L'odore dei libri di una volta

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L'odore dei libri di una volta

Era il 14 di aprile, una bellissima giornata di primavera, avete presente quelle giornate dove ti rendi conto che l'estate è vicina, il profumo dei fiori è nell'aria e il cielo prende quei colori così particolari che ti imbamboli a fissarlo?

Ecco era esattamente una di quelle giornate, ti avevo proposto un pranzo solo io e te nella vecchia casa in campagna di mio zio, una di quelle case in legno, su due piani, tutta bianca fuori e situata nel mezzo di una prateria. Volevo fare qualcosa di diverso, volevo stare lontano dei rumori della città, dalle solite chiacchere da bar, dai soliti in posti in centro, insomma volevo stare solo con te quel giorno.

Alle 10 ero già sotto casa tua, sei scesa da quelle scale bella come non lo sei mai stata, un vestito appena sopra le ginocchia, bianco, nulla di più semplice ma allo stesso tempo perfetto. I capelli un pò mossi, come se sapessero già del vento che avrebbero incontrato e poi, quel sorriso che uccide.

Il viaggio fù molto divertente, era quasi un'ora di strada, ma avrei voluto che fosse infinita. Ascoltammo un sacco di musica e parlammo dei tuoi gusti musicali, delle tue passioni e del tuo fratellino, della tua vacanza in Spagna e di quella volta che sei caduta da piccola, incredibile, sei sempre stata li, due banchi davanti al mio eppure non sapevo nulla di te, solo che provavo un sentimento infinito per quella ragazza che ogni mattina, entrando in classe, mi sorrideva.. e a me bastava quello per essere felice tutto il giorno.

Una volta arrivati, ci siamo subito buttati in casa per esplorarla, proprio come due bambini, c'erano molte stanze e tu eri veramente felice, sembravi una bambina che entrava e usciva da ogni stanza e io, io ti seguivo senza dire una parola mentre tu rimanevi affascinata da quella vecchia casa di campagna. Non ho scelto a caso il posto, avevo saputo da una tua amica che impazzivi per le cose antiche, un pò vecchie, in un certo senso legate al passato.

Alla fine la fame prese il sopravvento e decidemmo per un picnic all'aperto, vista la splendida giornata. Mi perdevo ogni secondo di più nei tuoi occhi, nei tuoi discorsi, nell'odore dei tuoi capelli, era come se non aspettassi altro da tempo, in effetti era proprio cosi. Parlammo per ore, credo almeno un paio, anzi ne sono sicuro. Mi ero tenuto una bella sorpresa per la fine, amavi leggere, sempre, ovunque, a qualsiasi ora, sull'autobus, in classe, in mensa, ti vedevo sempre con un libro in mano.

Ti dissi di seguirmi in casa perchè volevo farti vedere una cosa, ci incamminammo e presa da una improvvisa voglia di "sentirti" ti presi per mano, e tu non dicesti nulla e me la stringesti, come a dire "mi fido, portami dove vuoi", avevamo una certa complicità, era impossibile non accorgersene, sguardi, sorrisi, piccoli sfioramenti, eravamo li, solo noi due, nessun altro.

Sapevo che esisteva una libreria che mio zio teneva chiusa a chiave perchè era il suo rifugio, la conoscevo perchè un giorno, quando mi feci male cadendo perchè stavo giocando in casa, e per evitare che mia madre mi sgridasse mi ci portò per curarmi la sbucciatura al ginocchio e disse che sarebbe stato il nostro segreto. Non finirò mai di ringraziarlo per questo.

Era un piccola porta vicino al sottoscala, che da fuori sembrava un piccolo sgabuzzino, ma in realtà superato un piccolo corridoio si acceda a una stanza enorme piena di libri, un enorme leggio al centro e due finestre enormi che illuminavano uno scaffale pieno di libri.

Ti feci fermare davanti alla porta e ti chiesi di chiudere gli occhi, e tu come se sapessi che quella mega sorpresa era per te, li chiusi e vidi un enorme sorriso apparire sulla tua faccia. Avrei voluto baciarti.

Aprì la porta e ti feci entrare con calma, stando attenta alla testa, il corridoio era davvero piccolino e io ti tenevo le mani, come per proteggerti... continuavi a dirmi "ma dove andiamo?" "Ma dove mi porti?" "Dai sono curiosa!!!" e più facevi la bambina più mi innamoravo di te....

Arrivati al centro della stanza ti feci voltare verso lo scaffale, e ti dissi..."Ok ora puoi guardare la tua sorpresa"

Mentre aprivi gli occhi sentivo un brivido passarmi lungo la schiena che svanì nell'esatto momento in cui tu facesti la classica espressione di chi rimane senza parole, a bocca spalancata e le mani a coprirla e gli occhi lucidi, sapevo di averti fatto contenta, sapevo che ti sarebbe piaciuto, ma vederlo era un'altra cosa.

Ci abbracciammo come mai prima, e ti dissi "Vai puoi sceglierne qualcuno e portalo via! sono libri molto vecchi non sono nemmeno più in commercio". Avevi un espressione indescrivibile come qualcuno che ha appena vinto alla lotteria. Fù un piacere indescrivibile.

Dopo una mezz'ora che eravamo li, notai un libro che mi incuriosiva semplicemente perchè il bordo non era sporco di polvere come gli altri, sembrava che qualcuno l'avesse letto qualche giorno prima..decidemmo di prenderlo e darci un'occhiata, ma mancava la scala, e il libro era sul 2 scaffale.

Allora tu decidesti di salire appoggiandoti, al bordo stesso dello scaffale in basso mentre io ti tenevo la schiena, ma tra una risata e l'altra, un pò di solletico cademmo a terra, uno sopra l'altro.

Non serviva altro, iniziammo a ridere ma un secondo dopo i nostri occhi si incrociarono, entrambi capimmo, era anche inutile parlare.

Li in quel momento, in quel pomeriggio di aprile, in quella stanza, mentre le mie mani accarezzavano dolcemente i tuoi capelli e nell'aria si poteva percepire solo l'odore dei libri di una volta, ci baciammo, come se non esistesse nient'altro.

Solo io e te.

L'odore dei libri di una voltaStories to obsess over. Discover now