Le giornate primaverili, di regola, dovrebbero essere miti, con venticelli freschi e un sole splendente, con un po' di pioggia, ogni tanto, ma nella mia città piuttosto che primavera primavera sembra inverno. Le temperature sono basse e variano da sette a nove gradi, la pioggia persiste e il vento é tramontana. Il sole si vede raramente, e quando c'è non riscalda ed é altamente fastidioso. Sono costretta ad uscire di casa con giacche invernali e cappello di lana, e stare in casa con i termosifoni e il camino acceso. E a scuola, le finestre, anche se dovrebbero essere chiuse, sono spalancate perché ventinove alunni, in una classe da venticinque, diventa, nel corso di sei ore, una sauna, e l'aria consumata, mista ad odori di origini imprecisate, fà' che in poco tempo, moriamo asfissiati.
Anche i professori con il loro umore non migliorano le cose, iniziano le loro interrogazioni a sorpresa e i compiti in classe ogni settimana, per non parlare delle loro spiegazioni superficiali e dette frettolosamente, come se in due ore un concetto sia troppo lungo. Ad esempio la nostra professoressa di latino, l'egregia signora Polli, ha affermato, lo scorso venerdì, che non sarebbe riuscita a spiegare l'ablativo assoluto in un'ora abbondante, quando il giorno seguente l'ha spiegato in dieci minuti scarsi.
«Marghe, esci dal mondo dei sogni e ritorna fra noi!» Mi sfotte Lucia dandomi una lieve gomitata allo stomaco, ed io, alzo immediatamente lo sguardo, notando che la professoressa sta spiegando filosofia, la mia materia preferita. Lucia sa bene della mia passione per questa materia, infatti non appena sente odore di nuove spiegazioni, su questo tema, mi richiama dal mio mondo. La lezione di oggi sembra riguardare Freud e sinceramente, ne risulto molto interessata, non solo perché voglio conoscere quali oscuri problemi si poneva quest'uomo, ma anche perché molte, anzi troppe volte mi sono trovata a riscontrare le citazioni dei filosofi nella vita reale.
« Allora ragazzi, Sigismund Schlomo Freud, noto come Sigmund Freud, è stato un neurologo, psicoanalista e filosofo austriaco, fondatore della psicoanalisi, sicuramente la più famosa tra le correnti teoriche e pratiche della psicologia.
Freud è noto per aver elaborato una teoria scientifica e filosofica, secondo la quale i processi psichici inconsci esercitano influssi determinanti sul pensiero, sul comportamento umano e sulle interazioni tra gli individui. Di formazione medica, tentò di stabilire correlazioni tra la visione dell'inconscio, rappresentazione simbolica di processi reali, e delle sue componenti con le strutture fisiche della mente e del corpo umano, teorie che hanno trovato parziale conferma anche nella moderna neurologia e psichiatria.» La professoressa spiega gesticolando e attirando l'attenzione dell'intera classe, perfino di Tommaso, che odia profondamente la materia, ma che dico, lui odia qualunque cosa riguardi la scuola, e i rapporti sociali con la gente. É rinchiuso in una bolla invisibile in cui solo due persone sono riuscite ad entrare: Carla e Rocco, ovvero i suoi unici due amici.
Io, ogni tanto, alterno lo sguardo tra la professoressa e il libro, e ogni tanto mi perdo nei miei pensieri.
«Lanzi, qualche domanda?»
La Polli mi richiama ed io scuoto la testa; mi sarò anche persa l'ultima parte della spiegazione, ma ci metto poco a casa a studiare poi. La Polli, al suono della campanella, raccoglie le sue cose, e dopo averci detto di studiare la lezione, esce dalla classe. L'ultima ora consiste in francese, e, sebbene non ami particolarmente la lingua, ho un'ottima pronuncia e, dopo quattro anni di studio non ho problemi con la grammatica, ma piuttosto con il lessico e i maledetti accenti...
Credo sia l'unica cosa che odio del francese, gli accenti! Non sai mai dove metterli, su quale lettera,se verso destra o verso sinistra, se sono in un modo o nell'altro... Ti spinge all'esasperazione!
Stranamente oggi la professoressa é di buon umore e propone di vedere il film Entre les murs nell'ora e ovviamente, la classe approva fra urletti di gioia e sospiri di sollievo per chi non aveva studiato.
«Marghe, io sono proprio cotta di Gianluca... » Ecco, finalmente Monica, parla... Dietro di me, sento le sue parole e ne sono davvero sollevata, visto che per una settimana si è letteralmente isolata da tutti per colpa del suo grande amore, Gianluca Rizzi. Loro sono la classica coppia raccontata nei libri, il ragazzo duro e scontroso con la ragazza dolce e gentile, l'inferno e il paradiso, completi opposti che non fanno a meno di stare insieme. Però, come ogni storia che si rispetti, c'è bisogno di colpi di scena, in questo caso, un litigio inaspettato, e per altro stupido, sull'abbigliamento che Gianluca preferiva che Monica mettesse ad una festa. Dopo un'intera e d esaustiva settimana fatta di occhiate e frecciatine, finalmente Monica, ha parlato di lui!
