Come ogni pomeriggio dopo gli allenamenti aspetto di trovarmi mio padre davanti agli spogliatoi ad accogliermi con un gran sorriso, oppure con una faccia severa che traspira la propria disapprovazione nell'allungare quasi sempre le lezioni più del dovuto. Ma questa volta non è così, anzi non c'è neanche.
Provo a sporgermi verso le scale per vedere se fosse seduto sugli scalini,invece non è neppure lì.
Decido di iniziare a cambiarmi.
Giusto il tempo di finire che bussano ripetutamente in modo brusco la porta, apro e vedo qualcosa che non mi sarei mai aspetta.
Mio padre con i capelli spettinati, gli occhi rossi e le guance rigate dalle lacrime.
Non capisco cosa sia successo finché ad un certo punto nei singhiozzi mi annuncia:"Tua sorella stava tornando a casa, quando una macchina l'ha investita. Ora si trova in ospedale,i medici dicono che non sanno se ce la farà".
All'inizio non capivo cosa stava dicendo, finché provo a cercare conferma nei volti delle mie compagne che hanno delle facce sconvolte.
A quel punto capisco che non è tutto uno scherzo e mi blocco.Sono paralizzata, il mio corpo non riesce a reagire fino a quando le mie gambe non cedono.Le mie compagnie appena mi vedono cadere mi evitano una grande botta sul fondoschiena prendendomi al volo.
A quel punto mio padre mi strattona verso la macchina, ma io non ho le forze neanche di aprire lo sportello.
Dopo avermi caricato in macchina, raggiungiamo l'ospedale.
Quella fu l'ultima volta che vidi mia sorella.
Mi sembra di ricordare tutto come se fosse ieri...
Il mio pianto isterico appena la vidi collegata a tutti quei tubi che cercavano di tenerla in vita, i suoi occhi chiusi e il suo fragile corpo pieno di tagli e di graffi. I miei pianti davanti alla sala reparto mentre prendevo a pugni e calci la porta per farmi entrare, il mio urlo agghiacciante quando i medici mi dissero che era morta,non c'era stato nulla da fare.
Si...mi ricordo tutto.
Ricordo di come ho cercato di raggiungerla più volte ma qualcosa me lo ha sempre impedito,non saprei cosa, ma quel qualcosa mi ha sempre spinto a continuare.
Mi ricordo ancora le lunghe sere insonni.A pensare cosa staremmo facendo in quel momento se lei fosse stata ancora lì,con me.
So solo che dopo la sua morte non ero più quella di prima.
Avevo allontanato tutti,diventavo di giorno in giorno più stronza,più acida.
Non volevo e non avevo bisogno dell'aiuto di nessuno.
Mi portarono da psicologi su psicologi,ma finiva sempre nello stesso modo: io che urlavo che non sapevano un cazzo della mia vita sbattendo la porta e andandomene.
Fino a quando non rinunciarono.
Da quel momento ho sempre visto la vita come un essere crudele,ingiusto.
Insomma tra tutte le fottute persone che esistono in questo fottuto mondo proprio mia sorella dovevi prenderti?
Andavo tutti i giorni di malavoglia a scuola, non prestando mai la minima attenzione alla lezione, perché troppa intenta ad ascoltare le canzoni di Mostro sparato al massimo volume nelle cuffiette.
Finita la scuola tornavo a casa mangiavo, andavo agli allenamenti di scherma, tornavo a casa; cenavo e mi chiudevo in camera per il resto della serata.
La mia vita andò avanti così tutti i giorni, o almeno fino a quando un giorno incontrai lui, sì, quel ragazzo dagli occhi neri come la pece che ha cambiato la mia vita.
SPAZIO AUTRICE:
Grazie per aver letto il primo capitolo spero vi sia piaciuto.
All the love🌺
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||PROMISE||
RomanceLEI: Turbata da bambina da un tragico episodio, ma cosa succederà se gli scheletri del suo armadio dovrebbero tornare a galla? Si lascerà sommergere? Combatterà?E se si con chi? LUI: Il solito ragazzo cattivo...o almeno che finge di essere cattivo...
