per aspettarmi«Eccoci allo spazio aperto. Il Signor Diaz vi mostrerà la vostra scrivania. Seguitemi.»l'atmosfera è studiosa. La grande stanza è luminosa. Lo spazio è separato in vari box ben allineati. Arriviamo fino ad un'altra grande sala luminosa dove sento delle persone discutere«Ecco la stanza del personale. Può venire qui per rilassarsi e pranzare sui tavoli messi a disposizione.»annuisco e torniamo sui nostri passi«L'ufficio del Signor Diaz, il vostro manager, si trova dall'altro lato dello spazio aperto. Vado ad informalo del vostro arrivo.»osservo le persone che sono troppo occupate dal loro lavoro per notare la mia presenza. Il mio cuore inizia a battere più forte. Ok, adesso incontrerò il mio superiore. Dentro di me, spero che sia un ragazzo dinamico con cui potermi appassionare al lavoro! La segretaria avanza con sicurezza verso l'ufficio e saluta alcune delle persone vicine. Vedo aprirle la porta, lasciandola aperta dopo esser entrata. Torna verso di me, elegante come sempre, e sorride«Ecco a lei, signorina! Arriverà a momenti. Buona giornata!»
Un ragazzo, che emana molta sicurezza, cammina nella mia direzione. Alcune persone lo salutano, lo vedo perfino fermarsi per un secondo a firmare qualcosa.
«Benvenuta alla Impresa Blair, signorina.»
Mi stringe la mano. La sua stretta di mano è energica. Il suo sguardo...intenso. Sento come una scarica elettrica.
Mio dio, è bellissimo!
I suoi occhi azzurri mi fissano intensamente ed i riflessi dorati dei suoi capelli illuminano il suo sguardo. Mentre gli stringo la mano, noto un anello d'acciaio con un sigillo nella mano destra.
«Salve...io...sono Juanita Delgado.»
Cacchio! Faccio fatica a dire tre parole di fila! Devo sembrare un'idiota!
«Felice di conoscerla, signorina Delgado. Il mio nome è Sean Diaz.»non me l'aspettavo! Sono completamente sorpresa. Sto avendo troppe emozioni in troppo poco tempo! Non so che fare con le mie mani. Non dovrei incrociarle, quindi le lascio solo davanti a me mentre mi tengo le mani. Tutto ciò che posso fare è annuire, il che dovrebbe tecnicamente significare: "Incantata"«Vi trovate bene qui?»
Non ho idea di come spiegare il mio ritardo a causa del traffico ed il furto della mia borsa...
«Sì! Nessun problema!»
«Avete visitato il posto?»
«Sì, ma rapidamente.»
«Molto bene. Mi segua, signorina Delgado.»il signor Diaz mi fa attraversare la stanza. Ha un passo confidente ed una postura che richiede rispetto. Nessun dubbio, la marca che porta con eleganza è lì per un motivo. Ma è evidente che un corpo forte ed atletico si nasconde sotto quel vestito...si ferma davanti ad un piccolo box e mi fa segno di entrare. Evito di protestare e lo assecondo. Noto che ci sono due scrivanie, di cui una particolarmente in disordine. Ma non c'è nessuno...«Ecco la sua scrivania. Potete appoggiare qui i vostri...»
Mi guarda, confuso.
«Non avete portato nulla per il vostro primo giorno?»
Eccoci finalmente!
«Sì, ma...mi hanno rubato la borsa poco fa prima di arrivare...»
Detesto passare per una vittima, ma non voglio neanche passare come un'impiegata poco coscienziosa nel mio primo giorno...
«State bene?! Non siete ferita, vero?»
«No, mi ha solo spinta, non mi sono rotta niente!»
Sembra rassicurato.
«Sono davvero desolato per quello che è successo...se fossi stato lì, avrei costretto quell'individuo disonesto a scusarsi...glielo posso assicurare.»
Ciò mi fa arrossire, perché penso che chiunque attacchi una persona in compagnia del Signor Diaz se la passerebbe davvero male. Le sue spalle devono essere il doppio delle mie, e le sue mani sono grandi e potenti.
Continuo a guardare le sue mani...o il modo in cui i suoi occhi sono luminosi...e la sua bocca...mio dio, la sua bocca...ok! Forse dovrei smetterla di descrivere il mio manager?
«Desidera che chiami la segreteria affinché si occupi delle sue carte?»
«Sarebbe molto carino da parte sua!»
