Aspettami alle porte del vero, amore,
poi vai pur nei dettami
del sontuoso,
del regno, del borioso
incatenarsi al mostruoso
pegno di immaginarsi
qual sorte, qual forte,qual pensiero
impigliare alla rete del sogno.
Trattami, lì, come fossi guerriero,
davanti ai ricami,
alla apoteosi,
delle tue mani, e al tuo nuovo destar
di questo amoroso spazio,
io ti appoggerò ancor le mie labbra,
fiore, paradiso, etereo vanto
per impadronirti dentro, ancor,
mio incanto.
Scritto per Casa_delle_Civette