«Wow, hai fatto la scoperta dell'acqua calda!» Le dico ironicamente e lei sbuffa. «Sai quanto è difficile ammettere di avere torto, soprattutto con lui?! È quasi impossibile quindi, credo sia stato un grande passo in avanti dirlo dopo una sola settimana!»
«Hai ragione, siete passati da un mese a una settimana!» Le rispondo ridendo e lei si accoda a me, dicendomi di non prenderla in giro.
«E tu? Dopo la rottura con Mario nessuna nuova fiamma?» Mi chiede Lucia entrando nella conversazione. «A dire il vero, no. Magari avrò adocchiato qualche ragazzo, ma ancora nessuno che mi ha fatto perdere la testa!» Le rassicuro e loro sospirano annoiate.
«Almeno scopi un pò?» Mi chiese Monica senza peli sulla lingua.
«L'ultima volta che ho scopato è stato a marzo... Per altro con Luca Porturari.» Le dico e lei finge i conati di vomito.
«Non puoi proprio dirmi di esserti scopata mio cugino! Stavo già immaginando tu e il tuo partner se non fosse stato lui!» Mi sgrida Monica portandosi la testa fra le mani.
«Beh, io non ti ho detto niente quando ho scoperto che tu e mio fratello eravate scopamici!» Interviene Lucia contro Monica e la professoressa ci intima di fare silenzio. Tutte e tre sbuffiamo e ci guardiamo per interminabili minuti.
«A volte vorrei essere come le principesse dei film; hanno sempre un principe e non si preoccupano di andarselo a cercare!» Dico pensierosa.
«Io invece vorrei essere la moglie di Rocco Siffredi! Ci pensate ad essere scopate da lui?!» Monica non manca dei suoi pensieri osceni.
«Io invece voglio essere un'attrice, a volte solo per film si scopano davvero dei gran pezzi di fighi!» Lucia asseconda Monica e insieme sospirano felici.
«Avete toccato il fondo...» Le rammento e loro ridono.
«Dai, non dirmi che non vorresti farlo!» Parte Monica.
«O che se un maschio ti iniziasse a toccare dalla coscia in su, tu gli saresti indifferente!» Continua Lucia, prendendo il suo quaderno e sventolandolo vicino al volto, fingendosi timida. Io mi nascondo fra i palmi delle mani, per non entrare in questi argomenti e loro provano a togliermele dal viso.
«Dai, se adesso Lorenzo della quinta Effe venisse qui, e ti prendesse sul banco tu non ne saresti felice?» Mi provoca Lucia ed io arrossisco tantissimo.
«Dai ragazze smettetela!» Le prego e loro ridono.
La campanella suona e immediatamente mi alzo dalla sedia per raccogliere le mie cose, e gettarle nello zaino. Aspetto Lucia e Monica, e insieme usciamo dalla classe. Mentre mi avvio verso le scale che portano al piano terra, Andrea Fontana mi prende dalla vita e mi tira indietro. Mi lascia un bacio sul collo e mi lascia andare. Ci conosciamo da due o tre anni, e abbiamo subito legato, ma non come due normalissimi amici, qualcosa più che semplici amici. Ci eravamo trovati tre volte a fare sesso senza motivo solo per liberarci dai problemi. Sicuramente l'attrazione fisica ha anche giocato la sua parte, poiché lui è alto, magro con un bel fisico, ed è estremamente bello in viso. I suoi capelli biondi giocano la parte per il tutto, lunghi e mossi, portati quasi sempre davanti la fronte, hanno fatto impazzire moltissime ragazzine del primo e secondo liceo.
«Stasera vado da Claudio e gli chiedo di parlare!» Annuncia Lucia decisa. «Dobbiamo chiarire riguardo a quel bacio alla festa di Marco.»
«Tanto lui ti va dietro da tipo sei mesi!» La tranquillizzo e lei sospira tesa.
Dopo essere uscite da scuola, Lucia prende il motorino con Monica, ed io invece mi aggrego a Michele, con la sua bellissima vespa bianca lucida.
«Ehi fior!» Michele mi lascia un bacio sulla guancia insieme al casco ed il monto dietro di lui. Lo conosco da un anno e abbiamo stabilito un rapporto stabile e confidenziale in davvero poco tempo. Forse ero anche portata a conoscerlo per il fatto della sua omosessualità, sentendomi più sicura sul non ricadere in eventi come quelli con Andrea.
Mi lascia a casa e, dopo averlo salutato, entro, trovando mia madre ai fornelli. Mangio velocemente come al mio solito e vado al bar per incontrarmi con Lorenzo della Effe, per un caffè. Non ho badato tanto al mio look, mi sono sentita sicura solo sull'aggiustare i capelli alzandoli in una coda. Prendo più tempo per arrivare perché, di regola, le donne sono sempre ritardatarie. Nonostante io viva a due passi dal bar, ho preso una traversa per fare un po' più di strada. Sinceramente ho anche paura di arrivare prima di lui, e il ciò non sarebbe molto romantico o carino.