«Consideralo fatto. Devo lasciarla, mi aspettano per un meeting. Il vostro collega sarà qui tra non molto con il vostro materiale.»
Sono impaziente di conoscere il mio collega...
«D'accordo. Grazie.»
Il signor Diaz si volta per darmi le spalle, poi si volta di nuovo leggermente verso di me.
«Tornerò a vederla in mattinata.»
Con piacere...
Mi sento un po' intorpidita. Questo primo incontro con il mio boss mi ha lasciata una strana impressione...tutto sembra così perfetto in quest'azienda, dall'edificio alla segreteria, passando per il manager. Mi domando sui metodi di reclutamento...devono aver sbagliato con me! Mi viene da ridere mentre osservo il mio spazio di lavoro. Lo spazio è piccolo, ma ho posto sufficiente per trovarmi bene. Le persone nei box vicini sono molto concentrati nel loro lavoro. Sfodero il mio sorriso migliore a coloro che guardano nella mia direzione. Ottengo qualche sorriso in ritorno. Alla fine della stanza, un'enorme finestra dà sugli edifici della città. Questo rende lo spazio luminoso ed accogliente, malgrado il gran numero di uffici. I box sono separati da piccole divisioni. Il mio contiene due scrivanie, ma altri ne contengono fino a quattro. La scrivania difronte alla mia è in uno stato catastrofico. Fogli ovunque, una scatola piena di roba, pile di libri, foglietti scarabocchiati...riesco anche a vedere una tavoletta grafica ed un casco da motociclista su un lato della scrivania. Non riesco a credere a quanta roba possa contenere quella scrivania! Non vedo l'ora di conoscere il collega col quale passerò la maggior parte del mio tempo! Ma, a quanto pare, non è un maniaco dell'igiene...i minuti passano e non so che fare...decido di controllare un po' i libretti sulla mia scrivania. Alla prima pagina: "Benvenuto all'Impresa Blair. Se vuoi migliorare il mondo, sei venuto nel posto giusto". Addirittura...qualche carta introduce l'Impresa Blair e le sue attività. L'azienda lavora principalmente su nuove tecnologie, ma anche su energie rinnovabili. Funziona anche da "investitore informale" in quanto aiuta lo sviluppo di start-up innovative. L'azienda è anche l'origine di eventi molto importanti nella città ed in varie capitali del mondo. Come se non bastasse, opera anche nei paesi sottosviluppati per portare le sue conoscenze in materia di approvvigionamento d'acqua. E tutto ciò in appena qualche anno...impressionante...in realtà, il mio servizio è solo una piccola goccia in questo immenso impero! E dire che ci lavorano migliaia di persone in quest'azienda! Mi domando se lavorare qui abbia un vero impatto da qualche parte...mi gira la testa...! Sulle pagine seguenti, dei designer rappresentano numeri enormi. Decine di miliardi di dollari! Non riesco nemmeno a comprendere quanto sia significativo. Ho l'impressione di appartenere ad un altro universo. Un piccolo universo...tuttavia, ho deciso di trovare il mio posto qui dentro! All'improvviso, un ragazzo entra nella stanza. Posa un raccoglitore sulla scrivania. Credo sia il mio collega. Alto ed atletico. Porta un vestito casual, per quanto sia possibile qui, ed i suoi capelli castani sono spettinati! Sorridente, si avvicina per stringermi la mano.
«Ciao! Tu devi essere la nuova! Sono Ronnie Thomas!»
«Ciao! Felice di conoscerti! Sono Juanita!»
«Dovrai sopportarmi; sono quel tipo di collega!»Ronnie ha un'espressione franca e degli occhi castani sorridenti. Passa una mano ai suoi capelli e guarda la sua scrivania«Chiedo scusa per la scrivania, so quant'è disordinata, ma mi aiuta a riflettere!»
«Ho un grande problema con le cose in disordine!»
