Un folletto innamorato.

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"Fata Lina, devo parlarti!" No, non va bene. Sembra che le devo dare una brutta notizia e invece devo dirle una cosa bella; spero che sia bella anche per lei.

"Ciao Fata Lina, posso parlarti un attimo? Devo dirti una cosa importante."

Sì, così va molto meglio. Quindi ecco cosa farò: andrò al chiosco, aspetterò che venga lì, poi appena siamo soli glielo dico. Oh, andrà malissimo perché ci saranno i soliti Lupo Lucio e Strega Varana che ne combineranno una delle loro e noi perderemo la nostra occasione. No! Per oggi gli altri dovranno aspettare. Non posso più tenermelo dentro. Oggi dirò a Fata Lina che sono innamorato di lei!

Eccola! È già arrivata. È così bella, forte, coraggiosa...e io sono solo un semplice folletto bibitiere.

Come potrebbe mai amare uno come me?

«Ciao Fata Lina!» lei sobbalza spaventata: era assorta nei suoi pensieri. «Oh, Ciao Milo.» sospira lei. «Fatina, che succede? Come mai così triste?» le chiedo.

«Non sono triste. È solo che oggi vorrei confessare una cosa importante a una persona altrettanto importante, ma non so come fare.» mi dice, guardandomi intensamente negli occhi.

In quel momento so, capisco, che sono io quella persona, che lei mi ama come io amo lei. Quindi mi avvicino a lei, guardandola negli occhi e le prendo delicatamente quelle mani che fanno magie fatate: «Fata Lina, io...devo dirti una cosa.» esito.

«Dimmi Milo. Puoi dirmi tutto. Lo sai che siamo a...»

«No! Non dire quella parola: "amici". Io non voglio essere tuo amico, non solo. Io ti a...»

In quel momento succedono molte cose comtemporaneamente.

Alle spalle di Fata Lina, dal bosco, vedo comparire Mago Mandrago, inferocito come una belva, che sta per attaccare alle spalle Fata Lina con chi sa quale maledizione. Alle spalle del Mago vedo Strega Varana che sta cercando di colpirlo. Spingo via la donna che amo e sento come se mille coltelli mi trafiggessero contemporaneamente, un dolore fortissimo che mi fa cadere in ginocchio.

Ma la cosa che mi fa più male è l'urlo disperato di Fata Lina e per un momento penso di non essere riuscito a salvarla. Ma mi ricredo subito: lei è salva e la Strega sta combattendo contro il Mago.

«Milo! No, no, no, no» sta piangendo, intanto mi fa stendere e poggiare la testa sulle sue gambe.

«Fatina, che fai, piangi?» cerco di raggiungere il suo viso con la mano, ma non ci riesco, sono così stanco...

«Perché l'hai fatto, stupido che non sei altro? Lo sai che ho una protezione magica! Sei un incosciente!» mi dice, e intanto posa le mani sul mio petto.

Chiudo gli occhi e sospiro per quel contatto e intanto sento calore sprigionarsi dalle mani della Fata fino a tutto il mio corpo, poi il buio cala su di me.

È il rumore di una cascata a svegliarmi. Apro gli occhi. La prima cosa che vedo è il soffitto roccioso di una caverna. Cascata, caverna. Oh. Sono a casa di Fata Lina. E infatti eccola, seduta al mio capezzale, con la testa posata sul letto, si dev'essere addormentata.

Deve percepire che sono sveglio, perché alza la testa di scatto e mi guarda. In una frazione di secondo mi salta addosso e comincia a prendermi a pugni.

«Tu. Stupido. Folletto. Che. Non. Sei. Altro! Come hai osato prendere quella maledizione al mio posto?!»

«Ahi, Fata Lina! Ma sei impazzita?» mi sta picchiando!

«Stavo davvero impazzendo! Sei quasi morto! Sono giorni che non apri gli occhi! Pensavo che non ti saresti svegliato mai più! Ma perché l'hai fatto?» riesco a bloccarle i polsi prima che mi dia un'altra scarica di pugni e lei si accascia sul mio petto e scoppia in lacrime. Continuo a tenerla stretta a me mentre mi metto seduto.