Dopo dieci minuti mi trovo già davanti al bar, e dopo aver sospirato entro sorridente dalla porta scorrevole. Lo vedo già all'ultimo tavolo in fondo, vicino al quadro del Pop Corn; almeno è così che lo chiamo io, perché il quadro, che credo sia futurista, consiste in una macchia bianca centrale che a occhio e croce è esattamente un pop corn.
«Marghe!» Lorenzo si alza e mi viene incontro lasciandomi tre baci sulle guance. Mi porta al tavolo e mi fa sedere sulla sedia-cuscino.
«Che prendiamo?» Mi chiede Lorenzo ed io sfoglio velocemente il piccolo menu su bevande e dolciumi.
«Un cappuccino e un pezzo di torta alle fragole.» Gli dico e lui va al bancone per ordinare. Il nostro tavolo è esattamente affacciato la vetrina, e posso vedere tutta la gente che passa. Sfortunatamente noto Ilaria, una mia amica pettegola. Appena mi vede mi sorride e corre nel bar. Mi abbraccia, e nel giro di due secondi mi chiede cosa ci faccia qui.
«Non sono da sola, sono con un mio amico...» Le dico cercando di farla andare via. Lorenzo è in fila al bancone e non ha visto Ilaria, anche se difficilmente non si nota, data la sua giacca gialla lucida.
«Con chi stai?» Mi chiede curiosa ed io la liquido dicendole che é Lorenzo, incitandola ad andare prima che ci veda spettegolare.
Dopo poco infatti Lorenzo torna con, in un vassoio, le nostre cose.
«Allora, il cappuccino e la torta per te, mentre il caffè e il muffin per me!» Dice mentre mi porge la mia ordinazione. Si va a sedere di fronte a me e mi sorride dolcemente .
«Sei davvero bella Marghe!» Mi guarda intensamente negli occhi e io arrossisco , chinando di poco lo sguardo. Inizio a mangiare la torta, mentre lui beve il suo caffè, e poi prendo a sorseggiare il cappuccino.
«Allora, pronta per la maturità?» Mi chiede ed io scuoto la testa.
«Non me ne parlare proprio... » Sospiro e lui ridacchia. Riprendo a bere il cappuccino e il silenzio, pian piano, si fa troppo imbarazzante. Usciamo dal bar e iniziamo a camminare per dei vicoli.
«Ho saputo che canti!» Mi dice ed io annuisco.
«Diciamo di sì, mi piacerebbe lavorare nel teatro e una passione per i musical.» Cerco il suo sguardo e lui mi lancia un sorriso. «Tu invece, qualche passione segreta?»
«Niente di che, o meglio, ti direi la matematica, ma non credo ti piacerebbe saperne di più» Ride guardando il mio volto non appena pronuncia la matematica. Potrei mentire e dire di essere brava, ma non solo non sono per nulla portata con i numeri, spesso e volentieri ho dubbi esistenziali come 2+2 che sono costretta a risolvere con la calcolatrice: ciò la dice lunga su quanto mi fidi di me stessa a contatto con questa materia.
«Ti va se ci facciamo un giretto qui vicino?» Mi chiede mettendosi di fronte a me per un secondo.
«Perché no, dove vorresti andare?» Sorrido e lui ricambia avvicinandosi più a me.
«Onestamente non ne ho idea, era solo per passare un po' più di tempo con te.» Ed eccolo che arriva, il bacio; inizia ad alternare lo sguardo tra i miei occhi e le mie labbra, avvicinando il suo corpo al mio. Che faccio?! Cedo e lo bacio, o aspetto ancora? Il tempo scorre troppo velocemente ed io ho ancora un mezzo sorriso ebete in volto, mentre lui quasi sembra attendere il mio consenso per fare il grande passo.
Sarà stato il destino, ma il mio cellulare squilla improvvisamente e Lorenzo si allontana per permettermi di muovermi. Appena prendo il telefono, lo schermo si illumina con la notifica di una chiamata persa da Michele. Ad un secondo di distanza un suo messaggio, con testuali parole Mea culpa, la chiamata è partita mentre avevo il telefono in tasca. Ripongo il cellulare in tasca e porto il mio sguardo su Lorenzo che si gratta la nuca.
«Successo qualcosa?» Mi chiede in maniera gentile. Io scuoto il capo e mi metto in cammino.
«Allora, questo giretto non lo facciamo?» Mi volto a guardarlo e lui mi raggiunge sorridente. Bacio evitato o occasione persa?! Per ora mi godo il momento, si vedrà poi.
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La Prima E l'ultima
RomanceMargherita é appena diciottenne e sa già quanto sia difficile e perlopiù complesso l'amore, il sesso e il solito ripensamento che ti tormenta sempre. Ne trova conferma ogni giorno con le sue amiche e soprattutto con il suo 'amico' Andrea, con il qua...
