"Mamma ti prego! Non ho voglia di andare" trattengo le lacrime perché io non piango mai.
"Sasha dobbiamo andare! La stagione è cambiata e non hai abbastanza pantaloncini e costumi per andare al mare. Lo sai che tuo zio verrà a prenderti tra pochi giorni!" la voce di mia mamma è straziata, come se si potesse rompere da un momento all'altro.
Io sono appoggiata alla porta e non voglio alzarmi da qui, mai.
Comunque non mi sono presentata, sono Sasha Anderson, ho 14 anni e sono in sovrappeso. Questa è la frase che dico ad ogni riunione del circolo al quale mia mamma si ostina a portarmi, nonostante io le abbia detto migliaia di volte che è orribile. Ci troviamo due giorni alla settimana nel seminterrato di una chiesa fuori città (sembra quasi un'imitazione del "Cuore di Gesù" di Colpa delle Stelle) e ogni giorno parliamo del nostro problema e del perché abbiamo questo problema.
Mamma è appoggiata dall'altra parte della porta da quasi quarantacinque minuti ormai e sta provando a convincermi ad andare a fare shopping per andare al mare, ma io non ne ho intenzione. Ogni volta che entro in un negozio vorrei subito girarmi e scappare. Io sono enorme, anche se gli altri lo negano io so di essere sproporzionata. In qualunque posto io vada c'è sempre qualcuno pronto a guardarmi e a ridere. Mia mamma si è ostinata a volermi portare a fare shopping nei negozi normali perché probabilmente non vuole ammettere che le cose dei negozi in cui vanno a comprare tutti i comuni mortali mi stanno da schifo.
Ho gli esami quest'anno e credetemi che non desidererei nient'altro che andare al mare, se non fosse che la sola idea di mettermi il costume davanti a tutti gli altri mi fa venire un nodo allo stomaco.
Mi alzo perché so che tanto non potrò stare qui all'infinito. Apro la porta e mia mamma mi rivolge un sorriso quasi forzato, come a dire "Non lo ammetterò mai e lo sai"
Metto le scarpe ed esco.
Lo sai che non devi uscire, sei proprio masochista.
Stai zitta tu!
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In macchina.
"Allora dove andiamo?" chiedo con la voce che inizia a tremare per il nodo che mi si è formato in gola e con il sorriso più falso che potessi fare.
"Pensavo di andare nel negozio in fondo alla 20esima, quello in cui lavora la mamma di Andrew." esordisce mamma con la voce squillante di una dodicenne che va a vedere gli one direction.
Mi si gela il sangue. Andrew. Andrew Stone. Drew. No non posso.
"No!" rispondo di getto senza neanche avere il tempo per riflettere sulla scusa che avrei usato.
"Tesoro cosa succede?" chiede preoccupata.
E brava la nostra scema! E ora che le dici?!
Tu non hai il diritto di dire nulla. Non posso dirglielo, si preoccuperebbe troppo. Lo sanno tutti gli altri, ma lei non lo deve sapere. Io e mia madre siamo rimaste da sole quando mio padre se ne è andato con un'altra e da allora non l'ho più rivisto. E non voglio rivederlo.
Mamma non può avere una cosi grande delusione dall'unica persona della famiglia che le è rimasta.
"Ehm.." devo inventarmi qualcosa al più presto "Sai girano voci che ultimamente non arrivino più bei vestiti in quel negozio! Perché non andiamo in quello in centro vicino al cinema?" chiedo titubante. Non mi crederà mai.
"Va bene, andiamo dove vuoi. Ma comunque voglio andare a salutare Patty in negozio: è da troppo tempo che non ci vediamo!" il sangue si gela ancora e dalla mia bocca socchiusa non esce neanche una parola.
Andrew è un mio ex compagno di scuola delle medie che fino alla settimana scorsa mi ha tormentato con i suoi scherzi da bullo della scuola. La cosa peggiore è che visto che è stato bocciato, per tutta l'estate deve lavorare in negozio da sua mamma.
Non ce la faccio. Le lacrime vogliono scendere ma io non gli lascio oltrepassare la barriera che sono i miei occhi. Non me lo posso permettere.
Angolo autrice❤️
Spero davvero che il primo capitolo vi abbia incuriosito. A breve pubblicherò il secondo.
Baci. Sara😘
