1. Paura

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Basta, non ce la faccio più ...

Questa confusione attorno a me, i pianti che non cessano, le voci che mi circondano ... mi creano così tanta confusione in testa e non mi permettono di capire dove sono.
Mi sento le palpebre pesanti e per ciò fatico a tenere gli occhi aperti, li chiudo con la speranza di sentirli più leggeri.
Dopo qualche istante sento il mio corpo sempre più leggero e la testa sempre più pesante, a fatica sento il suono del mio respiro, ma non mi preoccupo tanto di quest'ultimo dato che non mi manca.

È una sensazione strana quella che sto provando in questo momento, è un miscuglio tra piacere e paura, tale che mi impedisce a concentrarni abbastanza per capire cosa sta accadendo intorno a me.

Apro gli occhi con difficoltà e vedo solo una luce bianca, continuo a non sentire niente, in altre circostanze avrei subito chiuso gli occhi ed evitato di trattenere lo sguardo su quel bagliore, ma adesso no, è come se ci fosse qualcosa che mi costringe a tenere lo sguardo fisso su quella luce.
Di colpo sento un giramento di testa e richiudo gli occhi.

«Papà portami più su!! Voglio volare sempre più in alto» dico con un sorriso.
«Scusami tesoro, ma le braccia di papà non sono così tanto lunghe come credi.» dice con tono scherzoso e dopo di che mi sfoggia uno dei suoi sorrisi.
«Scuse non accettate!!» gli urlo contro con tono scherzo e poi sbuffo.
«Ah si?» socchiude gli occhi e mi guarda fisso, mentre appoggio la testa sulla sua spalla.

Prende un gran respiro e mi lancia in aria, a quel gesto mi metto ad urlare, avevo tanta paura.
Appena mi ritrovo tra le sue braccia scoppio a piangere. Lui ride, ma continua a tenermi stretta a se.
«Avevi detto di voler volare ancora più su, no? Io ho solo ubbidito ai tuoi ordini principessa»
«Ma io non volevo che mi lanciassi in aria, se non mi prendevi mi sarei fatta male!»

Mi rigiro ripetutamente sul letto con la speranza di ritrovare una posizione che mi faccia riprendere sonno, non voglio aprire gli occhi, ne tanto meno alzarmi, ma il dolore che provo su tutto il corpo mi costringe ad aprirli, non appena realizzo di non trovarmi sul mio letto mi alzo a sedere, con la paura di ritrovarmi nella stanza di un estraneo.
Cerco di guardarmi intorno, ma non riesco a vedere molto bene avendo la vista appannata, per ciò, cerco di calmarmi per qualche istante, mi sdraio nuovamente e cerco di ragionare un attimo, finché non alzo lo sguardo.

«Papàaa!» urlo inconsapevolmente dopo aver capito in che luogo mi trovo e dopo di che inizio a piangere.
L'ansia e il panico stanno prendendo il sopravvento, ma non appena vedo un volto familiare entrare nella stanza in cui mi trovo mi rilasso.

«Mi dispiace tesoro, ma tuo padre non è qua, al momento è impegnato a divertirsi in vece che stare accanto a sua figlia» è quasi impossibile non sentire il disprezzo che usa per dire queste parole.
«Mamma perché sono qua?»
«Sabato scorso hai avuto un incidente ... ricordi?»

«Incidente? Io?» continuo a guardarla e sento gli occhi umidi, lei guarda me.
Dopo secondi di silenzio che sono durati un'eternità si avvicina a me e mi abbraccia con tanta cautela.
Non lo fa da tanto tempo, da anni.
«Non è stata colpa tua, e questo lo so perfettamente, ma adesso devi cercare di ricordare cosa è successo quella sera» dice con dolcezza.
«Non permetterò che colui che ha fatto questo a mia figlia l'abbia vinta!»
Mi da un bacio sulla fronte e fa per uscire dalla camera.
«Ora torna a dormire, cerca di stare tranquilla, domani mattina dovrai parlare con degli agenti e non voglio che ti vedano stanca.
Per qualunque cosa tu chiamami. Sto qua fuori, esattamente davanti alla porta.»

Annuisco.

Tolgo le lenzuola dalle mie gambe e vedo sono ricoperte da bende.
Cerco di alzarmi dal letto per andare in bagno per lavarmi la faccia, magari un po' d'acqua fresca mi sveglierà,
ma la faccenda si rivela più complicata del previsto, quasi faccio fatica a stare in piedi.

Una volta arrivata in bagno mi pento di essermi alzata.

Oggi, dopo un anno e mezzo ho ricominciato a scrivere,
non ho mai voluto interrompere la storia, ma  un anno fa non ero come sono oggi.
Rileggendo i 6 capitoli che ho scritto mi sono venute un sacco di idee per continuare questa storia, ma ho anche capito che facevo a dir poco schifo nello scrivere (non che adesso sono brava, ma posso dire di essere migliorata).
Ho modificato questo capitolo, e adesso penso che non sia minimamente simile a come l'avevo scritto in precedenza, ho tolto una parte che penso che metterò più avanti, quando farò un capitolo con il pov della madre, ho cercato di descrivere al meglio come la protagonista si sente e niente, spero che vi piacerà.
Nel prossimo capitolo scoprirete come si chiama!
Baci x

02:21
  28.12.2018

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⏰ Last updated: Dec 27, 2020 ⏰

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