A Cassandra non piaceva quel luogo.
Era vivace, pieno di colori. Per lei una scuola non doveva essere così, se poi tutta la gente che la frequentava era spenta.
Secondo lei erano le persone a far diventare bello il luogo, non l'estetica.
Cassandra si era sempre sentita sola. Fin da piccola, quando le bambine andavano a suonare a casa sua per giocare, quando il suo vicino di casa le andava a chiedere di andare insieme a scuola. Quando le ragazze meno popolari del primo liceo le chiedevano di unirsi a loro, quando le più popolari le deridevano e chiedevano esattamente la stessa cosa.
Si era sempre sentita sola.
Cassandra si era sempre sentita diversa, era una normale ragazza, certo. Era giovane, lei. Aveva sui diciassette anni, quasi diciotto. Aveva dei normalissimi capelli scuri, non definiti, e degli occhi chiari. Il solito cliché, penserete. Ma in confronto a tutte le ragazze che vedeva lei, con i capelli biondi e gli occhi azzurri? Non era forse meglio? Era normale, non era ne grassa ne magra. Veniva accettata da tutti, eppure lei non trovava nessuno con cui parlare del suo stato d'animo, nessuno con cui parlare di ciò che le accadeva il giorno.
Cassandra si sentiva diversa anche perché la notte non sempre riusciva a dormire, si sedeva davanti alla finestra della sua camera a guardare la luna, sentendo che ci fosse un posto per lei. Ma non quello, no -un paesino sperduto dell'America-. Un posto dove tutti avevano i suoi stessi pensieri, i suoi gusti. Però poi si derideva da sola, si schiaffeggiava mentalmente per la sua stupidaggine e andava a coricarsi.
Non ne parlava con nessuno, anche perché nessuno aveva voglia di sentire quello che aveva da dire. La gente la reputava simpatica, i ragazzi le andavano dietro. Ovviamente non tutti.
I suoi genitori erano normalissimi, sua madre, una donna bionda con gli occhi marroni e di statura medio - bassa, che portava il nome di Cara, era la portatrice di simpatia nella casa, e il padre, che si chiamava Jan, invece,aveva i capelli neri e -un tempo- ricci, con occhi marroni. Era il pilastro fondamentale della famiglia, essendo anche l'essenza della rigidezza.
Aveva un fratellino più piccolo ed uno più grande, il piccolo, con i capelli biondi e gli occhi neri, che si chiamava Conrad. Lui aveva 7 anni. Invece il piu' grande si chiamava Michael, capelli lisci e biondi, occhi scuri, un metro e novantaquattro di altezza e una gelosia assurda verso sua sorella.E sentiva che probabilmente loro sarebbero stati gli unici, -Conrad tra qualche anno-, che l'avrebbero capita. Peccato che sarebbe dovuto passare abbastanza tempo, siccome Conrad era ancora piccolo, e Michael lavorava fuori paese -a detta sua-.
Sperava in un cambiamento, ma quanto tempo ci sarebbe voluto?
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Time.
FantasyCassandra è una ragazza di poche parole, che non è mai stata incline al rapportarsi con gli altri. Ha sempre preferito 'escludersi', perché, -detto da lei- la gente che si avvicinava a lei non la capiva. O almeno, a lei sembrava così. Questa situazi...
