- Che razza di idea bislacca!
- Piantala, Iris...
- Io proprio non riesco a capire come ti vengano in mente, certe trovate! "Una settimana nel passato! Un meraviglioso viaggio nel tempo! " Ma cosa c'è di meraviglioso nell'andare a vivere in una bettola, senza gas, né luce, né whatsapp! I miei amici penseranno che sia morta!
- Suvvia, non farla così tragica! Mi sembrava un modo originale per trascorrere la nostra unica settimana insieme...visto che poi te ne andrai per tre mesi a Edimburgo, volevo proporti qualcosa di diverso...Non essere sempre così disfattista!
- Ma mamma, ho solo 16 anni, mica 90! Cosa potrei fare là, imparare a intrecciare cestini, o a suonare l'arpa?!
- Te l'avevo detto, mamma, che era meglio lasciarla a casa, 'sta lagna!
- Tu stai zitta, sfigata!
- Iris, non insultare tua sorella!
- Ah, certo, solo io insulto! Ha iniziato lei! Nessuno ha chiesto il suo parere!
- Bea ha il diritto di dire la sua...certo, senza essere acida, vero?
Claudia lanciò uno sguardo severo nello specchietto retrovisore verso la figlia minore. A lei non occorrevano tante parole: Bea era sempre stata una bambina ragionevole e docile, capace di ascoltare e, nonostante avesse solo dodici anni, pareva di gran lunga più matura di sua sorella Iris, così cocciuta e lunatica...la quale, per niente felice di trovarsi in auto con la madre e la sorella verso una meta tanto sgradevole, mugugnò:
- Meno male che fra otto giorni sarò dal papà, a Edimburgo...
Claudia non lo diede a vedere, ma fu come ricevere uno schiaffo.
Certo, sua figlia aveva pronunciato quelle parole solo per farla indispettire, non sapendo quanto questa in realtà soffrisse per la separazione avvenuta circa tre mesi prima.
Un giorno, come un fulmine a ciel sereno, suo marito Charles, originario di Edimburgo e trasferitosi parecchi anni prima in Italia per motivi di lavoro ( era nella dirigenza di una nota e prestigiosa banca), le aveva chiesto di parlarle, privatamente. Aveva accompagnato le ragazze al cinema, poi era rientrato in casa e aveva raggiunto la moglie, che lo aspettava, un po' interdetta, seduta sul loro elegante divano di alcantara.
Le aveva preso le mani, poi, senza tanti giri di parole e guardandola negli occhi, le aveva detto:
- Tesoro, mi dispiace, ma non ti amo più. È finita. Sorry
Di fronte a lei, che lo guardava sbigottita, si alzò in piedi e si diresse verso il mobile bar, dove si versò un brandy, chiedendole se ne volesse anche lei, la quale non riusciva a profferire una sola parola.
Non poteva essere uno scherzo, perché Charles non aveva il minimo senso dell'umorismo, eppure...ma aveva capito bene? Per un attimo pensò di aver frainteso.
Lui finì il suo brandy, poi, senza il minimo tentennamento nella voce e con una lucidità da serial killer, iniziò ad avanzare proposte circa la suddivisione di tutto ciò che avevano condiviso negli ultimi diciannove anni, figlie comprese.
No, non aveva capito male: suo marito la stava proprio liquidando, come si fa con quei dipendenti un po' maldestri e tutto sommato simpatici, ma non indispensabili all'azienda; quegli elementi che, in periodo di crisi e di tagli, vengono fatti fuori senza tanti complimenti.
Eppure....solo un mese prima le aveva regalato un girocollo di perle...e la settimana precedente erano andati a teatro, ad assistere ad una rappresentazione...e avevano fatto l'amore solo due sere prima!
Claudia aveva quindi scrollato la testa e le spalle, quindi si era alzata dal divano, dirigendosi al mobile bar. Poi si era versata un bicchierino di Amaretto (a lei il brandy non era mai piaciuto, ma suo marito non lo aveva ancora capito).
Terminato il bicchierino, sentì che la voce le era tornata, ma non pacata ed affettata come quella del suo consorte.
Non sapendo da che parte cominciare, se con una serie di insulti, di accuse (" Hai un'altra? Di' la verità!!!"), o di suppliche (" Ti prego, non buttare al vento tutti questi anni vissuti insieme!"), Claudia optò per una sintesi delle tre.
Guardò negli occhi l'uomo che aveva di fronte e che credeva di conoscere, il quale aveva smesso di parlare ed era in attesa di una risposta:
- Come puoi venire a dirmi una cosa del genere come niente fosse? Cosa ti aspetti che ti risponda, eh?! Hai battuto forse la testa da qualche parte? Fai uso di droghe? Se c'è un'altra donna...
- Oh, my dear! Certo che no! (Risatina meccanica) Come puoi pensare questo? Credi che sia stato facile per me prendere una decisione simile? Ho capito semplicemente che questa vita non mi rende felice e se non sono felice io, come posso rendere felice te?
- Ma io SONO felice! Anzi, lo ero fino a poco fa....
- Beh, io no... quando mi trasferirò a Edimburgo....
- Cosa, cosa, cosa?! Ti trasferisci? Quando? Non sapevo nemmeno che avessi presentato domanda di trasferimento!
- L'ho presentata l'anno scorso. Non te ne ho parlato perché non pensavo che l'avrebbero accolta... l'anno prima non mi avevano neppure risposto.
- Stai cercando di andartene da due anni e non me ne hai mai parlato?!- Claudia era esterrefatta. Chi era l'uomo che aveva di fronte? Con chi aveva trascorso gli ultimi diciannove anni della sua vita?
Intanto Charles, il suo distinto marito, la guardava senza battere ciglio, tutto sommato soddisfatto di aver sbrigato anche quella fastidiosa pratica.
Conoscendolo, sapeva che non sarebbe mai tornato sui suoi passi. Era determinato e sicuro di sé, sempre. E poi, aveva avuto tanto tempo per riflettere su quella decisione, LUI!
A lei invece occorreva tempo, per capire, per mettere insieme i pezzi, per piangere tutte le sue lacrime. E poi doveva affrontare le ragazze e parlarne con loro.
Raccolse tutto il coraggio, la rabbia e la dignità rimasti e sentenziò:
- Ti do tempo l'intera notte per rinsavire. Trovati un hotel e domani mattina, quando le ragazze saranno a scuola, torna qui a parlare con me. Se manterrai questo proposito scellerato, fai pure a meno di presentarti e trovati un avvocato, ma che sia bravo, perché te la farò pagare cara!
Detto questo, era corsa in camera, a piangere.
Il giorno dopo, Charles non si era fatto vivo, e nemmeno quello dopo, o quello dopo ancora.
Trascorsi cinque giorni, ricevette una lettera dall'avvocato di suo marito, il quale si trovava già nella sede centrale della sua banca, a Edimburgo.
- Mamma, ehi, mi senti?
Claudia si riscosse dai suoi ricordi, richiamata al presente da Bea.
- scommetto che non hai sentito una sola parola di quello che stavamo dicendo...
- Sì... scusate ragazze, è vero, mi sono distratta...
- E ci siamo perse...- concluse Iris.
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ECHI REMOTI
ParanormalTi piacerebbe vivere una vacanza in stile medievale? Abitare in una rustica casetta di legno, senza acqua corrente, né elettricità, totalmente fuori dal mondo moderno per una settimana? Potrebbe essere un'esperienza divertente e istruttiva...a patto...
