Non posso credere di lasciare la casa in cui sono cresciuta.
Purtroppo non è una casa, è un orfanotrofio, però per me è come una casa.
I miei genitori mi hanno abbandonata quando ero piccola, avevo esattamente due anni, perchè non volevano perdere tempo con me. In effetti non me ne importa niente. È una decisione loro, e sono loro problemi.
Finalmente ho compiuto l'età giusta per andare all'università e ho ammucchiato qualcosa per permettermi l'affitto di un appartamento non lontano dall'università.
Il problema è che non ho la macchina, perciò mi toccherà farmi accompagnare da Stefano, il ragazzo che mi ama da quando abbiamo 10 anni. È patetico e appiccicoso, però mi vuole bene e anche io a lui.
-Luna, stai scordando..- dice indicando il mio libro preferito.
-Uhm, oh.. si! Grazie!-
-Sei sempre la solita sbadata.- ridacchio e annuisco.
Ha ragione, sono sempre così distratta. Infatti non mi rendo conto che è tardissimo e devo partire immediatamente. Mi lascio scappare un grido.
-STEFANO! Dobbiamo partire subito! Siamo in ritardo!- urlo e scandalizzato mi da ragione.
In poco tempo mi ritrovo in macchina e nervosa come mai inizio a tremare.
-Cosa hai?-
Già si impiccia.
-Niente! Cosa dovrei avere, Stefano?- ringhio e si rabbuia.
-Nulla scusami, mi sembravi turbata.. scusa se mi preoccupo per te.-
-Prego.- mi limito a dire questo e me ne pento terribilmente. Forse lo tratto troppo male. Forse non lo merita.
Si diffonde un silenzio troppo triste e decido di spezzarlo chiedendogli scusa.
D'un tratto sorride come se non fosse accaduto nulla e mi sorprendo. Come può far finta di niente? L'ho trattato malissimo.
Poco dopo arriviamo a destinazione ed io ho paura di poter svenire da un momento all'altro.
-Beh, allora.. ciao Luna.- mi saluta con le lacrime agli occhi.. oh troppo sdolcinato.
-Stefano Lepri che piange? Ma non farmi ridere..- cerco di sdrammatizzare perché non mi sembra il caso.
-Senti Luna non posso dirti che ti voglio bene. Lo sai quello che provo per te. Ti amo Luna, io ci sarò sempre per te. Nonostante quello che mi dirai, anche se mi urlerai contro di andarmene io rimarrò al tuo fianco. Io davv...-
Non ci penso due volte e lo bacio.
Non perché lo voglio ma perché so che lui non aspettava altro dalla prima volta che mi ha visto entrare in quell'edificio.
Cerca di approfondire il bacio ma io smetto.
-Scusa adesso devo andare.-
-Tranquilla, ci sentiamo presto.- sorride imbarazzato.
Entro nel mio appartamento ed è bellissimo.
È arredato molto bene e mi piace come ambiente.
È formato da un salotto, una piccola cucina con un tavolo da pranzo, una camera da letto, un bagno e un balcone con delle piante verdissime.
Noto in balcone un piccolo cancello che collega il mio appartamento a quello accanto.
Cerco di capire se è abitato o meno, ma non mi importa quindi entro dentro e sistemo le mie cose.
Soddisfatta, vado a dormire.
Domani è sabato e io comincerò lunedì con le lezioni.
Quindi potrò rilassarmi e prepararmi mentalmente, magari iniziare a studiare qualcosa.
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Il Ragazzo Della Porta Accanto||L.O.||
FanfictionLorenzo. Una sola parola che racchiude gli attimi più belli e più brutti che ho passato. Ho imparato ad amarlo, lui ha imparato ad amare me. "Ricordate quando ho detto che io e Lorenzo siamo due poli opposti? Che siamo il bianco ed il nero? Ho capi...
