Mia madre era morta da poco.
Un pirata della strada se l'è portata via ingiustamente.
Mamma meritava di vivere.
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Avendo solo sedici anni non ho la possibilità di andare via come avrei voluto fare. Perciò mi tocca stare da lui, il mio pseudo padre. è uno stronzo, non merita la mia presenza in quella baracca che si ritrova.
Papà non è mai stato con me.
Papà non è mai esistito.
Erano le tre del mattino.
Avevo dei dolori lancinanti alla pancia che non mi lasciavano perdere.
Scesi giù di sotto per prendere qualcosa da mangiare.
Il telefono iniziò a vibrare e a fare rumori strani.
Chi mai potrebbe chiamarmi alle tre del mattino?
Risposi.
Era la voce di un ragazzo, penso.
"Mi manchi." Fu il contenuto di quella chiamata.
Ultimamente non ero uscita con nessuno, perciò pensai fu parecchio strano.
Ritornai nella mia camera e mi misi a dormire.
Mi alzai alle sei e mi preparai.
Mi lavai, mi truccai e poi scesi di sotto per prendere lo zaino e il giubbotto.
Avevo il telefono in tasca, così presi le cuffie e misi a tutto volume "dear porcupine" di Melanie Martinez.
C'è chi ascolta gli One Direction, chi Justin Bieber, chi Eminem, chi altri cantanti..
Io ascolto Melanie Martinez, perché è l'unica ragazza nel suo genere ad essere diversa dalle altre persone, e poi mi ci riconosco totalmente.
Arrivai in classe e andai nell'ultimo banco, il mio meraviglioso ultimo banco. Nessuno deve osare avvicinarsi, li c'è tutta la mia vita. Il mio banco è diverso dagli altri.
In tre anni che frequento questa scuola l'ho colorato e l'ho reso un pò più mio, rendendolo nero, con qualche scritta rossa, rosa fluorescente, verde fluorescente, blu, gialla, e chi più ne ha più ne metta.
Il preside voleva cancellare tutta quella meraviglia, ma Stranamente la mia classe protestò, perciò decisero di lasciare tutto quanto così come stava. Oggi sono particolarmente triste: sento la mancanza della mamma e io non riesco veramente a stare senza di lei.
James, il mio ex ragazzo, mi ha lasciata qualche settimana dopo che mia madre se ne è andata. "non voglio anche i tuoi problemi." Disse.
in realtà, è sempre stato un ragazzo meravigliosamente dolce, perciò non dipendeva da questo. mi tradiva, e io lo sapevo già da tempo. aspettavo che sarebbe stato lui a dirmelo, ma sfortunatamente non lo fece, così decise di lasciarmi.
avevo le foto della ragazza, e di lui che affogava nei capelli di lei.
e niente, ora sono sola, senza alcuna persona, solo con il mio migliore amico Jack e con Ells, che per quanto mi riguarda è la mia psicologa, più che la mia migliore amica.
a ricreazione girai per tutta la scuola, quando ebbi l'idea di andare a trovare Jack.
gli è stato proibito di uscire dalla classe, dato che molte volte va a finire che fa a botte con qualche stronzo della classe accanto alla sua.
"Claire!" esclamò, e mi saltò addosso.
"Jack!" urlai, e lo abbracciai.
è l'unica persona -oltre a Ells- che abbraccio. da quando la mamma è andata via non ho fatto altro che chiudermi in me stessa.
mi prese da una parte.
"Tu devi dirmi qualcosa, ne sono sicura." Dissi.
"Beh si, altrimenti non ti avrei presa così."
rispose.
"È probabile che oltre alle ragazze.." e non continuò.
"Oddio, ti piacciono i ragazzi?" urlai.
"Si, ma stai zitta, me ne vergogno troppo. mi vuoi comunque bene?" Chiese.
"Ma mi sembra ovvio! Finalmente potrò parlare di ragazzi anche con te." esclamai.
esultò e mi prese in braccio, facendo ondulare i miei lunghi capelli blu.
"adesso tu vieni da me e andiamo da Ells a dirle questa meravigliosa notizia!" esclamai.
"non voglio dirlo a Ells." Disse.
"perché? alla fine è anche tua amica." Risposi. mi sembrò strano, alla fine siamo tutti quanti amici, e abbiamo tutti quanti un rapporto fantastico, perciò mi stupisce sentire dire da Jack ciò.
