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<<Signore, è successo qualcosa?>> chiese Cècille al suo direttore.
Quel giorno mentre scriveva un articolo di prima pagina, era stata convocata dal suo direttore senza sapere il motivo.
<<Si tranquillizzi, non è successo nulla di grave. Anzi penso sia una bellissima notizia per lei, signorina Garcia>>disse il signor Alberto.
<<Abbiamo rilevato che le persone italiane leggono più articoli inglesi... E la nostra rivista non è più così venduta come una volta>> continuò
<<E così abbiamo deciso di mandare, la nostra capo redattrice, a New York>> girò con la sua grande sedia girevole dando le spalle a Cècille.
Lei si trattenne dall'esultare...
New York, America. Era sempre stato il suo sogno, ma quando si mise a lavorare smise di avere i sogni e le certezze. Infatti di amici ne aveva pochi e niente.

Si mise una mano in fronte, come se dovesse riflettere,

<<Ci pensi New York... Ha tutte le spese pagate, stia tranquilla e le darò il pomeriggio libero per passarlo con i famigliari...>> la incitò Alberto, <<Quando si parte?>>chiese Cècille aprendo dolcemente gli occhi e procurandosi solletico alla mano dalle sue lunghe e folte ciglia.

Il suo capo sorrise leggermente per la notizia appena ricevuta, <<Domani alle 5 del mattino. A sostituirla ci sarà Anita mi sembra che sia la più adatta a questo compito>> e non era affatto vero, Anita era sempre stata scontrosa con tutti, Cècille compresa, e non solo: copiava anche gli articoli di Aurora, una delle poche colleghe simpatiche di Cècille, perché Anita sapeva bene di non essere brava.

<<Se mi permette vorrei scegliere io il mio successore>> disse Cècille con un leggero tono autoritario, il signor Alberto rimase un po' scosso dall'improvviso cambiamento di Cècille, ma alla fine annuì.

Cècille salutò il suo direttore e si diresse nell'ufficio di Aurora. Bussò alla porta di vetro grigia e, dopo aver sentito un <<avanti>>, entrò;

Si sedette nella sedia girevole difronte alla grande scrivania della collega. Aurora alzò lo sguardo dal computer per un attimo, e sorrise per la visita di Cècille.

<<Ciao Cècille che piacere vederti>>disse Aurora, <<Ho una bellissima notizia da darti >> aggiunse Aurora entusiasta<<Anch'io>> disse Cècille <<Dimmi prima la tua>> dissero in contemporanea.

Si misero a ridere.

Ma poi smisero e Aurora prese parola <<Mio zio mi ha inviato, per posta, un biglietto per andarlo a trovare a Londra>> disse euforica la rossa <<Sono molto felice per te, sai anch'io farò un viaggio... Andrò a New York>>disse, poi, Cècille felice<<Davvero?>>esultò, ancora, Aurora <<Aspetta ma quando?>>domandò l'amica alzandosi di scatto dall'enorme sedia in pelle nera. <<Domani>>disse Cècille felice come non mai, ma la felicità non fu ricambiata da Aurora che invece si rabbuiò, facendo diventare i suoi splendidi occhi verde smeraldo, di un colore più scuro.

<<E-e come farai? Con tua madre, il lavoro, tuo fratello Etienne, tuo padre?...>chiese, ad un certo punto, Aurora contando le cose che elencava con le dita delle mani. Aveva un'aria preoccupata, Cècille non l'aveva mai vista cosi preoccupata.

<<Per il lavoro non preoccuparti, il viaggio è un 'trasferimento' che ha organizzato Alberto, e con i miei parenti, mi ha dato il pomeriggio libero e per mio padre penso che prima di New York andrò a Parigi>> disse Cècille con la stessa velocità con cui l'aveva detto Aurora.

Infatti suo padre abitava a Parigi per questioni di lavoro e lei lo rivedeva soltanto per le feste o per eventi importanti, e questo spiega anche il perché del suo nome e cognome francese, come anche quello di tutta la sua famiglia.

<<E chi ti sostituirà, insomma sei la capo redattrice>>disse Aurora <<Indovina?>>rispose Cècille <<Chi? Chi?>>chiese Aurora con curiosità.

<<Tu...>disse Cècille, <<No non ci credooooo>disse, esultando, Aurora.
<<Credici>>disse Cècille ridendo per lo strano comportamento di Aurora

<<Grazie, grazie, grazie>>disse Aurora abbracciando l'amica.

<<Prego, prego, prego>>disse Cècille ridendo leggermente e staccandosi dall'abbraccio.

<<Aspetta ancora una cosa>disse Cècille

Cècille prese la spilletta con su scritto 'capo redattrice' mettendola ad Aurora.

<<Grazie ancora. Ci sentiamo, ti saluto ora perché so che domani non ci vediamo> disse Aurora sorridendo e concludendo la conversazione, Cècille accennò un sorriso e uscì dallo studio di Aurora.

Salutò i pochi colleghi e colleghe che conosceva e si recò verso casa sua.

Il Dubbio Della Certezza Verhalen om door geobsedeerd te raken. Ontdek het nu