Albus Severus Potter, per niente brillante Serpeverde, ma ragazzo molto leale, camminava tranquillo lungo la linea degli alberi verso il Lago Nero.
Era una tiepida giornata di aprile, alcune margherite coloravano l'erba e il crepitio delle ali nel cielo rendevano felice il moro, dato che annunciavano l'arrivo della stagione più calda.
Era da un po' di tempo che continuava a pensare al suo migliore amico, o meglio, quello che al momento era il suo migliore amico, ma che avrebbe voluto diventasse qualcosa in più.
Perché Albus ne era follemente innamorato; dei suoi occhi, dei suoi capelli, della sua espressione quando era imbronciato, ma anche di quando era felice, insomma, ogni cosa.
E considerava la sua vita un inferno...
Avete mai provato la pulsante voglia, o bisogno, di baciare la persona di fianco a voi, ma non poterlo fare?
Albus sì ed ogni giorno soffriva.
Continuava a camminare tenendo la testa bassa, guardando l'erba fresca ed annusandone l'odore.
E se si fosse dichiarato?
Forse non sarebbe stata una buona idea, insomma, lui non voleva rovinare la loro amicizia e se lo avesse fatto sarebbe rimasto solo.
E poi la situazione non sarebbe granché cambiata, dopotutto Scorpius si era appena fidanzato con Rose dopo anni in cui le faceva il filo, impossibile che i due ragazzi potessero fidanzarsi.
***
Era quasi giunto alle sponde dell'Lago Nero quando gli parve di vedere una chioma di un biondo chiarissimo a pochi metri dalla riva.
Senza pensarci troppo capì che si trattava del suo migliore amico.
Anche se la voglia di parlarci era poca decise di raggiungerlo
«Ehi! Ciao Scorp» tentó di fare un sorriso credibile, ma probabilmente neanche un topo ci sarebbe cascato.
«Che cosa ti succede?» chiese l'altro preoccupato contraendo le sopracciglia.
«Niente, tu cos'hai invece? Sembri triste»
«Ho lasciato Rose» annunció distaccato.
«Cosa?! E perchè mai?!» dentro di se Al, sentiva il sul cuore ballare la Macarena ma fece in modo di sembrare abbattuto.
«Mi piace un'altra persona»
«Posso sapere chi é?»
«É una persona fantastica che per me c'é sempre stata. Non so cosa farei senza di lei. É comprensiva e dolce...anche se a volte mi ruba le cioccorane...»
Non c'era bisogno di chissà quale Corvonero per capire che Scorpius stesse parlando del moro.
Il quale era rimasto fermo impalato, con la bocca semi spalancata.
«Albus...ci sei?»
Il ragazzo guardó il biondo negli occhi e si precipitó sulle sue labbra sottili.
Rimasero fermi immobili.
Albus troppo coinvolto per volersi allontanare. Ed Scorpius troppo spiazzato da non poter neanche ragionare.
Quando il moro si staccó ci fu un silenzio alquanto imbarazzante.
Si guardavano negli occhi e non parlavano.
Poi Scorp attaccó discorso:«Non lo hai fatto per compiacermi, vero?»
Al avrebbe voluto dirgli "Ti amo" o quanto meno "No", ma le parole gli morirono in gola.
Non riuscì a parlare in tempo ed il biondo si alzó andandosene via.
Perché sono stato così stupido?! Si ripeteva Scorpius.
Gli aveva confessato il suo amore ed aveva rovinato la loro amicizia.
Si rifugió nella Foresta Proibita ed anche se il buio fosse giunto a lui non importava. Aveva perso il suo migliore amico. Aveva perso tutto.
Si sentiva tradito da quel bacio. Come aveva potuto Al?!
A baciarlo quasi per gioco?
Si sedette appoggiando la schiena ad un tronco e cercó di calmarsi.
D'altra parte il moro era rimasto seduto ad osservare il lago mentre rifletteva il cielo annunciando l'arrivo del tramonto.
Perché non era riuscito a rispondere?
Cosa gli era preso?
Sono un perfetto idiota si definiva.
Si mise a piangere tanto amareggiato era.
Non si accorse che una dolce ragazzina si stava avvicinando.
«Albus...perché piangi?» era sua sorella Lily.
«Ho ferito Scorpius. Mi odio» era facile aprirsi con sua sorella, non era una persona troppo invasiva ed in lei ci si poteva contare.
«Mi spiace...vuoi raccontarmelo?»
«Mi ha confessato i suoi sentimenti ed io l'ho baciato»
«E non é una cosa bella? Finalmente sai che ti ama! È quello che-»
«Mi ha chiesto se lo avevo baciato per assecondarlo ed io...non sono riuscito a rispondere, se ne andato ferito»
«Oddio, ma tu lo ami?»
«Sí! E te l'ho detto centinaia di volte!» continuava a piangere, appoggió la testa sulle ginocchia singhiozzando.
