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Stavo ritornando a casa, nel casino di quel palazzo, dove tutti urlano, che praticamente per ascoltare la musica devo usare le casse, quando il mio telefono emette il classico suono dei messaggi, da un numero sconosciuto.
Per giunta anche nei Messaggi e non su whatsapp. Di solito i messaggi che mi arrivano dagli sconosciuti li ricevo su whatsapp.

Il messaggio recita:

Oggi alle 23:00 puntuale alla piazzetta comunale.

Sandro.

Sandro?
Ah si, il tipo...il tipo di...dove comprano la droga, che ne so, non me ne intendo di queste cose.
Ma comunque non credo di andarci dato che l'ultima volta che mi ha mandato un messaggio di questo genere mi ha preso in giro.
Ci vogliono un paio di minuti per arrivare a casa mia.
Prendo le chiavi e apro.
Salgo al mio appartamento e mi dirigo verso la cucina. Devo cucinare io dato che mia madre è a lavoro e mio padre sta in galera. Il motivo sinceramente non lo so perché mia mamma non me l'ha mai voluto dire.

Ripensando al messaggio, penso di andarci. Se mi capita una cosa del genere oggi come l'altra volta giuro che li ammazzo a quelli.
Giuro eh.
Giuro.
GIURO.
No, per ammazzarli mi procurerò soltanto una squadra di quindici ragazzi e tutti e quindici con una pistola, se non un fucile. SOLTANTO.
Volevo prepararmi un piatto di pasta, ma dato che sono incapace a fare anche quello, un cuoco può accompagnare solo, mi farò una fetta di carne e via.

Finito di mangiare, squilla il mio telefono.
Sullo schermo compare il nome della mia amica Valeria.

Ciao Vale!  dico.

Vanessa, non ci puoi credere!
Risponde.

Dimmi, cosa è successo?

Sandro ha mandato anche a te il messaggio per questa sera?

Si, perché?

Perché il tipo più figo della città ci ha calcolate!

Beh, io però non prevedo niente di buono, gli assistenti sociali arriveranno in questi giorni dato che a scuola non ci vado da più di un mese e mia madre non sa niente, credi che questa cosa sia buona?

Vanè calmati, non fa niente,in tre anni di superiori abbiamo imparato qualcosa eddai!

Va bene...hai ragione tu come al solito. Ci vieni a casa mia?

Quando?

Anche ora.

Va bene,  mi preparo e vengo.

Stacco e sparecchio. Quando sistemo la mia stanza metto un po' di musica (per precisare gli Imagine Dragons).

Ad un certo punto suona il campanello, non potrà essere per forza Valeria, pochi minuti sono passati dalla telefonata. Mi avvicino alla porta per vedere chi è dal minuscolo vetro della porta. Un uomo mal ridotto è davanti alla mia porta, poi sento la voce di mia madre:

Vanessa apri, sono io.

Non mi fido abbastanza.

Guardo un'altra volta, sposto  l'occhio e vedo mia madre. A questo punto penso sia meglio aprire, perché mia madre in alcuni casi è priva di pazienza. Apro e li faccio accomodare. Quell'uomo mi fa leggermente pena.

Arriviamo nel piccolo salotto di casa mia, e guardo prima mia madre, poi l'uomo, e poi di nuovo mia madre. Ci sediamo, mia madre in questo momento direi che mette un bel po di ansia. E intanto in testa mi girano un po di paranoie. Le mie mani stanno incominciando a sudare.

Allora. 
Comincia mia madre.

So che non conosci quest'uomo, (ma dai! Tu che dici? Non l'ho mai visto in vita mia e ti aspetti che lo riconosca ora?) però voglio fartelo conoscere.
Quest'uomo è tuo padre Vanessa.
Ma chi quell'uomo? Ahahahahah. Mi stavo mettendo a ridere in quel preciso istante, ma faccio solamente il mio solito sorriso da ebete.

Ah.
Riesco a dire soltanto.








MA QUESTO È SOLTANTO L'INIZIO.

BRAVI RAGAZZI. STARETE IN ANSIA. SI, L'ANSIA.

COME VI SEMBRA IL PRIMO CAPITOLO?
COMMENTATE.

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⏰ Terakhir diperbarui: May 20, 2017 ⏰

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||NON AVREI DOVUTO|| [FF ACHILLE LAURO]Cerita yang bikin terobses. Temukan sekarang