"Ho litigato con Ells." Disse.
non mi sembra possibile. sono sempre stati migliori amici, sono amici dalla quinta elementare, e rovinare così sette anni di amicizia è davvero orribile.
"Non mi metterò in mezzo, perché decidi tu con chi stare, ma come mai avete litigato?" Chiesi.
Mi prese per mano e mi portò al suo banco.
"Vedi.." sospirò.
"È successo che ieri stavamo parlando di te..
se ne è uscita dicendo che secondo lei stai diventando falsa. Diceva anche che dovresti essere più coraggiosa, perché facendo così risulti solamente una codarda." concluse.
"Io.. io non capisco.. ha.. ha veramente detto ciò?" Dissi balbettando e con le lacrime agli occhi.
"Si .. abbiamo litigato perché le ho detto che se doveva parlare male di te doveva farlo con qualcun'altro, perché di certo io non sarei rimasto li a sparlare di te."
Mi passò una mano tra i capelli e con un dito mi asciugò le lacrime da entrambi gli occhi.
"Non piangere, ti sta colando tutto il trucco."
Disse, e mi abbracciò.
"Non sto piangendo. Ora però voglio cambiare discorso." Dissi.
"Uh, e di cosa dobbiamo parlare?" Disse inarcando un sopracciglio.
"Tipo di Gabriel del quarto anno." Risposi.
"amami." Disse.
"cosa?" non capii.
"Amami."
"Perché dovrei?"
"Perché si da il caso che io sia un suo possibile amico" concluse.
sbarrai gli occhi.
"Cosa?" urlai.
"Eh già." e se ne andò.
"No senti, tu ora mi dici tutto ciò che sai su di lui, altrimenti ti uccido." lo minacciai.
"Tu sei fortunata ad avermi come amico."
Disse, dopodiché prese un foglietto di carta, e scrisse tutte le cose più importanti su di lui, dato che le uniche cose che sapevo erano:
•È un maschio
•Si chiama Gabriel
•È del quarto anno
•Ha un anno in più, quindi 17.
Il foglietto era pieno e pieno di informazioni importantissime.
COSA SAPERE SU GABRIEL:
-È alto 1.78.
-Fa di cognome "Smith".
-Non è fidanzato.
-Abita accanto a casa tua e non te ne sei mai accorta.
-Le piace una ragazza, dice che è del terzo anno. Ma non impazzire, cercherò di scavare a fondo su questa cosa.
-Jack. xoxo
Sotto mi lasciò anche il numero di telefono.
Per ringraziarlo lo baciai sulla guancia e lo abbracciai, poi me ne andai.
Subito dopo la scuola, tornai a casa, e non appena arrivai mi buttai sul divano a peso morto. il divano -oltre a Jack- Si è dimostrato più maturo di altre persone.
Chiamai Ells, per saperne di più su questa questione. la Chiamai due volte, ma non rispose mai. perciò le inviai dei messaggi a cui rispose subito.
Claire: Ells, cos'è questa storia?
Ells♡: Quale storia?
Claire: Tipo che parli male di me in presenza di Jack?
Ells♡: Sapevo sarebbe finita così.
Claire: Se lo sapevi non avresti fatto così.
Ells♡: Io non ho fatto assolutamente niente, ho solo espresso una mia opinione su di te, e Jack se l'è presa ingiustamente.
Claire: A me va bene che tu dica cosa pensi di me, ma c'è una bella differenza tra "Esprimere dei pensieri riguardanti una persona" e "offendere totalmente una persona".
Ells♡: È anche colpa tua.
Claire: Colpa mia? Ma veramente? Non farmi ridere.
Ells♡: Si da il caso che quella che ogni giorno si mette a piagnucolare sulla mia spalla, sei tu. Jack non lo conti neanche.
Claire: Ma tu cosa ne sai? Passo più tempo io con lui, più della mamma.
Ells♡: Vabbè, fatto sta che però io ho espresso una mia opinione, e sia te che Jack vi siete scaldati un pochino troppo.
Claire: Non mi sono scaldata affatto, mi sto solamente arrabbiando perché penso che parlare alle spalle di una persona a cui di regola dovresti voler bene non mi sembra giusto, solo questo. Ci vediamo, ciao.
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E Poi Arrivi Tu.
RomanceClaire, una quindicenne che odia il papà ma che ama i suoi due migliori amici, Ells e Jack. Non tutto andrà per il verso giusto: la vita di Claire è totalmente un mistero..
