Le porte mi si chiudono davanti e il solito rumore di un treno che prende velocità mi rimbomba nelle orecchie. È già il secondo che perdo e questo è persino l'ultimo che fa la tratta Roma-Lugano senza coincidenze prima delle sette di domani mattina.
-Ok- dico tra me e me -tornerò in città, mi fermerò a prendere un gelato in qualche bar ancora aperto e mi accuccerò in una qualche panchina per qualche ora...-
L'idea di stare fuori alle undici di sera in una città che conosco poco non mi aggrada molto ma non posso fare altrimenti, anche perché non conosco nessuno di Roma che possa ospitarmi. Appena entrò nel centro città inizio a guardarmi in torno, giusto per vedere quale bar mi sembra più tranquillo e appena scorgo il "freni e frizioni" decido di fiondarmici dentro. Ci sono solo quattro ragazze un po' troppo truccate e un paio di camerieri. Il cameriere più giovane viene al mio tavolo e con voce un po' stanca mi propone alcuni drink, ma a metà lo fermo fingendo di essere dispiaciuta e gli chiedo se può semplicemente portarmi un gelato è una bottiglietta di CocaCola. Gli si legge in faccia che gli ha dato fastidio il fatto di averlo fermato nel mezzo della sua spiegazione e sicuramente non si cura di nasconderlo, così inizio a prendere i soldi e li sistemo sul bancone, appena lo vedo prendo la mia bottiglietta e il mio gelato e me ne esco augurando una buona notte ad entrambi i camerieri.
Prendo un bus che mi porta in un posto che sono sicura di conoscere ma che non riesco a collocarlo nella mia memoria, così cammino un po' fino a trovare una panchina illuminata fiocamente da un lampione. Mi siedo, tirò fuori un libro e cerco di rilassarmi.
CZYTASZ
Scusa ma non voglio perdere più
Literatura KobiecaNon sarà semplice spiegare ciò che provo quando sto con te, ma se mi concederai l'onore di vivere accanto a te, giuro che te lo mostrerò.