«Scusa, non volevo farti preoccupare, ma non potevo permettere che quella maledizione ti colpisse. A proposito: che fine ha fatto Mago Mandrago?» Lei, ancora contro il mio petto, mi dice, un po' singhiozzando, che Strega Varana è riuscita a imprigionarlo e poi con l'aiuto di Orco Manno e Orchidea l'hanno portato al castello da Re Giglio e Regina Odessa. Alla fine del racconto mi chiede: «Adesso mi dici perché mi hai fatto quasi morire di paura?»

La guardo e deglutisco: è il momento.

«Fata Lina, io sono innamorato di te. Volevo dirtelo anche quel giorno, ma tu sai cos'è successo. Ti amo. Avrei voluto dirtelo tantissime volte. Avrei dovuto dirtelo. Ma ero troppo fifone per farlo. E stavo per perdere per sempre la possibilità di confessarti quello che provo. Ecco perché non posso essere solo tuo amico.» le dico.

«Oh, Milo. Tu per me non sei mai stato solo un amico. Già dalla prima volta che ti vidi, così spaventato, ma allo stesso tempo pronto per una nuova avventura, sapevo che saresti stato speciale per me. Ti amo anche io. E avrei dovuto dirtelo prima anche io.»

Ci guardiamo negli occhi per un istante che pare infinito e poi piano avvicino il viso a lei e delicatamente la bacio sulle labbra. Quando ci stacchiamo, sorridiamo, certi che la vera avventura stia iniziando adesso.

Il giorno dopo Fata Lina decide che mi sono rimesso abbastanza in sesto per andare al Chiosco.

Quando arriviamo, mano nella mano, lo troviamo già aperto con Balia Bea al bancone. Appena ci vede, ci corre incontro. «Milo! Fata Lina! Milo come stai? Finalmente ti sei svegliato!»

«Ciao Balia Bea! Mi sento molto meglio, grazie alle cure di Fata Lina.» le dico.

«Milo, Milo, caro folletto, che spavento che hai fatto prendere a tutti quanti! Prendersi in pieno una maledizione oscura! Mai visto nessuno così incosciente!» e così la buona balia continua a borbottare e fa per andarsene, quando vede le dita di Fata Lina intrecciate alle mie.

«Oh, ma voi due! Finalmente! Non pensavo di vedere mai questo giorno. Che balia sciocca, ecco che mi commuovo.» dice la balia.

«Finalmente? Balia Bea, ma che dici?» chiede Fata Lina porgendole un fazzoletto.

«Suvvia Fatina, non essere ingenua. Qui al Fantabosco sanno tutti che vi amate. Solo voi due non ve n'eravate mai accorti! Non vedo l'ora di dirlo alla mia cocchina! Ciao Milo! Ciao Fata Lina!» detto questo se ne ritorna al castello.

Rimaniamo soli al Chiosco e ci sorridiamo. Da quando mi sono svegliato non facciamo che sorridere. Mi sento così felice. Finalmente sono riuscito a dichiararmi alla mia Fata.

«Oh, Milo! Quanto siamo stati sciocchi. Quanto tempo abbiamo sprecato a causa della nostra paura. Ma non pensiamoci più: adesso siamo insieme!» e mi dà un dolce bacio. Non potrei mai abituarmi a tutto questo. Sento che le mie orecchie follette diventano rosse per l'emozione.

«Ma... Fata Lina, adesso che succede?» le chiedo.

Lei sorride e mi dice: «Adesso, mio amato folletto, non cambierà nulla. Saremo sempre noi, il folletto bibitiere e la fata pasticciona, che risolveranno i problemi dei loro amici fiabeschi come sempre, ma con la consapevolezza reale di essere un "noi", una squadra, una coppia!»

Non ho neanche il tempo di dire nulla che sento la voce lamentosa di Lupo Lucio che mi cerca.

E allora capisco che Fata Lina ha ragione: da adesso non cambia nulla, ma allo stesso tempo cambia tutto.

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