«Capisco...saremo come...fuoco ed acqua...o come...sale e pepe. O come...sì! Hai ragione! Vedi, Juanita, sono un tipo creativo. Il tipo di persona a cui piacciono le sfide! Opuscoli, depliant o un manifesto? Ronnie, il re della tavoletta grafica, è qui per soddisfare! Non esitare!»almeno sono sicura che le mie giornate di lavoro non saranno noiose con Ronnie in giro! Ricordo di un lavoro estivo nel quale ho lavorato per una tipografia. Il peggiore che abbia mai avuto...al tempo, il mio collega era letteralmente deprimente. A malapena salutava la mattina. Ero completamente poco ispirata! Con Ronnie sarà tutta un'altra storia...è la cosa più semplice con la quale ho avuto a che fare questa mattina. Devo dire che mi rassicura e mi rende confidente! Le persone qui sembrano così serie e dirette che temevo di non poter trovare qualcuno come lui. Non è che sia particolarmente impressionata, ma da dove vengo io le persone sono molto più semplici e non hanno particolare attenzione ai dettagli. Come se sapesse cosa stia pensando, mi guarda e sorride«Bene, ho qualcosa per te!»Ronnie mette un laptop sulla mia scrivania«Dì ciao al tuo nuovo miglior amico! È un pezzo vecchio di uno dei nostri superiori...»Ronnie mi mostra un sorriso. Sistema tutto ed avvia il computer. Gli lascio fare il suo lavoro e lui mi fa segno di venire a vedere«Ecco qua! Dovrai cambiare la tua password. Ho inserito "12345", puoi sicuramente trovarne una migliore!»
«Sicuro»
Non ne sono sicura, considerando che la maggior parte delle mie password sono solo il nome del mio gatto seguito da "123"...
«Ti avverto, non è nulla di speciale, ma se lo tratterai bene saprà ripagarti!»
«Nessun problema, mi piace tutto ciò che concerne l'informatica. Io ed il mio laptop saremo amici.»
«Che cosa carina...»
Pretendo di accarezzare il laptop con amore, facendo ridere Ronnie. È vero, mi piacciono queste macchine. Ho sempre avuto voglia di capire come funzionano. In ogni caso, posso dire che questo computer è vecchio...avrei il tempo di salire tutti e 42 piani, su un piede solo, prima ancora che quest'affare finisca di caricare...
Non cominciare a lamentarti, Juanita!
Un giorno imparerò ad essere paziente, sarò come un monaco...sì, un giorno. Ronnie si siede alla sua sedia e si avvicina a me.
«Sei fortunata, hai trovato la persona migliore per spiegarti come funziona questo casino!»
«Cosa intendi dire?»
«Sei all'Impresa Blair. Ci sono regole per praticamente qualsiasi cosa. Avrai bisogno di una guida per questa giungla...»
«D'accordo. Allora, Crocodile Dundee, dimmi tutto.»
Sento che c'è molto da conoscere sulle procedure di quest'azienda. Devo prendere nota...
«Vuoi scendere per una pausa?»
«Sì, con piacere!»ho l'opportunità di muovermi un po' nella stanza del personale. Stare seduta tutto il giorno davanti al computer mi fa venire il mal di testa. Faccio qualche movimento per rilassarmi. Ronnie mi guarda, divertito«Cosa...?»
«Tutto bene, signorina Delgado?»
«Ehm, sì!»
Per poco non saltavo e perdevo l'equilibrio. Ronnie ride di me.
«Ronnie, spero tu ti sia occupato della signorina Delgado!»
Fregato! Questo ti insegnerà a ridere di me!
«Ehm...sì, certo, Sean! È quasi pronta per iniziare!»
Per una ragione a me ignota, sono toccata dal fatto che il signor Diaz si preoccupi per me. Che stupida, è normale, è il mio manager...questa volta sono io a guardare Ronnie con un sorriso.
«Che ne direbbe di unirsi a noi questa sera per presentarle i membri del team, in maniera meno convenzionale?»
«Perché no!»
«Molto bene.»
«Figo! Inviterò anche Shirley.»
Il telefono di Sean squilla.
«Scusatemi, devo rispondere. A stasera.»
Per qualche ragione, mi sento eccitata all'idea di passare la serata col mio bel manager...lo osservo lasciare la stanza con eleganza. Il suo passo è naturalmente sexy. I miei occhi cascano su Ronnie, pronto a dire altre cose senza senso.
«Gli piaci...»
Cosa?!
Ho l'impressione di diventare rossa come un pomodoro.
«Ma di che stai parlando?!»
«Niente, ti sto solo prendendo in giro, Juanita. Rilassati.»
Pretendo di essere offesa e cammino verso il mio ufficio. Mangio velocemente un sandwich e mi preparo al mio lavoro. Mi dico che più presto terminerò questo, e prima potrò cominciare a fare cose più interessanti.
«Signorina Delgado, il Signor Diaz mi ha chiesto di occuparmi delle vostre carte.»
