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GIULIA POV
Ricordo ancora bene il mio primo giorno di lavoro​:io e la mia collega eravamo trepidanti.
La cosa bella che ci accomunava era di seguire un solo obbiettivo:aiutare le persone.
Sotto il mio punto di vista tutti noi siamo pazzi, c'è solo la persona più pazza,ma che a volte può diventare quella più creativa.
Nel corso delle settimana io e la mia collega siamo riuscite ad avere la nostra cerchia di clienti.
Mentre lei si occupava dei giovani io mi dedicavo alle persone adulte.
La cliente di oggi è una signora sulla quarantina,sembra molto giovanile,ma a volte quello che si sente viene nascosto.
Nei primi attimi lascio che i miei clienti parlano di loro.
Io:"Prego si accomodi e parli un po' di lei"
Cliente:"Non ho molto da dire,ma so di avere un problema,qualche anno fa ho adottato una bambina pensando che non riuscivo ad avere figli. Poi è successo che il signore mi abbia dato un'altra possibilità. In tutto questo il mio problema é che non riesco a trattare le due bambine allo stesso modo,alcune volte mi capita che per rabbia le rinchiuda nel rispostiglio o che non riesca a dargli il nutrimento necessario per... Così"
Io:"Potrebbe riassumere questo in odio o gelosia?"
La donna non mi dette risposta,anzi:si alzò e  non la vidi per diversi giorni.
Qualche tempo dopo,sul telegiornale c'era una notizia, il titolo era appunto "MAMMA KILLER UCCIDE LA FIGLIA ADOTTIVA".
Quella mamma era la mia cliente.
Avrei voluto mollare tutto,ma grazie alla mia collega ho capito che a volte si possono commettere degli errori: è umano.

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