Partiamo dal presupposto che ognuno ha la sua storia. Bella, brutta, avvincente o noiosa che sia. E partiamo dal presupposto che io odio le storie. Ho smesso di leggere libri più o meno quando avevo quindici anni e quando sono diventata grande abbastanza da realizzare che non sarei mai stata la protagonista di una di quelle storie d'amore stampate sui libri esposti in bella vista sugli scaffali a San Valentino.
So cosa state pensando: ecco l'ennesima ragazza inizialmente timida e solitaria che casualmente incontrerà l'ennesimo ragazzo perfetto, uno di quelli che sta sulle copertine dei giornali e non nella tua classe. Eppure vi sbagliate, in parte.
Perché c'è una cosa che non sopporto e che mi irrita, ancora più delle storie romantiche, il cliché.
