Prologo♡

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Avete mai pensato come sarebbe se un giorno, d'improvviso, non riusciste più a parlare?

Muta. Ecco come sono.
Quante cose vorrei dire alle persone, dio.
Vorrei urlare, dire che anche se non posso parlare ho dei sentimenti, che sono una persona tale e quale a tutte le persone presenti su questo fottuto mondo.
Ma non tutti la pensano così, c'è chi se ne approfitta.
La vittima perfetta: non parlo, non ho amici e nessuno mi vuole nè tanto meno parla il linguaggio dei segni.
Ma sapete una cosa?
Chi non parla mai inizia ad ascoltare ogni singola cosa, e così inizia a sapere cose che non si possono sapere, i cosiddetti segreti.
Ma questo lo so solo io.
Così, negli anni passati in solitudine, scrivevo. Il mio complice è un quadernetto nero, pieno di tutte quelle cose che nessuno vuol far sapere di sè.

Ma di certo non mi basta essere muta e senza amici, no? No, ovvio che no.
Ogni mattina è una tortura, dato che, come dicevo, sono la vittima perfetta.
Tre ragazzi: Seth, Will e Scott. Loro, loro sono la mia rovina.
Ogni giorno qualcosa di nuovo, un nuovo modo per ferire i miei sentimenti.
Tutto questo va avanti da tre anni.
Tre anni dove tutta la James High School vede ma nessuno parla, come se fossero muti, ed è quasi divertente la cosa. Tanti si inventano storie sul perchè mi diano fastidio: alcuni dicono che ho scopato con tutti e tre facendoli litigare, e una volta chiarito abbiano iniziato a darmi il tormento; altri dicono che io abbia chiamato la polizia ad una delle loro favolose mega-feste. La verità è che io sono ancora vergine e non sono mai andata ad una festa, dato che non ho mai avuto amici con cui andarci.
La verità, è che nemmeno io so perchè lo facciano.

La campanella mi distrae dai miei pensieri e raccolgo lo zaino da terra mettendoci dentro tutte le mie cose per poi uscire dall'aula.
Cammino a testa bassa e sembro essere invisibile per le altre persone, ma ormai non ci faccio più neanche caso, è così dalle medie.
Ma questo vale per tutti tranne per loro, proprio quelle persone che stanno venendo verso di me. Provo a camminare più velocemente e noto che ci sono solo Will e Seth, Scott non c'è.
Dato che è ora di andare a casa cerco di uscire il più velocemente possibile dalla scuola e penso per un momento di avercela fatta, fin quando una mano mi copre gli occhi e mi sento trascinare non so dove.
Tendo le orecchie e provo ad ascoltare il più attentamente possibile ma non sento nessun rumore che possa indicarmi dove sono.
Quando la mano si sposta dai miei occhi me li trovo tutti e tre davanti, c'è anche Scott. Sono sul retro della scuola, con le spalle al muro.

«Allora, senza voce, com'è andata la tua giornata? Ah no, aspetta, non puoi dircelo!» ride in modo cattivo Scott seguito subito dagli altri due.
A volte vorrei poter non sentire, vorrei poter non ascoltarli mentre mi deridono di un qualcosa che non ho colpa.
«Io scommetto che riesce a parlare se glielo chiediamo in modo convincente» dice Will con un ghigno sul viso «mh, hai proprio ragione» sibila Seth mentre porta una mano sulla mia guancia facendomi rabbrividire.
Dio no, ti prego.
Ti prego ascolta le mie preghiere.
«Oddio, potrebbe urlare!» dice ridacchiando Scott «no aspetta, è muta!» starnazza come un'oca e sento le lacrime formarsi nei miei occhi «forza, parla!» urla Will mentre Seth fa scivolare la sua mano sul mio collo stringendo leggermente «parla» grida Scott mentre Seth stringe la presa. È la prima volta che si spingono così oltre in questi anni, di solito facevano sempre battutine cattive, ma mai avevano fatto una cosa del genere. Provo a parlare, strizzo gli occhi e apro la bocca, sperando di far uscire qualcosa per non rimanere soffocata, emetto un flebile suono disgustoso, senza significato.
Sono anni che ci provo, apro la bocca e mi sforzo ma tutto quello che esce sono solo questi schifosi suoni.
I tre si fermano all'improvviso.
Mi guardano sgranando gli occhi, nessuno mai mi aveva sentito fare questi suoni.
Seth lascia andare le dita dal mio collo, mi divincolo scoppiando a piangere e scappo via.

Mia madre come al solito non c'è a casa, sarà in ospedale a svolgere il suo turno pomeridiano. Fa l'infermiera e a casa c'è solo per poche ore al giorno dato che per mantenere me, lei e la casa deve fare un sacco di straordinari. Decido di mangiare velocemente e successivamente farmi una doccia.
Quando sono in bagno, davanti allo specchio, la prima cosa che noto sono i segni delle dita di Seth sul mio collo.
Una lacrima sfugge al mio controllo e decido di spogliarmi senza più guardarmi allo specchio. Quando entro sotto il getto dell'acqua chiudo gli occhi e inizio a piangere, silenziosamente, immagino di urlare, di gridare a pieni polmoni ma quando apro gli occhi, riflessa nello specchio, c'è solo una me con la bocca spalancata e gli occhi che chiedono pietà.

-Spazio autrice-
Questo era il prologo! In foto Seth, Scott e Will, come li immagino io. Ovviamente siete libere di immaginarli come più vi piace. Spero che a primo impatto la storia vi piaccia!
P.s.:perdonatemi gli eventuali errori di battitura che mi sono sfuggiti.

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