«Sì! Ma è troppo lavoro per te, posso farlo io!»
«No, non si preoccupi! Volevo solo avvisarla che ho fatto qualche chiamata e che è tutto apposto.»
«Grazie mille! Davvero!»
«Nessun problema. Non mi sono ancora presentata questa mattina...mi chiamo Shirley, Shirley Hammond.»
«Felice di conoscerti, Shirley! Grazie ancora per esserti occupata di tutto questo!»
«Di nulla. Quando Sean mi ha spiegato la situazione, ero scioccata...i ladri sono un problema in questa città...»
«Ti...è capitato in passato?»
«No, ma è successo ad una delle mie amiche.»in un certo senso, sono felice di non esser la sola ad aver avuto questa sfortuna«A parte questo, va tutto bene?!»
«Sì, Ronnie mi ha spiegato tutto!»
«Ehi, Shirley! Sean ci ha invitati a Cosparso, stasera. Vuoi venire?»
«Non sono sicura, ho molto lavoro da concludere e mi sento un po' stanca.»
«Andiamo! È per dare il benvenuto nell'azienda a Juanita!»
«In questo caso, verrò! Ora devo andare, non ho ancora mangiato nulla!»
«Conosci Shirley da molto?»
«Certo! È una brava ragazza. Un po' troppo ad esser sinceri. Trovo che alcuni se ne approfittino.»
«È sempre un problema quando si è troppo gentili...più dai alle persone, e più chiedono.»
«Sembra...che tu stia parlando per esperienza personale!»
«Sì, un po'. Detesto i conflitti, quindi spesso ho la tendenza a tenere tutto per me.»
Mentre installo qualche programma sul computer, noto un file chiamato "Sylvia_Privato". Senza dubbio, la persona che ha lavorato con questo computer deve aver dimenticato di cancellare dei documenti privati prima di darlo via...considerando il nome del file, sembra lo abbia fatto apposta! La mia curiosità è messa alla prova...una vocina diabolica mi dice di aprire la cartella...dopotutto, questa persona avrebbe dovuta essere più prudente, no? Mentre muovo il mouse verso la cartella, qualcuno mi chiama.
«Come va con i programmi?»
«Bene...!»giusto qualche altro programma da installare ed il mio primo giorno terminerà...! All'improvviso, il mio telefono squilla. Vado nella stanza del personale per rispondere«Pronto?»
«Salve...Signorina Delgado?»
«Sì, sono io.»
«Abbiamo registrato la vostra domanda di rinnovo delle carte. Invieremo domani la vostra carta.»
«Grazie!»
«Prego. Buona giornata, Signorina Delgado.»
Riattacco mentre torno al mio ufficio. Finalmente, qualche buona notizia! Ho appena colpito qualcuno!
«Ehi! Guarda dove metti i piedi!»
«Mi dispiace!»
La ragazza torna a camminare come se non fossi mai esistita. Dietro di lei, l'odore del suo profumo. Non so chi sia, ma non è molto gentile! Stiamo arrivando alla fine della giornata. Tutti se ne sono già andati. Sono sola con Ronnie nello spazio aperto.
«Ci vediamo al Cosparso?»
«Sì!»
Anche se non ho idea di dove sia, sono nuova in città.
«Sai dov'è?»
«No, ma userò il GPS sul mio telefono, non preoccuparti!»
«Va bene, ci vediamo dopo allora!»
Ronnie sistema un poco la sua scrivania e sparisce. Sono sola. Devo ancora inserire qualche informazione negli strumenti dell'azienda prima di andare. La mia scrivania è già ricoperta di post-it! Un'azienda così grande possiede anche un gran numero di programmi da utilizzare...
Ok, sto esagerando un po'.
Lotto con i miei dati identificativi per configurare l'intranet, quando sento una presenza dietro di me.
«Ancora qui, Signorina Delgado?»
Non mi aspettavo che lui fosse ancora qui! La penombra gli dona un aspetto inquietante, e ciò lo rende ancora più misteriosamente sexy! Non l'avevo notato finora...mi domando da quanto mi stesse osservando...mi fissa intensamente, mentre la luminosità della sua capigliatura gioca con le luci della città.
«Sì, sì...! Ho quasi finito!»
