Nemmeno in ascensore riesco a togliere gli occhiali da sole: unica barriera alla luce al neon che arriva troppo intensa e schermo per celare le occhiaie. Mi manca il fisico per tirare l'alba, fare una doccia e andare al lavoro. Prevedo telefono staccato e poltrona allungata a reggere il peso del mancato sonno.
Le mail? Le apro domani...non riesco oggi.
E chiudetevi porte del cavolo! Pure l'ascensore si rifiuta silenzioso di fare il proprio dovere...mi spunta un sorriso indulgente con il mezzo meccanico.
L'eco di tacchi mi distoglie dal torpore, dall'angolo svolta una ragazza trafelata, pochi metri e ce la fa...le porte scorrono sulle guide per chiuderle la strada.
Alza un braccio per richiamare la mia attenzione. Io che nemmeno so dove ho lasciato l'attenzione!!
Allungo il mio di braccio e le riapro il varco metallico: "Grazie, grazie mille. Sono in ritardo, ho un colloquio di lavoro, mi aspettano al settimo piano, la dottoressa Brevi dell'ufficio personale. Spero non sia uno dei tanti finti lavori che negli ultimi mesi mi sono vista proporre...".
L'unico mio pensiero è: quando te l'ho chiesto? Shhhh che il cervello ancora sta assorbendo i fumi dell'alcool...
"Lei non ha idea di quanta concorrenza ci sia anche per il posto peggiore, quello meno pagato...con orari assurdi... Ho bisogno di lavorare perché l'affitto mica si paga da solo e non voglio tornare dai miei. Devo riuscire a mantenere la mia indipendenza!".
Altro mio pensiero: dove è andato chi te l'ha chiesto? Shhhh che il metabolismo stamane si è incriccato...
"Lei lavora qui? Mi dà qualche suggerimento per ben figurare con la dottoressa Brevi? Come si svolge il colloquio? Sarò sola o con altri candidati? Faranno domande di cultura generale o tecnica? Mi aiuti la prego è troppo importante per me!"
Ultimo mio pensiero: se avessi un po' di iniziativa chiamerei quella stronza della Brevi per farle sapere la mia opinione sulle persone che non riescono a tacere di prima mattina e mi inondano di parole in ascensore!
"Il vestito è adatto, il trucco troppo evidente, l'acconciatura andrebbe raccolta. La Brevi è una stronza colossale, ama i cani e, non avendone di suo, non sopporta il carisma. Le chiederanno dove e come si vede tra dieci anni, la faranno parlare delle sue passioni - cerchi di averne - e la provocheranno con stipendio e orario: non ci caschi. Risponda sorridendo e, soprattutto, parli meno. Buongiorno". Frase mica da poco con la bocca impastata ma ci sono riuscito e la soddisfazione accompagna la mia uscita...
"Grazissimo, lei è un angelo...il suo nome? Mi dice il suo nome che poi passo a dirle com'è andata?", fossi scemo!
Passandole accanto inspiro il suo buon odore, profuma di fresco e una lieve nota di profumo mi penetra nel naso....veloce: nome vero o inventato?
"Franco. La prego passi dopo le dieci...non riesco ad essere me stesso prima. In bocca al lupo..."
"Grazie Franco, crepi il lupo!", con la coda dell'occhio scorgo un bacino lanciato nella mia direzione e il suo luminoso sorriso scompare dietro le porte metalliche.
"Franco c'è qua una che straparla e chiede di te...", il mio collega alla reception
"L'ho incontrata stamane in ascensore, ha parlato con la Brevi per l'assunzone..."
"Allora spero che la stronza l'assuma: è una bella fica...ma perché ti cerca?"
"Per il mio fascino e perché le ho dato qualche dritta per affrontare il colloquio...ma poi: farti i cazzi tuoi no?"
"La faccio entrare o no, latrin lover che no sei altro...ahahahah"
"Falla passare, fanculo Sandro..."
Da poco passate le dieci...puntuale e rispettosa delle altrui esigenze: mi piace questa...questa...già non so nemmeno il suo nome!
"Ciao! E' andata benissimo! La dottoressa Brevi è rimasta stupefatta dal mio affetto per i cani, dal mio essere appassionata e motivata, calma e disponibile, sorridente e misurata con le parole...I tuoi consigli si sono rivelati preziosissimi...posso darti del tu visto che saremo colleghi?", è al settimo cielo e la sua ilarità non mi risulta fastidiosa: ha un che di contagioso. Sandro ha ragione: è una bella ragazza. Gli occhi chiari, i lunghi capelli biondi e morbidi. Il naso perfetto e la bocca carnosa. Lì in piedi oltre la mia scrivania si lascia guardare e, con una certa voluttà, il mio sguardo indovina le forme sotto il tailleur. La camicetta non troppo tesa sul seno...la gonna morbida sui fianchi... Vorrei chiederle di girarsi per guardarle il culo, ma pare troppo audace persino a me!
"Aspetta che chiamo io la Brevi e poi vedi come ti assume! Ma ti pare il caso di essere petulante la mattina all'alba in ascensore?! Con uno sconosciuto?! Dammi il tuo nome che la chiamo immediatamente...", l'ampio sorriso smorza il tono delle parole e lascia trapelare le mie ben più cordiali intenzioni.
"Ahahaha sei come il mio ex-marito, guai parlargli appena sveglio e... non credo che chiamerai per rovinare il mio colloquio! Mi chiamo Veronica. Ora che sai il mio nome, ti posso offrire un caffé per ringraziarti del prezioso aiuto? Puoi uscire... vero?"
"Pensi di cavartela così a buon mercato? Per il caffè esiste la macchinetta...minimo una cena! Questa sera alle otto. Se hai già da fare: disdici pure...che altrimenti esco con la Brevi...", capisce che la velata minaccia è lì solo per far colore.
"Mica lascio uno come te tra le grinfie di quella stronza...posso confermare che è stronza o le dirai pure questo?", la punta della lingua fa capolino tra le labbra morbide e fa nascere in me la voglia di assaggiarla.
"Andata! Consigli per la serata: il vestito non è adatto, il trucco è perfetto. Sono indifferente ai cani e agli animali in genere. A carisma mi difendo, mi piace parlare senza pensare e adoro chi mi sa stupire. Non mi interessa dove o come ti vedi tra dieci anni e...non sopporto avere orari".
"Ahahahah c'hai preso gusto a darmi consigli....sarà solo una cena tra colleghi...che bello ho un lavoro!", siamo all'ottavo di cielo...
"Mai porre limiti alla provvidenza...ora andiamo a bere un caffè!".
