-Controllalo,ricordati di dargli le pastiglie.- dice la signora Beth prima diuscire.
-Arrivederci-la saluto con tono indifferente.
Odio il mio lavoro. Odio i bambini, e soprattutto odio la mia vita. -E tu che hai da guardare? Gioca con le macchinine che è meglio.- eh si, sono molto dolce con i bambini, si nota. - Giochi con me?- mi domanda Erik.
È un bambino davvero stupendo, ha degli occhi di un azzurro chiarissimo, quasi da far invidia. I capelli sono di un biondo acceso con dei piccoli ciuffetti ribelli un po' più scuri. Ha circa ottoanni e, sinceramente, è molto intelligente per la sua età. Quanto vorrei tornare ad essere bambina. L'unico pensiero che avevi era scegliere il giocattolo con cui divertirti quel giorno. A volte, mi fa davvero pena questo piccolo mostriciattolo, perché ha dei genitori assenti, e dovrà crescere da solo, passando da una baby-sitter all'altra. Ma alla fine questo ti aiuta a crescere, a pensare con la tua testa e, molto spesso, a maturare prima dei tuoi coetanei.
-Si. A cosa vuoi giocare?- domando incerta. Spero sia un gioco fattibile.
-A nascondino. Ma in giardino, non in casa.- questo ragazzino adora stare all'aria aperta, preferisce stare fuori che in casa e penso sia un bene.
-Va bene. Vai a nasconderti- dico sorridente. Non mi lascia nemmeno terminare la frase che è già corso fuori.
È da circa dieci minuti che lo sto cercando, ma niente da fare. Ho un giardino grande, ma non ci sono molti nascondigli. Ho visto qualcosa muoversi verso la casa del vicino. L'ho visto! È dietro alla siepe, è davvero furbo questo bimbo, ma mai quanto me. Mi avvicino lentamente cercando di non far rumore.
-Buuu!- si è messo ad urlare come una femminuccia. Ha preso un gran spavento!
-Vacci piano, non lo spaventare.- ma? Chi sta parlando? Mi avvicino a Erik, imbucandomi nella siepe. È un ragazzo. Ma non ci abitavano due anziani qui accanto? Però è un bel tipo. Ah ma che sto dicendo,Giulia riprenditi.
-E tu saresti?- domando con voce insicura. Spero non l'abbia notato.
-Justin. Piacere.- dice con un sorriso a trentadue denti. Che ha tanto da sorridere sto ragazzo?
-Ah. Io sono Giulia. Ti sei trasferito qui?- è davvero strano. Fino all'altro giorno qui ci abitava una coppia di anziani. Appena torna mamma a casa, le chiederò.
-Si. Tu sarai la mia nuova vicina, immagino.-
-Si.Ora devo andare. Ci si vede in giro.- prendo Erik in braccio e me ne vado, non lasciandogli il tempo di rispondere. Quel ragazzo sicuramente non è americano. Ha un accento strano, molto delicato e sensuale.
È molto alto, avrà all'incirca la mia età; spero solo che non venga a fare la mia scuola! Mi dispiacerebbe per lui.
Frequento il college da un anno, e, molto spesso, quando ho dei pomeriggi liberi, ne approfitto per guadagnarmi qualche soldo facendo la baby-sitter.
Non sarà uno dei migliori lavori in circolazione per una ragazza della mia età, ma posso accontentarmi, almeno per adesso.
YOU ARE READING
La Tua Dipendenza Volevo Essere Io
RomanceEra semplice attrazione o vera passione? Questa è la storia di una ragazza poco esperta in amore e con una grande passione per la lettura. Una ragazza dall'apparenza goffa e poco compresa ma con un cuore d'oro e tanta tenerezza. Una ragazza tranquil...