«Sto andando al Cosparso. Venga con me.»non penso di avere scelta. Salvo e chiudo il computer. Supero lo spazio aperto, seguendo il Signor Diaz. Entriamo nell'ascensore. Mi sento nervosa all'improvviso...trovarmi a quest'ora in ufficio, sola con lui, in uno spazio chiuso. Inizio a pensare a scenari del tutto inappropriati...sono sicura di essere diventata rossa come un pomodoro«Si sente bene? Sembra bruciare.»
«Non è niente! Solo che...fa molto caldo in quest'ascensore, non trova?!»
Certo...
Mi guarda senza dire una parola e si avvicina lentamente a me. Il battito del mio cuore non smette di accelerare.
Cosa?! Che vuole fare?!
«Mi scusi, devo premere il bottone per il piano terra.»
«Certo...mi...scusi...»
Mi allontano distrattamente dai bottoni...l'atmosfera che regna nell'ascensore è abbastanza strana. Il mio sguardo passa nervosamente dalle mie scarpe alla porta e dalla porta alle mie scarpe. Il Signor Diaz è occupato col suo smartphone, non presta attenzione al mio comportamento. Una volta fuori, sento come se potessi finalmente riprendere il respiro. Mi preoccupo un po' su come mi comporterò nella sua auto...immagino già che tipo di automobile possegga il Signor Diaz. Un'auto dalle curve feline, come lui. Un interno in pelle, finestrini tinti, una carrozzeria rossa...una Porsche, o forse un'Audi R8...
«Andiamo a piedi, è vicino. Mi segua.»ok...dovrei smetterla di guardare troppi film...questa non sarà la notte nella quale verrò scarrozzata su un auto di lusso! Il Signor Diaz è al telefono mentre ci muoviamo verso il Cosparso. Mi chiedo cosa mi stia succedendo. Non sono più me stessa quando sono con lui. È come trovarsi sommersa da incontrollabili emozioni...«Ok...digli di chiamarmi domani...non possiamo perdere quest'affare! Ascoltami...digli..»
Anche a quest'ora e fuori dall'ufficio, continua a lavorare. L'aria serale mi fa bene. È tutto così calmo a quest'ora. Niente folle, niente schiamazzi, niente clacson...Shirley è già lì quando arriviamo al parcheggio del Cosparso. Indossa un vestito magnifico. È sempre impeccabile...
«Ehi!»il Signor Diaz non sembra darle particolare attenzione. Le fa un saluto con la mano mentre conclude la sua conversazione al telefono. Shirley non sembra importarsene. Mi fa segno di avvicinarmi a lei«Entriamo? Ronnie è già dentro.»
Ci fermiamo difronte a due buttafuori. Il primo mi guarda male.
«Tu. Non puoi entrare così. Indietro.»
Cosa?!
«Ma...sono appena uscita dal lavoro! Non ho avuto modo di cambiarmi!»
Ed il mio vestito non è nemmeno brutto! Chi è quest'idiota?!
«Non è un mio problema. Bisogna seguire un certo codice d'abbigliamento.»
Mi risponde con tono piatto senza nemmeno guardarmi.
Aspetta e vedrai...
Lo fisso con tutto l'odio che posso concentrare nel mio sguardo. Ma non si smuove. Inizio a percepire la collera salire dentro di me, quando sento una voce familiare dietro di me.
«Loro sono con me.»
Il secondo buttafuori guarda il primo come se conoscesse la situazione. Entriamo nella discoteca e devo ammettere di aver fissato il primo buttafuori con soddisfazione. Sean è rimasto fuori per concludere la sua conversazione. Mi domando se sia sempre così occupato. La discoteca è piena. Io e Shirley siamo snelle, ma facciamo fatica a trovare una breccia nella folla. Shirley mi conduce al nostro tavolo. Ronnie sorride alle cameriere, ed il ragazzo accanto a lui mi fissa per un breve periodo. Poi i suoi occhi si posano con nonchalance sulla folla. Chissà chi è...non l'ho visto a lavoro.
«Vieni a ballare?»
Lo sguardo di Shirley sembra implorarmi.
«Non ora. Forse dopo!»
Per il momento vorrei riposarmi!
«Ok!»
Shirley dà la sua borsa a Ronnie e si dirige alla pista da ballo. Mi piacerebbe avere così tanta energia dopo una giornata di lavoro! Mi siedo vicino a Ronnie e lui sorride. L'altro ragazzo non sorride e non dice una parola.
«Allora? Ti piace la musica?»
«Sì, è carina!»
«Bella l'atmosfera qui, vero?»
«Sì, non è male!»
