One

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L'insegna rossa della palestra illuminava la buia via.
Era vecchia, senza dubbio.
I muri erano scrostati con fitte piante rampicanti che raggiungevano il soffitto e che le davano un'aria inquietante.
Più che una palestra sembrava un luogo di incontro tra drograti e spacciatori e probabilmente era anche così.
Erano ormai le 6 del pomeriggio ma sembravano le 9.
Sospirai. Non potevo fare più di tanto...dovevo andare lì e imparare il più possibile sull'auto difesa e sul combattimento corpo a corpo. Qualche cosa la sapevo fare ma non era abbastanza per difendermi dagli uomini di mio padre.
Le armi le sapevo usare e più che bene, avevo imparato al poligono tempo fa con l'aiuto di Dylan. Chissà se un giorno riuscirò a rivederlo e a riabbracciarlo...
Ero in piedi, ferma, davanti all'ingresso da ormai dieci minuti immersa nei miei pensieri. Forse era ora che mi iniziassi a muovere e ad entrare in quel dannato posto.
Un campanellino segnalò il mio ingresso alla signora seduta dietro al bancone davanti a me. Appena entrai un odore di sudore misto a shampoo mi entrò nel naso. Era nauseante ma mi ci abituai presto.
Con un passo lento mi avvicinai al bancone che avevo difronte e la signora posò il suo sguardo su di me, con aria più che annoiata.

"Salve, lei è qui per...?" Mi chiese continuando a limarsi le unghie e senza prestarmi molta attenzione

"Io sarei qui per la lezione privata di autodifesa e combattimento che ho prenotato ieri chiamando." Le risposi con lo stesso tono con cui lei si era rivolta a me.
Se c'era una cosa che non sopportavo erano proprio le persone strafottenti e che si credevano superiori. E lei faceva parte proprio di queste. Quindi non si meritava il mio rispetto.

"Uhm, si... gli spogliatoi sono la seconda porta in fondo al corridoio sulla sua destra. Appena sarà pronta troverà il suo allenatore ad aspettarla nella palestra accanto..." mi rispose con altrettanta voglia di vivere. Stavo già iniziando ad odiare quella signora. Bene.

Mi incamminai verso gli spogliatoi che puzzavano di sudore e shampoo ancora più dell'ingresso. Ma che razza di palestra è mai questa?!
Più che una palestra la definirei una topaia, spero solo che gli allenatori siano capaci di insegnare la loro disciplina altrimenti giuro che me ne vado subito, senza pensarci due volte, da questo postaccio.
Trovai un armadietto libero e ci ficcai dentro in malo modo il mio borsone.
Presi le scarpe da ginnastica e mi cambiai velocemente i jeans con un paio di pantaloncini.
Oltre che a puzzare in questa palestra faceva anche un caldo terribile. In confronto il deserto del Sahara era uno dei luoghi più freschi della terra!
Recuperai la mia bottiglietta d'acqua e una salvietta che prontamente mi ero portata dietro sperando di non dover usare ma che evidentemente sarebbe finita subito in lavatrice non appena sarei arrivata a casa.

Mi incamminai verso la palestra che mi aveva indicato prima la signora al bancone ma non trovai nessuno ad aspettarmi.
Com'è che aveva detto?
'Appena sarà pronta troverà il suo allenatore ad aspettarla nella palestra accanto...'
Vedo come ho trovato il mio allenatore ad aspettarmi!
Ma non appena finii questo pensiero una testa riccioluta spuntò dalla porta da cui ero entrata.

Alleluia, si è degnato di arrivare!
Non potei far altro che pensare a questo...

"Ciao, tu dovresti essere Abigayle Snow giusto?" Mi chiese guardando prima dei fogli che teneva in mano per poi spostare i suoi occhi verdi su di me.

Era alto. Molto alto. O forse ero io bassa e per ciò mi sembravano tutti alti.
Aveva anche dei tatuaggi.
I suoi lunghi capelli ricci erano tenuti lontani dalla faccia con una fascia rossa mentre indossava, a quanto pareva, una di quelle magliette da basket con i buchi delle braccia che gli arrivavano a metà fianco, con i pantaloncini uguali.

"Si, sono io. Tu invece saresti?"

"Wowowo, calma l'impertinenza bellezza. Io sono Harry e a quanto pare sarò il tuo allenatore di auto difesa e combattimento"
Mi aveva appena dato dell'impertinente? Scusa? Lo avevo aspettato per di venti minuti e adesso mi dava dell'impertinente?!
Lui si mise a ridere notando la mia smorfia di disappunto e disgusto sul mio volto.

"Beh, possiamo iniziare o devo aspettare Natale?" Gli chiesi con ancora una volta una nota di disappunto nella mia voce che lo fece smettere di ridere.

"Hai ragione, ma prima ho bisogno di rivolgerti qualche domanda. Poi giuro che iniziamo con l'allenamento." Mi disse sedendosi a terra e invitandomi a fare lo stesso.
"Allora... sai qualche cosa sull'autodifesa e sul combattimento corpo a corpo?" Mi chiese squadrandomi.

Dal suo sguardo capii che non pensava fossi in grado di avere tanta forza. Ma nessuno lo pensava. Orami lo avevo imparato.
Una volta ero al parco con gli amici di mio fratello e parlavamo di combattimento e lui disse che io ero molto brava. Il suo amico mi guardò e si mise a ridere dicendo una cosa tipo:' lei? Ma se anche solo il vento la spazza via?' e allora io gli tirai un pugno sui denti e un calcio nelle sue parti basse che lo fece zittire e cambiare idea.
Molti mi definirebbero violenta e aggressiva ma a me non piacciono questi termini. Preferirei definirmi combattitiva, reattiva e irruenta. Ehm...sì non sono aggettivi positivi ma di certo non sono una persona mite e mansueta.

"Si, ho già avuto modo di provare e da quel che mi dicono ho anche parecchia forza..." gli risposi velocemente

"Ma non mi dire..." mi rispose lui con sarcasmo. E questo confermò i miei sospetti sui suoi pensieri.

"Bhe, se ci muoviamo con il quarto grado posso anche dimostrarti la mia forza" gli sibilai

"Bene, mi piace la tua aggressività. Ti aiuterà molto in questa disciplina." Mi rispose finendo di scarabocchiare qualche parola sui suoi fogli.

"Okay, iniziamo con qualche esercizio di riscaldamento" mi disse alzandomi da terra.

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⏰ Last updated: Apr 18, 2017 ⏰

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