«Non vuoi ballare?»
«No, mi sento stanca. È stata una lunga giornata!»
«Piccolina!»
Mi fa cenno di guardare dietro di me. Shirley mi guarda di nuovo, con la stessa faccia di prima.
«Va bene, va bene!»
Mi alzo e mi allontano dai ragazzi per unirmi a Shirley. Ovviamente, lei ama ballare. Se voglio esserle amica, devo fare un piccolo sforzo! Ci muoviamo verso uno spazio abbastanza grande da permettermi almeno di muovere le braccia. Le donne attorno a me sono tutte giovani e belle. Mi sento un po' fuori posto...ho l'impressione che tutto si muova velocemente in questa città. Questa mattina neanche conoscevo queste persone, ed adesso sono fuori con loro. Riesco a sentire Shirley a malapena, quindi dobbiamo alzare la voce e gesticolare per capirci. Andare nei nightclub per conoscere gente non è proprio un'ottima idea...
«Che ne pensi di questo posto?»
«Sì, è davvero carino!»
«Ti piace ballare?»
«Lo adoro!»
Shirley sorride.
«È uno dei nightclub più in voga in città in questo momento!»
Le credo, questo posto è pieno.
«Vieni qui spesso?»
«Sì! È un po' il nostro ritrovo...il vantaggio è che si trova vicino.»
Inizio a sentirmi stanca. Faccio un gesto a Shirley, in modo che capisca che vado a sedermi. Fatico ad oltrepassare la folla. Quando arrivo al tavolo, mi siedo vicino a Ronnie. Mi guarda con uno sguardo beffardo.
«Già stanca?»
«E tu?»
All'improvviso, sento la sua presenza, quasi istintivamente. Mi volto. Sean viene verso di noi. Supera la folla con eleganza e determinazione. L'opposto di me...si siede proprio davanti a me e sembra guardare solo me. Il mio calore corporeo aumenta ed il mio battito cardiaco accelera. Devo trovare la calma! Cosa mi succede?! Sfodero il mio miglior sorriso. Mi piacerebbe capire perché sono così felice di vederlo! La cameriera si avvicina a lui e gli sussurra qualcosa nell'orecchio che lo fa esplodere in una risata. Adoro la sua espressione quando sorride. È così irresistibile...non mi dispiacerebbe stare a fissarlo per ore...devo darmi un contegno! Basta, Juanita! Ronnie controlla il suo telefono mentre Sean mi guarda. Mi sento sola e non so cosa fare o dire difronte al mio manager...la situazione potrebbe peggiorare solo se Ronnie lasciasse il tavolo. Non sarei per niente a mio agio...Ronnie ci dice che deve prendere una chiamata e lasciare il tavolo.
Dovrei stare zitta...!
Da sola davanti a Sean, gioco con i miei capelli, arricciandoli attorno al mio dito. Il susseguirsi non mi abbandona. Se la smettesse di guardarmi in quel modo, mi sentirei molto meglio! E non è che non ci siano donne bellissime, giovani e provocanti che lo adocchiano costantemente. Mi piacerebbe sapere cosa gli passa per la testa in questo momento...provo a guardarmi attorno per spingerlo a fare lo stesso, ma non funziona...oltre ad essere possente, possiede un buon senso del ritmo...mi fa segno di andare a ballare. Decido di andare a ballare con lui per un po'. Dopo qualche minuto, mi sento più a mio agio e dimentico di star ballando col mio manager. Il mio bellissimo manager...scaccio quel pensiero! È il mio manager, non è né bello né sexy! È solo il mio manager! Mentre provo a convincermi che Sean non è così irresistibile, lui si avvicina a me. Si avvicina fin troppo, ed il mio battito cardiaco accelera quando è vicino a me. Improvvisamente, afferra la mia mano e mi fa girare. Perdo l'equilibrio e mi ritrovo incollata al suo torso! Mi solleva e ride. Dovrei respingerlo, ma lo lascio fare...ed in quel momento, lo sento parlarmi all'orecchio.
«Sei deliziosa...»
Cosa?! Devo aver sentito male, non può averlo detto!
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Anche se è Amore non si vede
RomanceLa storia d'amore di Juanita Delgado inizia il primo giorno all'Impresa Blair, fondata dal misterioso ed elusivo Bernard Blair. Il carico di lavoro di Juanita è enorme, così come sono tante le facce che incontra, ma riesce a districarsi grazie ad al...
